Psicoterapia della depressione

Il nostro stato d’animo, a seconda degli accadimenti, risulta eccitato o afflitto con diversi gradi d’intensità.

10 FEB 2018 · Tempo di lettura: min.
Psicoterapia della depressione

C'è una lezione in particolare che ricordo dei primi mesi di frequentazione della facoltà di Psicologia, un concetto che guida sempre la mia pratica clinica: "sanità mentale e patologia si collocano lungo un continuum e noi tutti nel corso della nostra vita oscilliamo verso una direzione e verso l'altra. Il nostro stato d'animo, a seconda degli accadimenti, risulta eccitato o afflitto con diversi gradi d'intensità. Possiamo parlare di patologia quando non riusciamo più a tornare indietro, a riemergere, da un estremo o l'altro". In questi casi non riusciamo più neppure a connettere il malessere che sperimentiamo con le ragioni che l'hanno determinato. Se, infatti, tutti noi attraversiamo momenti duri a seguito di perdite, separazioni, delusioni, fallimenti professionali, è vero anche che, ognuno con i suoi tempi e modi, comprendiamo ciò che ha scatenato il nostro dolore e gradualmente ne usciamo. A volte capita, invece, che il dolore legato alla perdita di qualcosa che per noi era importante, su cui avevamo investito una parte di noi stessi e di cui sentiamo il bisogno, non possa essere né narrato né pienamente accettato, spesso per paura, per vergogna, per il timore di conseguenze catastrofiche o per la sensazione di non poterlo sopportare. <> (Cancrini, 2016). Nella depressione troviamo proprio la perdita del filo che collega i fatti, le cause reali, con la sofferenza. Il dolore, a questo punto, è diventato incomunicabile e può accadere non solo che compaiano sintomi psicosomatici di vario tipo, ma anche che chi ci sta intorno, anche le persone a noi più vicine, non comprendano il nostro stato, non vedano i confini del nostro dolore, non ne riconoscano il significato. Questa nuova condizione relazionale, e individuale, può generare senso di solitudine, paura, ma anche rabbia. Il ruolo del terapeuta è, come ci insegna Cancrini (2016) "quello di aiutare il paziente a far emergere i motivi scatenanti della sofferenza, di incoraggiarlo a liberare, nella speciale situazione di un incontro terapeutico, tutto il dolore, la rabbia e l'aggressività nascosti dietro la maschera della depressione". Il terapeuta, dunque, si offre come base sicura, come figura d'attaccamento che dà consolazione al pianto per accompagnare il paziente attraverso le varie fasi dell'elaborazione del lutto, fino alla riemersione.

Cancrini L. (2016). Date parole al dolore. La depressione: conoscerla per guarire. Scione Editore Roma.

Scritto da

Dott.ssa Selena Ciardi, studio MassimaMente

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