Paura di amare

“Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla” Cit. Cesare Pavese

24 OTT 2014 · Tempo di lettura: min.

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Paura di amare

Cesare Pavese scriveva “Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla". E questo “nulla" è quello che non vorremmo o che qualcuno di noi, per lo meno, non vorrebbe mai dimostrare per non sentirsi improvvisamente indebolito all'occhio di un altro/a.

Amare è un po' come denudarsi, mostrarsi nel proprio intimo, mostrare le proprie miserie, gettare la maschera che siamo soliti mostrare in pubblico. Alcune persone vogliono a tutti i costi, in tutte le situazioni, dimostrare d'essere forti e l'innamorarsi potrebbe, invece, rivelare tutta la loro debolezza interiore. Lo scotto di un comportamento del genere è quello che gli psicologi chiamano Philofobia, ovvero, la paura di amare, una situazione non da poco che può sconfinare nella vera e propria patologia.

Questa paura, nelle sue fasi acute o nei casi più estremi, si manifesta con gli stessi sintomi di un attacco d'ansia o di panico. Come sintomi abbiamo: dispnea, sudore eccessivo, nausea, tachicardia, agitazione ed altri sintomi tipici dell'ansia.

Lo psicanalista americano Jacobson ha ben rappresentato il disagio vissuto da una persona affetta da Philofobia che rasentava livelli della malattia di tipo psicotico come il timore in lei di perdere i confini di se stessa, insomma, lasciarsi andare.

Un delicato equilibrio si instaura fra due persone, dove il desiderio di unirsi coincide con la paura di fondersi e laddove questa prevalga, si sfocia nella Philofobia, forse una delle forme più brutte di fobia perché rovina il bello di un amore, dare e ricevere, amare e farsi amare e finchè non si supera la condizione, si rischia di stare nella sofferenza e nel disagio.

Innamorarsi è un'esigenza primaria dell'individuo, capace di farlo stare meglio, superare persino le malattie, riaffacciandosi alla vita e facendosi travolgere da quel turbinio di sensazioni, passioni, dolci devastazioni.

La psicanalisi è del parere che nell'amore il desiderio di unione coesiste con la paura della fusione, originando una lotta fra queste due forze opposte che nel caso della Philofobia vede uscire vincitrice la seconda.

L'identikit di chi soffre di questo problema è un individuo che vuole mantenere il controllo non solo sull'ambiente che lo circonda, ma anche dei propri comportamenti e delle proprie emozioni.

La possibilità di perdere il controllo della situazione è un'eventualità estremamente difficile da gestire per chi soffre di questa fobia.Per questo motivo anche di fronte al desiderio di amare ed essere amati a vincere è la paura di diventare vulnerabili, che ha la meglio su qualunque vantaggio possa derivare dall'avere una relazione sentimentale.

Le cause sono riconducibili ad una sorta di meccanismo di difesa: “non amiamo per non soffrire". Il philofobico si difende dalle emozioni rinchiudendosi in una sorta di gabbia che non permette agli altri di entrare, ma il paradosso è che non permette neppure a lui di uscire e ricercare la sua felicità.

Ci sono cause che definirei reattivo-situazionali, quali ad esempio una passata e profonda delusione sentimentale che ci ha profondamente ferito al punto di non volerne più sapere d'innamorarci per il timore di soffrire di nuovo o di essere nuovamente delusi.

Tuttavia, molto spesso si può individuare, nel passato dei philofobici, un rapporto conflittuale coi genitori, dai quali si sono sentiti, a torto o a ragione, poco amati, se non addirittura rifiutati; questa paura di dare amore e di ricevere nulla, se non umiliazioni, a volte, li lacera dentro come una ferita mai rimarginata che finisce nel tempo per aprirsi tutte le volte che si creano i presupposti per un amore nascente, per un innamoramento che potrebbe facilmente tramutarsi in un amore, in un'unione.

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Scritto da

Dott.ssa Antonella Giorgio

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1 Commenti
  • Monica pacella

    Salve, io ho avuto un'infanzia difficile. Un padre padrone e una mamma iceberg. Un divorzio e una rapina a mano armata. Ora vorrei innamorarmi di un uomo che mi ama infinitamente. All'inizio è stato bello ma ora sono cominciati gli attacchi di panico e ansia e non ci capisco più nulla, eppure penso a lui. Si può guarire c'è una tecnica che può guarire? Per favore aiutatemi ho 45 anni e una figlia di 22 che vive con me.

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