Panico e Agorafobia

Il panico e i suoi sintomi. Gli effetti di rinforzo che la paura di altri attacchi ha sulle successive esperienze di panico, a cui si può associare anche l'insorgenza dell' Agorafobia.

24 OTT 2014 · Tempo di lettura: min.

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Panico e Agorafobia
Se nell'arco della vita ci siamo ritrovati a provare un senso di terrore improvviso e paura incontrollata, caratterizzati da vertigini, palpitazioni, dolori al petto,tremore o difficoltà respiratorie, potremmo aver sperimentato l'esperienza di un attacco di panico.

Spesso le persone che accusano queste sensazioni, pensano di avere un infarto in corso, hanno paura di morire o di impazzire. Neppure le successive rassicurazioni mediche, a cui si sottopongono, placano tali preoccupazioni, perchè aumenta la paura per un nuovo attacco.

Generalmente l'episodio di panico accade dopo esperienze di spavento, di forte stress o persino successivamente ad attività fisica, anche se chi lo prova ha la sensazione che avvenga all'improvviso e senza motivo. Successivamente, qualsiasi sensazione fisica richiami i sintomi provati, innesca un meccanismo di mantenimento dello stato di paura e si teme il ritorno dell'esperienza di panico passata.

I Sintomi del panico

L'attacco di panico ha una durata di circa 20 minuti e raggiunge il suo apice in 10 minuti. Avviene all'improvviso ed il primo attacco solitamente non è prevedibile. I sintomi che possono presentarsi sono:

  • palpitazioni
  • sudorazione
  • tachicardia
  • tremori
  • dolori al petto
  • vertigini
  • sensazione di morire o di impazzire
  • vampate di calore
  • brividi
  • senso di soffocamento
  • nodo alla gola
  • intorpidimento o formicolio
  • disorientamento e sensazione di distacco dalla realtà
  • nausea e dolori addominali

Chi soffre di Disturbo di Panico ha episodi ricorrenti di panico e una persistente preoccupazione che se ne presentino altri, con un'importante compromissione della propria qualità di vita. Tali persone sviluppano una maggiore sensibilità e attenzione alle sensazioni fisiche di stress quotidiano, scambiandole spesso per il segnale che sta per arrivare un attacco.

Ad esempio, dopo un'attività fisica, una salita ripida o quando si fa una rampa di scale è normale che il ritmo cardiaco e respiratorio cambino e si intensifichino, ma tali soggetti potrebbero confonderli con l'arrivo dell'ennesimo attacco di panico. Di conseguenza cominciano ad evitare le situazioni in cui ritengono possano sentirsi a rischio nel caso in cui arrivi l'attacco.

Dal momento che i successivi attacchi sono condizionati dalla paura stessa del panico, la vita di tutti giorni viene stravolta con assenze sul lavoro, riduzione della socialità e difficoltà ad uscire di casa e prendere mezzi di trasporto.

Spesso al Disturbo di Panico è associata l'Agorafobia, uno stato di forte ansia quando la persona si trova in situazioni da cui la fuga o via di uscita potrebbe essere difficile o imbarazzante, oppure in situazioni in cui sarebbe difficile essere soccorsi in caso di malessere (Es. In autobus, alla guida della propria automobile, in luoghi affollati, in casa da soli, in ascensore o su un ponte, in aereo). Evitare tali situazioni permette all'individuo di calmare l'ansia e la paura di un imminente attacco di panico.

Nel panico riconoscere il suo funzionamento, affrontarlo gradualmente e bloccare il processo sensazioni fisiche-paura-panico sono aspetti fondamentali. L'evitamento delle situazioni che fanno paura rinforzano questa patologia mentre una graduale ed accessibile esposizione alle difficoltà permette alla persona progressivamente di adattarsi e abituarsi alle nuove situazioni.

Lavorare sulla gestione delle emozioni negative, sui pensieri che vengono innescati dalle sensazioni fisiche sopra citate e sui comportamenti da seguire durante la terapia sono aspetti alla base dell' approccio cognitivo-comportamentale. E' inoltre molto importante fare un lavoro di prevenzione della ricaduta per favorire il processo di guarigione dal disturbo.

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Scritto da

Dr. Martino Miccoli

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