Perché parlare con uno psicologo non è come parlare ad un amico?

Iniziare un percorso di psicoterapia significa concedersi il tempo e lo spazio per comprendersi e per imparare a guardare a se stessi e alla propria vita con uno sguardo di accettazione

6 AGO 2020 · Tempo di lettura: min.

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Perché parlare con uno psicologo non è come parlare ad un amico?

Avere amici con cui parlare e a cui sentiamo di poterci affidare è importante e in alcune situazioni può aiutare a stare meglio ma non sempre è sufficiente, non per tutti, non in tutte le situazioni.

A volte può essere utile e necessaria una relazione diversa, che dall'ascolto e dalla comprensione generi delle traiettorie di cambiamento e questo è proprio quello che succede all'interno della relazione terapeutica.

Il più importante strumento di cambiamento è la relazione fra terapeuta e paziente che aiuta a comprendere il significato delle proprie scelte e delle proprie modalità relazionali e permette di dare un significato al problema vissuto dalla persona e utilizzarlo come motore di cambiamento.

Nel corso dei colloqui si narra della propria vita, delle scelte fatte, dei pensieri che si pensava indicibili e si prova a farsene qualcosa di tutto quel vissuto, di tutti quei passi fatti, anche di quelli che si vorrebbe non aver percorso.

A partire dalla narrazione della propria vita si rintracciano "i fili rossi" che collegano le varie esperienze passate e presenti e, a partire da quei fili, si tessono i possibili percorsi futuri, strade da immaginare e costruire sulla base delle possibilità che si aprono proprio grazie alla psicoterapia.

In questo processo terapeuta e paziente sono due persone che lavorano a quattro mani per esplorare alternative, aprire nuove possibilità di scelta e favorire l'attivazione di un movimento esplorativo.

Terapeuta e paziente hanno entrambi un ruolo attivo all'interno del processo di cambiamento, è come un lavoro di squadra in cui ognuno contribuisce a raggiungere l'obiettivo con le proprie competenze: il terapeuta mette in campo le proprie competenze e conoscenze professionali e il paziente le proprie competenze personali e le conoscenze relative alla sua storia. Paziente e terapeuta hanno dunque ruoli complementari, il contributo di entrambi è necessario per favorire e generare il cambiamento.

Non a caso una delle sensazioni frequentemente riportate dalle persone che hanno intrapreso un percorso di psicoterapia è quella di "aver ricominciato a vivere".

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Scritto da

Dott.ssa Sabrina Piccoli

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Commenti 2
  • Mary

    Molto interessante, amo la bioenergetica

  • Roffredo Lisa

    Vero ho vissuto 25 anni cercando di andare avanti tra alti e bassi nella mia vita da sola .Da maggio ho avuto un crollo da cui non sono riuscita a rialzarmi da sola ,ho pensato seriamente al suicidio e alla fine ho cercato aiuto con una psicologa e una psichiatria ....ora dopo sei mesi sto uscendo da un tunnel e veramente mi sembra di rinascere ...spero che questo percorso continui così ...grazie a chi si prende cura della nostra mente e dei suoi disturbi.

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