Polifarmacia: attenzione alla depressione come effetto collaterale di farmaci prescritti

Un recente studio dell’Università dell’Illinois a Chicago, ha evidenziato che circa il 37% degli adulti statunitensi assumono dei farmaci i cui effetti collaterali includono la depressione.

7 MAG 2020 · Tempo di lettura: min.
Polifarmacia: attenzione alla depressione come effetto collaterale di farmaci prescritti

La polifarmacia, ovvero l'assunzione di più farmaci contemporaneamente, è in aumento negli Stati Uniti e un gran numero di adulti assume regolarmente dei farmaci con obbligo di prescrizione medica. Molti di questi farmaci, come ad esempio i contraccettivi ormonali e i beta-bloccanti, vengono spesso associati ad un aumento del rischio di depressione o di suicidio.

Un recente studio statunitense è stato in grado di dimostrare che i farmaci con obbligo di prescrizione medica vengono spesso prescritti in modo scorretto ai pazienti, creando dei casi di polifarmacia pericolosi dal momento che questa situazione è associata ad una maggior possibilità di sviluppare dei sintomi depressivi.

Gli autori hanno affermato che l'assunzione di più farmaci associati ad un possibile rischio di depressione o sintomi suicidari è un fenomeno crescente che potrebbe contribuire al problema sempre più grave della depressione, soprattutto della depressione resistente ai trattamenti, nonché all'aumento dei tassi di suicidio negli Stati Uniti.

Un nuovo studio sul legame tra polifarmacia al rischio depressione

I ricercatori hanno analizzato, in retrospettiva, i pattern legati all'assunzione di farmaci i cui effetti collaterali includono la depressione in 26192 adulti di età superiore ai 18 anni, con un'età media di 46,2 anni, che hanno preso parte ad un sondaggio nazionale eseguito negli Stati Uniti per analizzare la salute e l'alimentazione, tra il 2005 e il 2014. Tra la popolazione dello studio, il 51,1% erano donne e il 7,6% riferivano di aver sofferto di depressione nel periodo durante il quale si è svolto lo studio.

Sono state svolte delle analisi su questo campione di adulti, escludendo quei pazienti che assumevano dei farmaci antidepressivi e che soffrivano di ipertensione. L'equipe ha in seguito fissato la variabile categorica nell'assunzione di farmaci con obbligo di prescrizione medica i cui effetti collaterali includono la depressione. L'assunzione concomitante, invece, consisteva nell'assunzione di 2, 3 o più farmaci i cui effetti collaterali includono la depressione. La definizione di "depressione" tra i possibili effetti collaterali riguardava tutti quei farmaci i cui effetti collaterali comuni o gravi includono la depressione, il disturbo depressivo, il suicidio, i pensieri suicidari, l'ideazione suicidaria o il comportamento suicidario.

All'incirca il 62,8% degli adulti riferivano di non aver assunto alcun farmaco con obbligo di prescrizione medica i cui effetti collaterali includono la depressione nei 30 giorni che precedevano lo studio. Circa il 37,2% dei partecipanti alla ricerca, invece, assumevano almeno uno di questi farmaci.

Gli adulti appartenenti al campione preso in esame durante questa ricerca che avevano riferito di assumere dei farmaci con obbligo di prescrizione medica i cui effetti collaterali includono la depressione sono aumentati dal 35% nel 2005 e 2006 al 38% nel 2013 e 2014. L'assunzione contemporanea di 3 o più farmaci di questo tipo, invece, aumentava dal 6,9 nel 2005 e 2006 al 9,5% nel 2013 e 2014.

Secondo quanto scoperto, i farmaci i cui effetti collaterali includono la depressione vengono prescritti senza difficoltà e sono ampiamente diffusi. La polifarmacia di farmaci di questo tipo, però, porta ad un aumento del rischio di sviluppare la depressione contemporaneamente al problema che questi farmaci dovrebbero curare.

La ricerca è stata in grado di mostrare che il rischio di sviluppare la depressione oltre alla malattia già presente era più elevato negli adulti che assumevano contemporaneamente 3 o più farmaci i cui effetti collaterali includono la depressione. Questo gruppo include anche quegli adulti che assumono gli antidepressivi. Al contrario, assumere contemporaneamente più farmaci i cui effetti collaterali non includono la depressione, non provocava il rischio di sviluppare questa malattia oltre a quella pre-esistente.

Gli autori suggeriscono che, dal momento che gli strumenti di screening utilizzati normalmente non includono le informazioni relative ai farmaci con obbligo di prescrizione medica i cui effetti collaterali includono la depressione, i medici seguano i pazienti che risultano positivi a questi screening offrendo loro una valutazione dei rischi legati a questo tipo di farmaci. Nel caso di pazienti di questo genere, i medici potrebbero modificare il regime di medicazione, ad esempio sostituendo il farmaco i cui effetti collaterali includono la depressione con un altro, prima di iniziare una terapia a base di antidepressivi o delle sessioni di psicoterapia.

Risultati simili sono stati ottenuti per i farmaci i cui effetti collaterali includevano il suicidio. I ricercatori si sono resi conto del fatto che l'esclusione dei farmaci psicotropici non contribuiva a cambiare queste scoperte. Il suicidio, i pensieri suicidari, l'ideazione suicidaria e il comportamento suicidario sono stati classificati ulteriormente all'interno della sub-categoria definita come "sintomi suicidari" nella lista degli effetti collaterali.Quando i ricercatori hanno preso in esame i farmaci con obbligo di prescrizione medica i cui effetti collaterali includono il suicidio, l'assunzione aumentava dal 17,3% nel 2005 e 2006 al 23,5% nel 2013 e 2014 e l'assunzione contemporanea di 3 o più farmaci aumentava in modo significativo dall'1,9% nel 2005 e 2006 al 3,3% nel 2013 e 2014.

Questo studio ha permesso ai ricercatori di sottolineare un trend importante, ovvero quello dell'aumento della polifarmacia nel caso di quei farmaci che prevedono, tra i loro effetti collaterali, la depressione e, in modo particolare, i sintomi suicidari. Questo significativo aumento mette ulteriormente in risalto l'urgenza del problema sollevato dallo studio.

Secondo i ricercatori sono necessari degli studi ulteriori per verificare l'ipotesi secondo la quale fornire ai pazienti delle informazioni relative al rischio di depressione legato all'assunzione di determinati farmaci potrebbe diminuire l'incidenza di questa malattia.

Scritto da

Dott Federico Baranzini

Bibliografia

  • Qato DM, Ozenberger K, Olfson M. Prevalence of Prescription Medications With Depression as a Potential Adverse Effect Among Adults in the United States. JAMA. 2018;319(22):2289–2298. doi:10.1001/jama.2018.6741

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