“Non avrai altro Dio, all’infuori di me”

La maggior parte delle donne, nel corso della loro vita, hanno incontrato, lungo il proprio cammino, un uomo narcisista.

15 FEB 2021 · Tempo di lettura: min.

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“Non avrai altro Dio, all’infuori di me”

Il narcisismo è la patologia degli ultimi tempi, che sempre più spesso troviamo associata ai terribili femminicidi noti alle cronache quotidiane, a volte però, è molto più mascherata e subdola rispetto a quella che presenta l'omicida che leggiamo sui giornali.

Un uomo narcisista esercita molto fascino nei confronti della vittima che sceglie, spesso donne sensibili, vulnerabili o con pregressi vissuti di vuoto ed abbandono. Il narcisista è in grado di captare tali aspetti per insinuarsi nelle insicurezze più profonde dell'altro dando l'illusione che sarà in grado di colmarne il vuoto. Dopo una prima fase in cui si pone come il "salvatore" del destino avverso della sua compagna, bombardandola (love bombing) con regali, gesti eclatanti di apprezzamento e gratificazione, pian piano, inizia a svelare il suo vero volto.

Da personaggio mostra il suo essere una persona priva di ogni empatia ed interesse verso i bisogni dell'altro e cala la maschera. Se socialmente si mostra adeguato, quasi desiderabile ed apprezzabile, all'interno delle mura domestiche è veramente se stesso: svalutante implicitamente od esplicitamente, sprezzante verso l'altro, colmo di invidia verso chi è meglio di lui, e perennemente "vittima" per colpa del mondo che non ne sa apprezzare la sua grandezza e le sue doti. 

Il narcisista usa il silenzio per disapprovare, la violenza verbale e psicologica fino ad arrivare ai casi più estremi: quando picchia la sua donna o la uccide. La compagna di un uomo simile inizia a pensare che se il proprio compagno la tratta in tal modo è perché non è abbastanza degna del suo amore, inizia a prodigarsi e a cercare di colmare quel gap relazionale che la porta a rincorrere l'altro, senza riuscire mai ad afferrarne l'essenza. Ma l'essenza non c'è, i sentimenti non ci sono. C'è solo vuoto e solitudine in un narcisista, non può amare nessuno perché è privo di ogni bene. È per questo che non prova empatia, seppur appaia come un bravo simulatore di sensibilità.

Un soggetto simile ha bisogno delle energie dell'altro per alimentarsi, svuotando la donna di ogni energia, progressivamente generando in lei la sensazione di essere una "larva", sottoposta ad un ipercontrollo su tutti i fronti, opprimendo la sua libertà di avere una vita autonoma, incentivando sempre più il vincolo della dipendenza affettiva. Un uomo che ama in modo sano la propria donna, gioisce dei suoi successi, delle sue realizzazioni, non solo in campo lavorativo, ma anche relazionale e personale. Il narcisista non tollera che qualcuno stia al centro dell'attenzione più di lui e dei suoi problemi, che sono sempre più importanti e rilevanti di quelli altrui. Non è in grado di vivere senza autoriferire tutto a se stesso, infatti, è intollerabile che ciò che lui decide per l'altro non si realizzi nella realtà.

La donna dipendente da questo uomo è pronta a tutto pur di non rinunciare al proprio compagno, accetta di essere mortificata, svalutata, ignorata, ferita, pensando che prima o poi quell'uomo le dedicherà le sue migliori attenzioni. Non è così. Più il narcisista capisce che la sua compagna gli è dedita e può controllarla, più accresce il suo potere, nutrendo il suo Ego.

Quello che le donne con dipendenza affettiva non accettano, è che la loro sindrome della crocerossina non riuscirà a rendere migliore un uomo simile: il narcisista è così, mai cambierà, non ha le risorse per farlo.

Non è un caso che i narcisisti raramente si rechino in psicoterapia o che laddove lo facciano, usino questa circostanza per accrescere la loro apprezzabilità sociale, però non modificandosi di una virgola, anzi usando la terapia come mezzo di manipolazione nei confronti della loro compagna, additandola di essere pazza e visionaria, umorale ed instabile (poveri terapeuti che vedranno ogni loro parola usata in modo controproducente!).

A questo punto la donna sprofonda nel dubbio rispetto al suo vissuto della realtà, iniziando a distorcere le sue sensazioni e guardando alle cose attraverso gli occhi del suo compagno, ma che in realtà è il suo aguzzino. È a quel punto che è ormai totalmente in scacco del narcisista. Sprofonda nella depressione, non si cura più di Sé, si allontana dalla famiglia, dalle amiche, vive per e solo con il narcisista ogni singola giornata della sua vita, senza ricavarne il benché minimo piacere, non riesce a ribellarsi anche se sente di essere schiacciata in una situazione senza via di fuga.

Uscire da una situazione di simile portata e senso di impotenza è difficile, ma possibile. Invito le donne dipendenti affettive, che si sono riconosciute nelle mie parole, a parlarne con qualcuno, a prendere consapevolezza di quello che vivono, di iniziare a ribellarsene e ad intraprendere un percorso di aiuto psicologico, laddove necessario, per rialzarsi e liberarsi da una tale prigionia.

Contro un narcisista non c'è arma più forte del no contact, della rottura di ogni tipo di contatto, da quello fisico a quello mediante i social, a quel punto sarà furibondo e potrà alzare la posta in gioco e diventare pressante, ai limiti dello stalking, ma gli strumenti per arginarlo, però, esistono e sono in voi. In altri casi il narcisista avrà già adocchiato la sua nuova preda, a quel punto vivrete la disperazione dell'abbandono, ma sarete salve! Tutto sta nel non lasciarvi intimorire, proseguite lungo la vostra strada, senza mai voltarvi indietro. A volte ci si sottovaluta, pensando che non si possa più andare avanti senza il narciso, ma la vita è una e degna di essere vissuta, e non assoggettandosi ai bisogni del proprio compagno, arrivando a trascurare i propri.

Bisognerebbe imparare a comprendere che l'amore è reciprocità e non sopraffazione. È fondamentale, quindi, rimettersi al centro, ed iniziare a rinascere in un percorso sicuramente difficile e doloroso, ma possibile.

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Scritto da

Dott.ssa Veronica Sacchetti

Bibliografia

  • Baroni D. (2020), L'arte di riparare un cuore, Erickson, Trento
  • Bruzzone R., Valente E. (2020), Favole da incubo, De Agostini, Milano
  • Bruzzone R. (2018), Io non ci sto più, De Agostini, Milano
  • Dott.ssa Veronica Sacchetti

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