Psicologia e disagio. È possibile liberarsi dal senso di colpa?

Il senso di colpa è un campanello di allarme indispensabile per il buon vivere in società ma quando diventa cronico impedisce di vivere con serenità.

11 NOV 2013 · Tempo di lettura: min.

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Psicologia e disagio. È possibile liberarsi dal senso di colpa?
Il senso di colpa, se eccessivo, è un sentimento che limita la libertà individuale a causa della sua presenza invadente nel pensiero di chi lo vive e lega ad una situazione, comportamento o ad altra persona impedendo di vivere serenamente la quotidianità. 
Perché ci sentiamo in colpa?

Sentiamo un senso di colpa perché pensiamo di non esserci comportati al meglio, di aver commesso un errore e di non potervi porre rimedio subito o ci si sente in colpa nei confronti di coloro, famigliari e non solo, cui pensiamo di dovere sempre qualcosa in più di quello che già facciamo. Sono infinite le occasioni per sentirsi in colpa e ci sono persone particolarmente sensibili a questo sentimento.

La funzione positiva del senso di colpa è quella di permettere alle persone di riflettere su ciò che stanno facendo, di valutarne le conseguenze e di farsi carico della responsabilità di queste conseguenze. E’ una funzione importante che consente una vita sociale “ordinata” entro le regole e leggi dello stato, della cultura e della famiglia. Quindi non può essere eliminato! Se lo fosse vivremmo nel caos e nell’anarchia più totale.

Quando il senso di colpa diventa costante...

Esistono, però, numerose persone che, abitualmente o in particolari periodi della loro vita, si sentano schiave del senso di colpa e quindi deprivate di una vita serena e piacevole perché sempre troppo preoccupate a pensare a quello che fanno, a quello che hanno già fatto e a come porvi rimedio.

A volte, il senso di colpa è vissuto come una musica di sottofondo che di tanto in tanto si fa sentire più forte e blocca ogni altra attività altre volte può diventare una vera ossessione e invadere tutto, o quasi, il tempo e lo spazio di un individuo.

Ascoltare il senso di colpa senza rimanere intrappolati

Il senso di colpa ci racconta qualcosa di noi ed andrebbe ascoltato. Ascoltarlo non significa accettarlo in modo cieco e indiscriminato. Se così fosse, ne risulteremmo dominati con il risultato di sviluppare un pensiero ossessivo e una ricerca affannosa, necessaria a trovare il giusto rimedio per quietarlo.

Ascoltarlo significa farci raccontare delle nostre fragilità, delle insicurezze, delle paure che caratterizzano la nostra persona e le relazioni con gli altri. Ci racconta anche, di come ci sentiamo legati alle persone che ci circondano (se troppo o troppo poco) e di conseguenza dei limiti che è necessario stabilire tra noi e gli altri per non essere risucchiati in una vita che non è più la nostra.

La lettura di questo racconto non è affatto immediata e trasparente, richiede un notevole sforzo mentale, per vedere ciò che non è visibile a occhio nudo. Occorre cambiare prospettiva e capire a chi ci lega il senso di colpa, cosa non ci permette di fare e quali conseguenze porta con sé. Nelle risposte a queste domande, si nascondono i nostri punti critici, le difficoltà, i disagi ed è poi su questi che occorre spingere per un cambiamento, dove è possibile, o più semplicemente verso l’accettazione dei nostri limiti e conflitti interiori. In questo modo, è possibile vedere attenuarsi anche un senso di colpa invadente e oppressivo.

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Scritto da

Dr.ssa Katjuscia Manganiello

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