Perché sogniamo? A cosa servono i sogni? Tutti sogniamo?

I sogni sono un strumento universale prodotto dalla vita psichica di ognuno di noi; non richiedono alcun artifizio tecnico per essere osservato; nascondono, per mezzo di numerosi proces

3 NOV 2020 · Tempo di lettura: min.

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Perché sogniamo? A cosa servono i sogni? Tutti sogniamo?

Se un professionista parla dei sogni corre un grosso rischio. Quello cioè di essere preso per uno sciamano, un indovino, un astrologo o, peggio, un professionista incompetente. Corre il rischio che tutta la sua attenzione alle problematiche del proprio paziente siano viste poco seriamente. Corre il rischio di essere poco scientifico, un mistificatore.

Questo rischio è così tanto grande da indurre tantissimi professionisti a evitare ogni allaccio che porti ai sogni, ad evitare astutamente di farsene carico e pericolo di ascoltarli.

I sogni infatti non sono misurabili con test, teorie, punteggi standardizzati, percentuali, tesi e antitesi. Sono però un materiale importante per l'economia psichica della persona, che non può passare inosservato, tanto scottante e troppo pericoloso su cui riflettere.

Per tali ragioni molti professionisti scelgono di non occuparsene, di non rovinarsi la reputazione. E per tali stesse ragioni, tanti altri professionisti, come me - ma come del resto gli sciamani, gli indovini e gli astrologi - scelgono invece di occuparsene, accomunati dall'aver compreso quanta importanza essi hanno per la persona, il corso e lo sviluppo della sua vita.

Chiaro è che gli obbiettivi degli sciamani & co son bel altri rispetto a quelli degli psicoterapeuti. I primi infatti cercano di trarne un vantaggio personale. Cercano di speculare sulla sofferenza, sul "mondo interno" della persona, consapevoli di cosa la persona può rischiare di compiere azzardatamente. I secondi invece, con rispetto e responsabilità, cercano di addentrarsi in una terra ispida e paludosa, una terra da cui si ritorna con in mano delle tramee delle tracce di senso che la persona cercava da sola senza più soluzioni, senza più vitalità.

Ma perché oggi c'è tutta questa diffidenza per i sogni? Perché in tanti credono che si possa aiutare una persona senza più ricorrere ai sogni?

Le risposte potrebbero essere tante, diverse, giuste, sbagliate, credibili o inventate di sana pianta. Mi sembra però che il comune denominatore di tutte è che i sogni portino e comportino "pericoli" che tanto la scienza - con i suoi professionisti - quanto i pazienti, non vogliono più correre.

Parlare di sogni infatti comporta fare i conti con le "faccende psichiche" più intime, perniciose, conflittuali e rischiose che risiedono in tutti i sognatori, siano essi i pazienti o gli psicologi.

Essi sono un strumento universale prodotto dalla vita psichica di ognuno di noi; non richiedono alcun artifizio tecnico per essere osservato; nascondono, per mezzo di numerosi processi psichici inconsci, desideri e paure d'importanza capitale per le sorti psichiche di ogni persona. Lo psicologo che non ne tiene conto - a maggior ragione nel corso di una qualsiasi tipo di terapia - secondo le parole di Freud stesso, (1910, p. 201).

Sognare significa confrontarsi con sé stessi, con gli abissi e la profondità che ci cela dietro la propria coscienza e conoscenza, con la sensazione che quanto succede sotto queste sia complesso, frustrante e lungo da capire; un processo richiedente troppa pazienza, troppo tempo e troppa poca voglia di riflettere. Oggi infatti si è abituati agli psicofarmaci che bloccano i pensieri negativi, disturbanti, fobici. Oggi si è abituati, nel migliore dei casi, a far sparire il sintomo senza considerarne la storia, i vantaggi che han portato al suo sviluppo. Ci sono psicologi che sulle tv nazionali scrivono come se questo fosse possibile senza sacrificio alcuno, come se fosse possibile dall'oggi al domani, come se fossimo macchine dal meccanico che, in quattro e quattr'otto, son di nuovo pronte per sfrecciare senza alcun apparente motivo che ne ha portato la rottura. Come se, sparito il sintomo, per mezzo di un farmaco o di una terapia meccanicista, sparisse anche il dolore.

Coloro che credono che le cose cessino di esistere pensano che queste probabilmente finiscano nel "nulla", ma come ricorda il filosofo Gabriele Pulli, <se il nulla fosse qualcosa, le cose finendo nel nulla finirebbero in un qualcosa. Dunque non si dovrebbe dire che finiscano, si dovrebbe dire che continuino ad esistere> (2018, p. 21).

Sognare però, più di ogni altra cosa e più delle interpretazioni, è un atto creativo che ogni terapeuta deve cercare di favorire dacché è grazie ai sogni che l'individuo riesce a porsi in quella zona intermedia tra la "realtà normomatica" e la "fantasticheria sterile". E' solo grazie a questi che possiamo compiere esperienze creative che altrimenti, rimanendo inespresse e frustrate, porterebbero a compiere agiti su agiti, privi di senso, di pensiero e riflessività.

La capacità di sognare è dunque strettamente connessa alla capacità di simbolizzare e rappresentare, dotare di senso delle esperienze che altrimenti, non avendo spazio d'essere pensate, o meglio, sognate, sarebbero solo espressione di sogni evacuativi, sogni traumatici e angosciosi che impedirebbero ogni sorta di trasformazione ed elaborazione. Come infine dice Wilfred Bion <la capacità di sognare preserva la personalità da uno stato virtualmente psicotico>. (1962, tr. it. 1972, 42).

Sognare, quindi, rappresenta la base necessaria per pensare perché non si può pensare senza sognare, dunque il pensare è una conseguenza della alfabetizzazione delle emozioni (A. Ferro, 2000).

 

 

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Scritto da

Dott. Aldo Monaco

Bibliografia

  • Bion W. R., Gli elementi della psicoanalisi, Roma, Armando 1973
  • Ferro A., Il sogno della veglia: teoria e clinica. In: Bolognisi S. (a cura di) Il sogno cento anni dopo, Torino, Bollati Boringhieri, 2000
  • Galimberti U. (2007) Psicologia, Garzanti, Milano
  • Mangini E., Lezioni sul pensiero freudiano, Milano, Edizioni universitarie di lettere economia diritto, 2001
  • Mangini E., Lezioni sul pensiero post-freudiano, Milano, Edizioni universitarie di lettere economia diritto, 2003
  • Musella R., Trapanese G. ( a cura di), L'interpretazione dei sogni, Milano, FrancoAngeli, 2019
  • Pulli G., L'inconscio e L'aporia del nulla, Bergamo, Moretti&Vitali, 2018

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