Psicoterapia e counseling online: pregi, difetti e qualche sorpresa.

I limiti fra l’offline e l’online divengono sempre più sfumati. La Psicoterapia, il Counseling e la medicina non possono certamente ignorare il cambio di scenario.

5 LUG 2021 · Tempo di lettura: min.

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Psicoterapia e counseling online: pregi, difetti e qualche sorpresa.

Il Covid-19 ha comportato il passaggio di molte attività dall'offline all'online, comprese le prestazioni fornite da Psicologi quali Psicoterapia e Counseling. La questione delle psicoterapie Online rappresenta indubbiamente una delle sfide più importanti con cui il mondo della psicologia è chiamato a confrontarsi da almeno un decennio e oggi voglio sintetizzare in questa sede alcuni contributi che hanno analizzato le differenze fra la psicoterapia in presenza (nello studio del professionista) e la psicoterapia da remoto (attraverso videochiamata),vedremo anche le criticità e i vantaggi delle due modalità, nonché i fattori che predispongono alla scelta di una e dell'altra da parte degli utenti.

IL SETTING

Noi Psicologi utilizziamo spesso questa parola con due significati: quando ci riferiamo alla sede in cui incontriamo fisicamente il nostro cliente e in cui svolgiamo il nostro lavoro, alle regole implicite ed esplicite, quello è il setting esterno; quando invece parliamo della mente dello psicologo, delle emozioni e delle dinamiche che lo animano mentre incontra un cliente, quello è il setting interno. Il termine deriva dall'Inglese to set ("collocare, stabilire"), proviene dal teatro dove viene usato per definire tutto quello che sulla scena è fisso ed entro cui avviene la rappresentazione. Il Setting forma dunque la cornice dove si svolge la prestazione psicologica, "un terreno neutrale e senza storia propria entro cui costruire una storia diversa che nasce dall'incontro" (Andolfi e Angelo, 1987).

Una dimensione sicura e protettiva, costante, dove il cliente sente di poter avere per sé un tempo e uno spazio definiti al di fuori della quotidianità. Il passaggio dall'offline all'online propone un cambiamento critico al riguardo. Il cliente rinuncia alla parentesi protettiva che gli fornisce lo studio e offre allo Psicologo uno spaccato sulla sua quotidianità, il campo visivo viene ristretto alle sole possibilità offerte dai pollici dello schermo, ed elimina la maggior parte degli elementi presenti nella stanza dello Psicologo, che pure rappresentavano elementi epistemologici del suo lavoro (pensiamo al lettino per gli Psicoanalisti…).Il cambio di setting d'altronde offre anche dei vantaggi, soprattutto quando si tratta di contattare per la prima volta lo Psicologo, qui è il carattere rasserenante della messaggistica online o la tranquillità della videochiamata in un ambiente conosciuto (casa propria), ad essere trigger che facilita il primo contatto con i servizi Psicologici.

LA RELAZIONE

La relazione che si viene a creare fra Psicologo e Cliente è uno dei fattori che permettono il cambiamento. L'incontro unico fra due soggettività che si impegnano a collaborare insieme per migliorare la vita di uno dei due (l'alleanza terapeutica) è processo fondamentale che per alcuni verrebbe ancora prima per importanza rispetto ai processi tecnici ed epistemologici; Lingiardi (Lingiardi et al.,2011) ad esempio osserva come "al centro del processo terapeutico vi sono il legame tra chi cura e chi è curato e le conseguenze che questo legame comporta sul piano dell'esperienza". Il passaggio dall'offline all'online offre anche in questo caso spunti di discussione nevralgici.

Una prima criticità pratica è la compromissione del clima collaborativo fra professionista e paziente dovuto al passaggio dalla stanza fisica allo schermo con il conseguente venir meno degli "aspetti fisici"; In secondo luogo troviamo il rischio che una relazione asimmetrica (professionista/cliente) diventi simmetrica a causa dell'intrusione del professionista nella sfera privata del paziente e viceversa (pensiamo al tipico colloquio che si svolge da casa).

Anche le regole del gioco (orari, preavvisi, onorario) istituzionalizzate nella cornice professionale dello studio, potrebbero perdere di forza a causa del mezzo digitale oggi usato dalla maggior parte delle persone come una fonte intrattenimento casalingo e nient'altro. Il rischio è quindi quello di una confidenzialità eccessiva, che non gioverebbe al rapporto terapeutico. D'altra parte, fra gli aspetti positivi della mediazione digitale ci potrebbe essere un effettivo aumento del coraggio di esporsi da parte del paziente, rassicurato da una esibizione di sé "protetta" e controllata.

L'EFFICACIA DELLE TERAPIE ONLINE

Un interessante studio dell'Università di Zurigo ha misurato e confrontato la psicoterapia online e la terapia convenzionale offline su un gruppo di pazienti con depressione. Il campione è di soli 62 pazienti ed è dunque d'obbligo prendere questo studio come una semplice esplorazione dai risultati provvisori. A differenza degli studi precedenti (questi sì, più corposi) che mettevano alla pari in termini di efficacia le due forme di terapia (convenzionale e non), l'articolo (sorpresa!) conclude che il trattamento online è stato più efficace rispetto a quello classico. Sessantadue pazienti con depressione moderata hanno svolto 8 sessioni di psicoterapia con l'utilizzo di diverse tecniche consolidate che derivano dalla terapia cognitivo-comportamentale e possono essere prescritte sia in forma orale che in forma scritta. In entrambi i gruppi (online e offline) i valori relativi alla depressione sono scesi: sono usciti dallo stato depressivo alla fine del trattamento il 53% dei pazienti "digitali" e il 50% dei pazienti "fisici"; a tre mesi dal trattamento la percentuale dei pazienti "digitali" senza sintomi è aumentata al 57%, mentre è scesa al 42% per i pazienti "fisici". I ricercatori di Zurigo hanno ipotizzato che i pazienti Online si siano impegnati di più nei compiti guidati che la terapia cognitivo comportamentale prescrive fra una seduta e l'altra, questo probabilmente perché avendo meno il terapeuta come guida, questi pazienti si sono dovute autoresponsabilizzare maggiormente, rispetto al campione che riceveva la terapia di persona nello studio. Ovviamente si tratta di uno studio preliminare con un piccolo campione e il dibattito rimane aperto.

CONCLUSIONI

L' affermazione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, partita da Alan Turing e giunta alla nostra epoca, sta cambiando il nostro mondo interno ed esterno, i limiti fra l'offline e l'online divengono sempre più sfumati. La Psicoterapia, il Counseling e la medicina non possono certamente ignorare il cambio di scenario oramai in atto da un ventennio. A proposito del trasferimento delle terapie dal setting offline al contesto online: durata medio-lunga della terapia in corso offline, capacità digitale, disponibilità di uno spazio protetto, peso emergenziale e tipologia del sintomo, configurazione terapeutica individuale o di coppia sembrano essere fattori predisponenti al passaggio dalla stanza del terapeuta all'online (Vallario, 2020).La videochiamata è molto apprezzato dai soggetti ansiosi e insicuri, in quanto lo spazio controllato dello schermo risulta rassicurante, molti invece sentono la mancanza dello studio dove recarsi a cadenza fissa, una parentesi che permetteva di sfuggire alla quotidianità per un'ora.

  • Fra i rischi abbiamo visto la possibile compromissione della collaborazione, l'eccesiva confidenzialità mediata dal mezzo digitale oppure il rischio di far diventare simmetrica una relazione per sua natura asimmetrica.
  • Fra i vantaggi abbiamo individuato la comodità e i costi ridotti, l'incremento di coraggio nell'esporsi soprattutto nei primi colloqui dove l'ansia e il timore di essere giudicati sono alti, e infine la capacità del mezzo digitale di essere un indubbio trigger facilitante per il primo contatto con lo Psicologo. L'efficacia degli interventi online e offline sembra essere equivalente, anche se uno studio dell'Università di Zurigo su un piccolo campione ha messo in luce un leggera superiorità della terapia online.
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Scritto da

Dott. Simone Laviola

Bibliografia

  • Wagner Birgit, Andrea B. Horn, Maercker Andreas. (2013) Internet-based versus face-to-face cognitive-behavioral intervention for depression: A randomized controlled non-inferiority trial. Journal of Affective Disorders. 152-154:113-21
  • Luca Vallario, From offline to online: setting and relationship in therapies. Journal of Psychosocial Systems. 2020, Vol. 4(1), pp. 6-19.

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