Opportunità educative in famiglia

Le opportunità educative per il figlio/a dovrebbero originare e ri/trovarsi, innanzitutto, in famiglia, la quale dovrebbe creare "alleanze educative" con la scuola e non solo.

7 AGO 2019 · Tempo di lettura: min.
Opportunità educative in famiglia

Colui che genera un figlio non è ancora un padre.

“Un padre è colui che genera un figlio e se ne rende degno”, (Fëdor Dostostoevskij).

Le opportunità educative per il/la figlio/a dovrebbero originare e ri/trovarsi, innanzitutto, in famiglia, contesto in cui i genitori dovrebbero potersi "muovere"per creare "alleanze educative" con la scuola e con altri ambiti educativi territoriali. Una problematica molto diffusa, in questo nostro tempo, è quella della "solitudine", dell’"isolamento" della coppia genitoriale nell'educazione dei propri figli. Ci troviamo in una realtà complessa, come quella attuale, dove non è più sufficiente lo spontaneismo di questi, o l'agire isolato e non "coordinato" con le altre agenzie educative. Tra l'altro non sempre è sufficientemente presente la cosiddetta "coscienza del ruolo" genitoriale che prevede un'"adultità", ovvero una maturità psicologica, non sempre raggiunta quando s'è chiamati ad "essere", madre e padre!

Quanto premesso chiama in causa i professionisti della relazione, e non solo dell'educazione.

Nella mia esperienza di conduttrice di gruppi, di genitori/educatori, in per/corsi dal titolo "educarsi per educare", ho avuto modo, spesso, di ritrovarmi di fronte alle difficoltà di vario tipo; dalle più "banali" (come non saper cosa fare, davanti, ad un "no", del figlio), alle più complesse dinamiche del figlio adolescenziale che, oggi, non si sa come affrontare e risolvere, anche se magari basterebbe il semplice "buon senso!"

Diventa importante, e a volte determinante,  che gli operatori/professionisti del settore si attivino per creare "reti" relazionali "formate" che cooperino per lo sviluppo sano del minore e che, come affermato in alcuni miei incontri, "disseminati" e/o "pionieri", possano arrivare a realizzare una vera e propria "comunità educante”.

Un tempo la realtà presentava "condizioni"molto più "lineari", ed anche la cosiddetta "capacità educativa" poteva sembrare molto più facile, averla ed esercitarla! Quando parlo di "realtà” mi riferisco, tra l'altro, a quella esterna, più sociale; ma anche a quella personale ed individuale, interna.

Diventa molto importante restituire, in alcuni casi, in maniera competente, una serie di "linee guida" del ben/essere (salute fisica, psichica e relazionale), affinché chi è preposto al delicato compito educativo apprenda, anche attraverso vere e proprie esercitazioni e confronti di gruppo, la possibilità d'orientare la propria autorevolezza (che s'auspica presente!) in direzioni sane, e con "dolce fermezza" sappia e possa essere funzionale allo sviluppo delle potenzialità del figlio, dopo averlo aiutato ad individuarle, attraverso un ascolto e un’osservazione attenti.

Il genitore/educatore, che pur senta di avere ed abbia realmente l'attitudine ad educare e conosce le relative strategie, è importante e determinante innanzitutto che sia una "persona in crescita", che non si senta "arrivato" e pieno di certezze, che sia in grado di auto-osservarsi e monitorarsi continuamente, affinché, consapevole dei "propri confini", possa relazionarsi nel rispetto dei "confini" altrui.

Genitorialità/educazione, poi, dovrebbero avere la "funzione" di "mettere al mondo"/collocare nel mondo, proporre una giusta collocazione del figlio nel mondo, come ho avuto modo di dire già altrove; cioè donare lo spazio ed il tempo necessari affinché il figlio sviluppi e prenda coscienza del suo "vero sé", nella sua libertà.

Articolo della Dott.ssa Ambra Filippelli, iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio.

Scritto da

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Psicologa Nº iscrizione: 7499

La Dott.ssa Ambra Filippelli offre attività di diagnosi, prevenzione, abilitazione, riabilitazione, sostegno per disturbi dell’alimentazione, dipendenze, disturbi d’ansia (attacchi di panico, fobie, ossessioni), disturbi dell’umore (depressione, etc.), sostegno a famiglia e anziani.

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2 Commenti
  • Simona De Santis

    Purtroppo non esistono solo figli indegni ma anche "genitori" indegni

  • Sandra Perez

    Mi é piaciuto tanto il suo articolo, le sue parole hanno centrato esattamente quello che vorrei riuscire in confronto con i miei figli, mi piacerebbe sapere se fa dei cosrsi o seminari per poter conoscerla meglio. Cordiali saluti

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