Psicoterapia online: una nuova frontiera

Psicologia online: nuova frontiera? In questo articolo presento come le nuove tecnologie e le prospettive future portano a presupporre diventerà un nuovo setting.

20 APR 2021 · Tempo di lettura: min.

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Psicoterapia online: una nuova frontiera

Psicoterapia online: una nuova frontiera

Lo sviluppo delle nuove tecnologie e le prospettive future portano a presupporre che diventeranno a breve strumenti indispensabili (Moriggi, 2014). In tale contesto si muove anche la relazione d'aiuto, come le consulenze psicologiche online, con un quadro che cambia da un setting in presenza ad un setting "in movimento".

Nello specifico le modalità di consulenza psicologica online possono essere sincrone e asincrone (Misha et al., 2015), possono essere utilizzate in modalità flessibile sulla terapia centrata sul cliente. Videochiamate, chiamate vocali, chat sincrona sono le modalità sincrone, che avvengono quindi, in tempo reale; al contrario, in modalità asincrona, avvengono in differita temporale, come scambi di e-mail e messaggi vocali.

Ad ogni modo, l'avvio di un percorso online richiede da parte del professionista conoscenze e aggiornamenti costanti per poter guidare il cliente con sicurezza e chiarezza.

Indicazioni per il professionista

  • Stabilire un setting virtuale "simile" al setting in presenza;
  • verificare costantemente la connessione internet;
  • porre il dispositivo elettronico su una base stabile, come ad esempio una scrivania;
  • sedersi su una seduta comoda;
  • controllare l'inquadratura della videocamera in modo che sia centrata e visibile;
  • avere al proprio fianco l'agenda ed eventuali strumenti da utilizzare;
  • l'uso di cuffie.

Inoltre, sul sito del CNOP, Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi, sono presenti le "raccomandazioni del CNOP sulle prestazioni psicologiche attraverso tecnologie di comunicazione a distanza". Buona prassi per lo psicologo è leggerle e rendere a conoscenza il cliente, già al primo contatto. Ad esempio, allegare un file con le indicazioni, rimanda al cliente chiarezza e affidabilità.

Le indicazioni per il cliente, possono seguire lo stesso schema di quelle del professionista aggiungendo altri elementi tipici del setting in presenza:

  • acqua, fazzoletti;
  • strumenti come carta e penna;
  • se vive con altre persone, farsi indicare orari in cui si può garantire la privacy;
  • se lavora in smartworking o telelavoro, chiedere se è possibile cambiare la disposizione del dispositivo tecnologico.

Ad ogni modo quando, come professionisti, muoviamo i primi passi nel mondo della psicoterapia online ci si interroga necessariamente su come modellare questo nuovo setting terapeutico, quali modifiche e/o quali nuove 'regole' potrebbero essere applicate in una relazione via web e come potere adottare determinate tecniche in assenza della presenza fisica del paziente.

Lavorando all'interno di quello che potremo definire un "cyber-setting" vi sono diverse dimensioni che richiedono una nuova riflessione, pensiamo, ad esempio, a come cambia la percezione visiva dell'altro. All'interno di un setting vis a vis possiamo generalmente contattare con una maggiore completezza visiva il modo in cui si posiziona il corpo dell'altro in relazione all'ambiente, la sua zona corporea, che postura assume in un determinato momento dell'incontro, la sua prossemica e così via. Appare quindi evidente, come precedentemente affermato, che il cambiamento del setting richiede al professionista un riadattamento, talvolta creativo, di determinate tecniche o di specifiche proposte terapeutiche.

A tale proposito in una ricerca condotta da Birgit e colleghi (2013) su un gruppo di persone depresse è stato osservato come il gruppo trattato online, rispetto a quello trattato tramite una psicoterapia tradizionale, aveva ottenuto un miglioramento leggermente superiore nel breve termine e significativamente superiore tre mesi dopo avere concluso il percorso. Il gruppo che aveva seguito il percorso online dopo la consulenza riceveva, tramite e-mail, un riassunto dei compiti e della seduta svolta e ciò sembra avere influenzato un miglioramento della loro aderenza al trattamento.

Altro aspetto centrale da considerare durante le sedute online e vis a vis è il silenzio che acquisisce un significato importante e va ascoltato e può comunicare imbarazzo, vergogna, rabbia, frustrazione, serenità, benessere. Il terapeuta deve tenere conto del silenzio, proprio perché altamente comunicativo. Il silenzio nelle prestazioni psicologiche online può verificarsi anche attraverso il blocco dell'immagine o l'interruzione della comunicazione verbale dovuta a una scarsa connessione. In questi casi il silenzio e la pausa sono protagonisti della relazione terapeutica, tuttavia, le motivazioni sono esterne. È un momento delicato, in cui possono generarsi rottura dell'alleanza e distrazioni, porre attenzione è, quindi, fondamentale.

Il cliente può sentirsi "non ascoltato" o "perso" , può, inoltre, sperimentare "un'intensa paura di abbandono". Date le premesse, agire in maniera preventiva può essere una modalità utile.

Una connessione veloce e stabile è fondamentale, tuttavia, anche in questo caso possono verificarsi interruzioni. La prassi più semplice è che sia il terapeuta a richiamare il cliente, oppure, che si passi ad una comunicazione senza video. Entrambe le opzioni devono essere comunicate al cliente all'inizio della presa in carico.

Il terapeuta ha il compito, in questo caso, di riprendere il filo del discorso per garantire il flusso comunicativo ed il messaggio di ascolto attivo.

In conclusione, la professione psicologica sarà sempre più chiamata a operare all'interno di nuovi setting che possono, come abbiamo visto, nascondere insidie e, allo stesso tempo opportunità. Prima di avventurarsi in un contesto tanto stimolante quanto non convenzionale sarà necessario mettere a fuoco tali elementi e fare chiarezza proprio su questi aspetti.

In futuro sarà auspicabile accompagnare il professionista alla scoperta delle più recenti linee guida e fornire gli strumenti pratici per svolgere la professione via web in maniera sempre più consapevole ed efficace.

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Scritto da

Dott.ssa Priscilla Ciufo

Bibliografia

  • Moriggi, 2014
  • Misha et al., 2015
  • Birgit e colleghi (2013)

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