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Percorso terapeutico, percorso di vita

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Lavorare su se stessi per se stessi, con l'aiuto dell'altro. Scopriamo insieme cosa vuol dire terapia.

11 FEB 2020 · Tempo di lettura: min.
Percorso terapeutico, percorso di vita

Percorso terapeutico: di cosa parliamo?

Un percorso di terapia personale è fondamentalmente un lavoro su se stessi, sulla conoscenza di se e sul superamento di determinate problematiche e fissazioni caratteriali.

All'interno di un contesto strutturato, definito e protetto, la presenza dell'altro e la relazione che si instaura, diventano il ponte per attraversare, in una nuova prospettiva, il proprio vissuto, i bisogni, le sofferenze, i desideri, le paure. Rimanendo troppo spesso intrappolati nei nostri schemi mentali e comportamentali, abbiamo bisogno di una presenza vicaria che con una mano tesa verso di noi e l'altra aggrappata fortemente ad una realtà più vera e concreta (quella delle nostre reali potenzialità), ci guidi sulla via del piacere di vivere e di sentirsi vivi.

Viene definita "la relazione che cura" e la cura avviene attraverso tecniche e modalità di intervento precise, che derivano dalla formazione del terapeuta, dal suo saper essere con l'altro, dalle sue profonde conoscenze in materia di:

  • umanità;
  • strutture di personalità;
  • difese, che utilizziamo per vivere;
  • carattere, che strutturiamo in base alle relazioni ed alle esperienze che viviamo sin dal principio della nostra vita;
  • tipo di accudimento che abbiamo ricevuto e che ricerchiamo anche nella nostra vita adulta;
  • bisogni, diritti e paure che sentiamo o che neghiamo, ma che continuamente influenzano il nostro modo di essere e di comportarci.

Così come le malattie corporee trovano sollievo e risoluzione nelle cure mediche, anche le problematiche emotive, comportamentali, trovano il loro corrispettivo conforto e la loro cura nel lavoro psicologico e psicoterapeutico.

Molte persone che si rivolgono al medico di base presentano spesso difficoltà psicologiche. Tra quelli che beneficerebbero di un percorso terapeutico, molti preferiscono metodi apparentemente più "immediati" come i farmaci, di cui si riempiono casa, mentre altri scelgono di ignorare il problema, svalutando difatti la dimensione emotiva e di conseguenza una parte fondamentale della propria vita.

Come si struttura un percorso di cura di sé?

I modelli riguardanti le prime fasi di intervento psicologico, strutturati dai vari metodi terapeutici, sono tanti, uno per ogni approccio, uno per ogni terapeuta.

La verità è che un percorso terapeutico dovrebbe essere "su misura" del paziente. Come per il sarto che prende le misure per ogni arto ed ogni tratto del nostro corpo, disegna, taglia, cuce, riprova fino ad ottenere un risultato "giusto" per noi, così paziente e terapeuta valutano inzialmente ciò che emerge, per stabilire quali sono i temi importanti su cui la persona ha bisogno di soffermarsi.

Il paziente in questo caso però è parte attiva, se motivato si esprimerà secondo ciò che sente, senza giudizio, abbandonandosi al momento presente.

In generale le fasi che si attraversano in un percorso sono le seguenti.

  1. La richiesta, ovvero contattare il professionista e chiedere un appuntamento. Ciò vuol dire ammettere di avere un bisogno ed essere motivati ad incontrare l'altro e le proprie esigenze.
  2. Analisi della domanda: capire e definire i propri bisogni e i propri problemi con l'aiuto del terapeuta. Ci si riserva qualche incontro per analizzare la situazione, osservare ciò che emerge, conoscere l'approccio del terapeuta, le tecniche di intervento, concordare gli obiettivi, sia esplicitamente che non, costruire uno spazio personale di conforto e sostegno per poi affrontare in un secondo momento le problematiche più profonde e radicate.
  3. Valutazione delle ipotesi diagnostiche e degli obiettivi terapeutici: capire quali sono i modelli relazionali, di pensiero, comportamentali, emotivi, in cui la persona si muove, e individuare i punti critici e disfunzionali che aumentano il disagio. Il terapeuta e il paziente lavoreranno per modificare le criticità e trasformarle in opportunità di cambiamento. Modificare la propria vita è modificare se stessi e il proprio carattere, le risposte che diamo a ciò che di volta in volta ci capita. Ci si muove nella direzione della differenziazione, dell'individuazione non solo delle problematiche ma delle unicità personali, verso le risorse che non abbiamo ancora espresso. Si ci muove verso il benessere.
  4. Percorso terapeutico: ognuno con i suoi modi e i suoi tempi, arriverà alla fase di costruzione di un vero e proprio percorso terapeutico. Nella pratica, in base alle informazioni raccolte e osservate, il terapeuta decide e concorda con il paziente, la cadenza, la durata e gli obiettivi da raggiungere. Si dà avvio ad un percorso che ha una durata variabile, ovvero dura fintantoché il paziente riterrà di averne bisogno o il terapeuta riterrà che si sia raggiunto un buon grado di autoregolazione ed equilibrio personale. In ogni buona terapia, non mancheranno momenti di blocco, spesso associati all'emergere di sensazioni e sentimenti forti che richiameranno difese altrettanto imponenti. Sta al terapeuta contenere e chiarire tali momenti con tutto ciò che comportano.
  5. Cambiamento: quest'ultima non è una fase, ma il risultato di un importante lavoro su se stessi. Cambiando la percezione e il racconto della propria vita, si inverte la rotta, il proprio stile comunicativo viene percepito come più efficace, così come l'auto-espressione, aumenta la padronanza di sé e delle proprie esperienze di vita quotidiana.

Abbandono dei vecchi schemi, accettazione, libertà di scelta, piacere, sono solo alcuni dei temi su cui è possibile dirigere il cambiamento.

Ognuno ha la sua vita, ognuno ha il suo tema, ogni volta che cambiamo la nostra narrazione, cambiamo i nostri sentimenti e il nostro destino, avvicinandoci in maniera sempre più sana a noi stessi e agli altri.

Scritto da

Dott.ssa Assunta Ruggiero

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2 Commenti
  • Costanza danielli

    Per approfondire ancor di più: e sana una pausa dopo anni di analisi se l emergenza , chiamiamola così, e passata ? Camminare da sole , provarci per lo meno .

  • N.G

    Grazie! Bellissimo articolo

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