Né istrice né zerbino, ma assertivo nelle tue relazioni!

Questo articolo fornisce una linea guida per una prima comprensione del proprio stile relazionale e comunicativo, accompagnandoci poi alla scoperta dell'assertività.

24 OTT 2014 · Tempo di lettura: min.
Né istrice né zerbino, ma assertivo nelle tue relazioni!
La maggioranza delle persone, nelle relazioni sociali spesso oscilla, con il proprio comportamento, fra due estremi:
  • alcune pensano che tutto vada bene, non si mettono mai in discussione, assumono un comportamento tranquillo ed evitano il confronto e il conflitto a tutti costi, cercando di assecondare le aspettative altrui mettendo da parte, e quindi “svalutando” i propri bisogni e desideri;
  • altre assumono una eccessiva aggressività intimorendo gli altri, mettendoli in soggezione, lamentandosi se qualcosa non va anche in modo scorbutico o addirittura violento, non esitando a fare qualsiasi cosa per raggiungere i propri obiettivi, ritenendo in modo erroneo (si parla di “contaminazioni” in ottica analiticotransazionale), di poter far valere sé stessi soltanto facendo “la voce grossa”.

Potremmo definire il primo stile relazionale tipo di chi potrebbe essere identificato come uno “zerbino”, mentre il secondo tipico di chi richiama alla mente un “istrice”.

Come già anticipato sia nella prima che nella seconda modalità di relazione e comunicazione, è in atto una svalutazione, di sé stessi, nel primo caso e degli altri, nonché di opzioni alternative, nel secondo.

Caratteristiche del tipo aggressivo o “istrice”

Il soggetto con questo stile è una persona che non rispetta i limiti degli altri ed è concentrato sui propri desideri e sulle proprie opinioni. La tendenza è quella di dominare gli altri. Alla base di questo tipo di comportamento vi sono delle componenti d'ansia accompagnate però da rabbia e ostilità.

Caratteristiche del tipo passivo o "zerbino"

Il soggetto con uno stile di comunicazione passivo pensa più ad accontentare gli altri che non sé stesso, è facilmente influenzabile e subisce le situazioni senza opporsi. È un soggetto che ha un'elevata ansia sociale, che non riesce ad esprimere adeguatamente i propri bisogni e le proprie esigenze, per paura di essere disapprovato o non riconosciuto. Il suo obiettivo è ottenere il consenso di tutti ed evitare qualsiasi forma di contrasto con gli altri. Questo tipo di modalità relazionale, che deriva da un dialogo interno svalutativo nei propri confronti, ha il vantaggio secondario di evitare l'ansia che potrebbe derivare da un confronto autentico con gli altri. Tuttavia l'evitamento e il messaggio interno di non poter esprimere ciò che si sente, pena perdere l'approvazione altrui, rendono la persona sempre più limitata nelle proprie possibilità di azione.

Fra questi due estremi chiaramente poco adatti a creare buoni rapporti, esiste una via di mezzo

Si tratta di quella modalità di sentire, pensare ed agire di chi, consapevole di sé stesso in termini di bisogni e aspirazioni, riesce ad affermarsi e realizza sé stesso, manifestando le proprie doti e le proprie esigenze nel contesto sociale.

Si tratta di un costrutto emotivo, cognitivo e comportamentale a metà strada tra la passività e l'aggressività, e che definiamo assertività.

Esistono tecniche per sperimentare un approccio che metta in condizione di gestire in modo positivo e costruttivo i rapporti interpersonali, nell'affermazione di sé stessi.

Questo che segue è un semplice test che ti permetterà di renderti consapevole del tuo modo di comunicare. Non è una diagnosi e per qualsiasi disturbo relazionale è sempre utile consultare un esperto in materia.

Ritieni di avere un comportamento “assertivo”?

1.Quando una persona ti parla la lasci esprimere o la interrompi?

A - Lascio parlareB - La interrompoC - La interrompo qualche volta

2.Ti immedesimi nei “panni dell’altro” quando qualcuno ti confida un problema personale?

A - A volteB - NoC - Si

3.Un amico ti chiede un favore, e veramente non puoi farlo come rispondi?

A - No, non posso.B - No, perché l’hai chiesto proprio a me?C - No, non posso però vedrò cosa posso fare?

4. Se rispondi no ad un amico, torni sui tuoi passi dicendo si?

A - SiB - NoC - A volte

5.Ci troviamo in un negozio di ottica, chiedo all’ottico il prezzo di un paio di occhiali che a mio avviso sono abbastanza cari: quale comportamento è più giusto tenere?

A - Il prezzo è troppo alto, ma è sicuro del prezzo?B - Questo prezzo non mi va bene, mi faccia lo sconto.C - Trovo che questo prezzo sia abbastanza alto ma suppongo che sia trattabile.

6.Siamo in una riunione la vostra segretaria esce per ben tre volte a prendere delle schede che ha lasciato nell’altra stanza come la rimproverate?

A - Signorina non è possibile questo comportamento, fa sempre così, interrompe i lavori; stia più attenta!B - Lei è sempre sbadataC - Signorina sono tre volte che esce per andare a prendere le schede, continuiamo la riunione

7.Quando sei di fronte ad un interlocutore dai più importanza a come è vestito, al tono della sua voce, ai movimenti che fa oppure ascolti solo quello che dice?

A - Ascolto quello che diceB - Ascolto ma guardo se possibile anche le sue espressioni facciali, dei gesti ecc..C - Ascolto quello che dice solamente per rispondere

8.Ritieni che in un discorso sia più importante la forma o il contenuto?

A - La formaB - Il contenutoC - Entrambe

9.Uno sconosciuto ti chiede una informazione; stai sulla difensiva?

A - A volteB - SiC - No

10.Una persona ti infastidisce, come reagisci?

A - Reagisco bruscamenteB - Rimango indifferenteC - Cerco di farle capire che mi da fastidio,cerco un dialogo

11.Un amico ti fa una richiesta irragionevole riesci a dire ” no”?

A - Non posso un amico è sempre un amicoB - A volteC - Certamente

12.Se qualcuno parla male di voi, chiedete personalmente un chiarimento?

A - Lascio perdereB - Si, certamenteC - A volte

13. Mi trovo in un gruppo, mi sento influenzato dagli altri nella conversazione

A - Si, a volteB - Dico quello che pensoC - Cerco di essere il più vero possibile

14 Hai difficoltà a dire quello che pensi?

A - SiB - A volteC - Dico sempre quello che penso

15. Sei davanti ad uno specchio, cosa pensi

A - Mi piaccioB - Non mi piaccioC - Non so

Risposte del test

Se avete risposto come segue ad almeno 11 domande del test adottate una comunicazione assertiva. Ecco le risposte del tipo di comunciazione-relazione assertiva:1-A; 2-C; 3-A; 4-B; 5-C; 6-C; 7- B; 8-C; 9-C; 10-B; 11-C; 12-C; 13-B; 14-C; 15-C.

I livelli dell'assertività

I passi da compiere per poter acquisire uno stile comunicativo e relazionale incentrato sull'assertività sono:

  • capacità di riconoscere le emozioni, il cui obiettivo riguarda l'autonomia emotiva e la percezione delle emozioni senza il coinvolgimento negativo legato alla presenza di altre persone (arrossire, balbettare, vergognarsi, ecc.).
  • capacità di comunicare emozioni e sentimenti, anche negativi, attraverso molteplici strumenti comunicativi, riguarda la libertà espressiva, il controllo delle reazioni motorie senza che queste siano alterate o inibite dall'ansia e dalla tensione.
  • consapevolezza dei propri diritti e la capacità di avere rispetto per sé e per gli altri.

Permessi assertivi

  1. Mi permetto di avere delle idee, delle opinioni, dei punti di vista personali e non necessariamente coincidenti con quelli altrui.
  2. Permetto che le mie idee, opinioni e punti di vista siano quanto meno ascoltati e presi in considerazione (non necessariamente condivisi) dalle altre presone.
  3. Mi permetto di richiedere (non di pretendere però!!) che le altre persone soddisfino i propri bisogni e necessità.
  4. Mi permetto di dire “NO” a delle richieste senza per questo sentirmi in colpa ed egoista.
  5. Mi permetto di avere bisogni e necessità anche diverse da quelle delle altre persone.
  6. Mi permetto di provare determinati stati d’animo e manifestarli in modo assertivo, se decido di farlo.
  7. Mi permetto di essere umano nel senso di concedermi la “licenza” di commettere errori.
  8. Mi permetto di mutare parere o opinione e di cambiare il modo di pensare.
  9. Mi permetto di essere realmente me stesso anche se questo significa a volte contravvenire a delle aspettative esterne.
  10. Mi permetto di dire: “non capisco”.
  11. Mi permetto di dire: “non mi interessa” quando gli altri mi coinvolgono nelle loro iniziative.
  12. Mi permetto di valutare e decidere se ho la responsabilità di trovare una soluzione ai problemi altrui.
Scritto da

Dott.ssa Annalisa Sammaciccio Psicologa Psicoterapeuta

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