Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Nomofobia: dipendi dal tuo smartphone?

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

In alcuni momenti della giornata, soprattutto se abbiamo la suoneria o la vibrazione attiva, il nostro smartphone è una fonte continua di stimoli.

18 FEB 2019 · Tempo di lettura: min.
Photo by rawpixel on Unsplash

«Il tempo libero, che una volta era un luogo in cui fare altre cose rispetto al lavoro, è un tempo intermittente che corre parallelo al lavoro. E il lavoro, con la reperibilità continua degli smartphone e dei tablet, entra anche nel tempo libero», Roberto Cotroneo.

Pensi di essere dipendente dal tuo smartphone? Fai il nostro test per scoprirlo.

Sei in metro e ti annoi, cosa fai? Prendi il cellulare. Stai studiando ma proprio non riesci a concentrarti, cosa fai? Dai un’occhiata alle reti sociali attraverso il tuo smartphone. Si potrebbe andare avanti così per ore. Come abbiamo ribadito più volte, l’avvento di internet e dei telefoni intelligenti non è affatto una questione negativa, tuttavia bisogna capire quali sono i rischi di un utilizzo errato delle nuove tecnologie.

Negli ultimi anni, infatti, per indicare il crescente numero di casi di dipendenza da smartphone sono stati coniati nuovi termini come "nomofobia" ("no-mobile phobia") ovvero la paura di non poter essere raggiungibili attraverso il cellulare (ad esempio perché lo si è lasciato a casa), il "phubbing" ("phone" e "snubbing"), ossia la tendenza a trascurare le attività sociali per controllare ossessivamente lo smartphone, o l’Internet Addiction Disorder (IAD), la dipendenza da internet.

Non c’è bisogno, insomma, di essere esperti per notare che sempre più persone intorno a noi (e noi stessi) stanno sviluppando una sorta di legame malsano con i propri smartphone. Non stiamo parlando solamente degli adolescenti e dei più giovani. Anche le persone più adulte hanno sempre più bisogno di controllare ossessivamente il cellulare, e non solamente per questioni di lavoro.

Come superare la nomofobia?

La nomofobia è quella paura ossessiva che si scatena, ad esempio, se restiamo senza batteria, se non c’è copertura o se non funziona internet. Questo timore può mettere a dura prova la vita quotidiana. Può scatenare una serie di problemi a livello psicologico come ansia, stress e depressione. Tutto ciò si ripercuote, inoltre, sulla propria autostima e sulle relazioni sociali.

gian-cescon-637959-unsplash.jpg

 Photo by Gian Cescon on Unsplash  

Ecco alcuni consigli che potrebbero essere utili a chi soffre di questa dipendenza.

  1. Separati dal cellulare: proprio come altre dipendenze, essere fisicamente distanti dal proprio smartphone può aiutare a ridurre la necessità impellente di controllare eventuali notifiche. In questo modo non sarai tentato costantemente dall'idea di utilizzarlo e di alimentare così la tua dipendenza. Anche spegnere il cellulare di notte può essere utile per riposare meglio e “disconnettere”.
  2. “Zittisci” le notifiche: in alcuni momenti della giornata, soprattutto se abbiamo la suoneria o la vibrazione attiva, il nostro smartphone è una fonte continua di stimoli. Cerca di mettere a tacere questi continui impulsi, cercando di rimandarli a un altro momento, altrimenti potresti sviluppare gravi problemi a livello di attenzione e di memoria.
  3. Ritorna nel mondo reale: è necessario ritrovare la propria soddisfazione nelle “attività reali”, senza cercarla continuamente nelle notifiche, nei post altrui o nei “mi piace” a una tua foto. Cosa ti piace fare? Allontanati dal tuo smartphone e riscopri il piacere di fare un’attività manuale, di leggere un libro, di stare con gli altri, di fare sport, etc.
  4. Stabilisci dei limiti: quando siamo coscienti del rischio dipendenza è necessario iniziare a porsi dei limiti. Cerca di non utilizzare lo smartphone in determinate situazioni o dopo certi orari e aumenta progressivamente il tempo in cui ti imponi di non controllare il cellulare. Il modo migliore per combattere la dipendenza? Quando esci per qualche minuto, ad esempio a comprare il pane, lascia il cellulare in casa, non ne avrai bisogno.
  5. Elimina le applicazioni inutili: quante volte ti è capitato di prendere il cellulare in mano senza nemmeno sapere perché, magari solo per aprire e chiudere applicazioni per inerzia, senza realizzare realmente nessuna attività? Disinstalla dal tuo dispositivio tutte quelle applicazioni che non hanno utilità reale e che non fanno altro che rubarti tempo. 
  6. Diminuisci il tempo di utlizzo: puoi iniziare, per esempio, proponendoti di non controllare il tuo cellulare per almeno trenta minuti nel caso non sia necessario, poi pian piano cercare di allungare i tempi passando prima a un'ora, poi a due ore...
  7. Limita anche i tuoi orari: oltre alle pause di cui si è già parlato, cerca di metterti degli orari fuori dai quali ti vieti di usare il cellulare. Per esempio: niente cellulare dopo le 11 di sera per rilassarti e disconnettere prima di dormire. 

E ovviamente, se scopri che la tua dipendenza sta raggiungendo limiti preoccupanti, la migliore opzione è quella di rivolgerti a un professionista specializzato in questo campo.

psicologi
Linkedin
Scritto da

GuidaPsicologi.it

Lascia un commento
1 Commenti
  • gianfranco il banco

    credo di essere dipendente dal cell

Ultimi articoli su Psicopatologie