Motivazione Scolastica

Oggi voglio parlare di come sia possibile aiutare gli studenti a migliorare la propria motivazione ad apprendere in maniera efficace e costruttiva. Anzitutto è bene chiarire alcuni concetti

3 NOV 2014 · Tempo di lettura: min.
Motivazione Scolastica
Anzitutto è bene chiarire alcuni concetti. Come detto in un precedente articolo, la motivazione è la voglia che ci permette di impegnarci in qualche attività, al fine di raggiungere uno scopo (che può essere semplice, es., giocare per divertirsi; o più complesso, es., studiare per avere maggiori conoscenze).

Una voglia “matura” di impegnarsi, ha origine all’interno della persona, per cui non esiste “motivatore” (nel senso di individuo che motiva) che possa migliorare la motivazione di una persona se quest’ultima non vuole impegnarsi (provate a fare aumentare la voglia dei vostri figli o studenti maschi, a iscriversi e frequentare con gioia un corso di danza classica!).

Come fare, pertanto, quando la voglia di studiare proprio non c’è? In che modo è possibile aiutare gli studenti ad aumentare la propria motivazione scolastica? Ebbene, non è semplice, ma è possibile!

Nei casi più difficili (e in particolare con i più piccoli) si può agire sulla motivazione estrinseca, che sebbene non sia molto efficace (poiché funziona solo se ci viene promessa una ricompensa e nel momento in cui la ricompensa viene meno o perde di interesse, questo tipo di motivazione diminuisce perché non ci sono altri buoni motivi per impegnarsi), può essere utile quando la voglia di impegnarsi in un’attività è vicina allo zero (perché la promessa di un premio almeno ci fa iniziare quell’attività).

Pertanto si può provare a fare un patto con il bambino, per cui il suo impegno (e non il buon voto) viene ricompensato con un premio (di tipo materiale o nella forma di un’attività piacevole), precedentemente concordato con lui (es., ti impegni 1 ora al giorno per 5 giorni, alla fine del 5° giorno ricevi il premio).

Ovviamente, non è immaginabile che lo studente usi solo questo tipo di motivazione, pertanto è necessario affiancare ad essa anche altre modalità per aiutare gli studenti a migliorare la propria motivazione.

Un modo (scontato) è quello di farli riflettere che studiando, anche se non se ne ha voglia, si può scoprire che alcune materie (o concetti) possono essere interessanti e che la voglia di “saperne di più” può in questo modo favorire la motivazione (almeno rispetto un determinato argomento).

Un altro modo è di riflettere circa i vantaggi a breve e a lungo termine che si possono ottenere studiando (es., non avere l’ansia che si prova quando si è impreparati; sentirsi a posto con se stessi o nei confronti dei propri genitori; sentirsi soddisfatti dopo avere fatto una buona interrogazione; ricevere l’ammirazione (o l’invidia, ahimè non è bello da dire, ma la verità è che a volte fa piacere anche questo) dei compagni; diventare un punto di riferimento per i compagni; essere promossi alla fine dell’anno e (ancora più in là nel tempo) creare i presupposti per avere un buon lavoro e vivere un po’ più felici.

Qualcosa di più concreto (in particolare se la poca voglia di studiare riguarda solo una o alcune materie) è trovare i motivi per cui può essere utile o vale la pena studiare quella data materia. E’ possibile anche usare una semplice tabella come questa:

Motivi per cui studio matematica
 
1)
 
2)
 
3)

Molto importante risulta insegnare allo studente a premiarsi, complimentarsi con se stesso/a, concedersi delle ricompense (una pausa particolare, un piccolo regalo, un’attività piacevole, ecc.), ogni volta che si è impegnato/a davvero nello studio (se a scuola non va molto bene, è importante ricordare che piccoli miglioramenti dovuti all’impegno, vanno premiati come se avesse ottenuto un buon voto; es., in genere prende 4 e dopo aver studiato davvero ha preso 5 e mezzo, ok non sarà la sufficienza ma è un importante passo verso di essa).

Un altro modo è di insegnare loro un metodo di studio efficace ed efficiente, che permetta cioè di ottenere buoni risultati, impiegando risorse (mentali e di tempo) non eccessive (nella sessione materiali si può scaricare una breve guida).

Infine è utile aiutare gli studenti a partecipare attivamente in classe: chiedendo informazioni, spiegazioni aggiuntive, chiarimenti; fornendo opinioni e contributi personali alla spiegazione dell’insegnante e alla discussione con i compagni. In questo maniera gli alunni si “mettono in gioco” e, indirettamente, questo potrebbe aumentare la loro voglia di studiare, per poter partecipare alla vita di classe in maniera sempre più personale e matura.

Scritto da

Studiobias | Benessere E Intelligenza Nell'apprendimento Scolastico

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