"Modalità fuori uso: anche i grandi imparano giocando"

“Conservare lo spirito dell'infanzia dentro di sé per tutta la vita, vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare”

4 SET 2015 · Tempo di lettura: min.
"Modalità fuori uso: anche i grandi imparano giocando"

Il gioco, come afferma Bruno Munari, " È una faccenda molto seria: il gioco non serve a passare il tempo, ma a capire il mondo."

Il gioco è quella dimensione, quella forma/qualità dell'esperienza, che siamo abituati ad associare all'età dell'infanzia e a cui attribuiamo un ruolo di primaria importanza nei processi di sviluppo dell'individuo. L'attività ludica è considerata la forma di espressione privilegiata dal bambino, lo strumento attraverso il quale si rapporta a se stesso, esplora il mondo, ha la possibilità di ricombinare in maniera personale e creativa le informazioni, le indicazioni, i segnali che gli vengono dall'ambiente. Il gioco è quindi un'azione, un'espressione che il bambino compie per inserirsi nella realtà che lo circonda e per manipolarla. Il gioco stimola la creatività, sviluppa la fantasia, permette di esprimersi come si vuole.

Bruno Munari afferma, inoltre, che:

«Un bambino creativo è un bambino felice»

e che

"Conservare lo spirito dell'infanzia dentro di sé per tutta la vita, vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare"

Il gioco, quindi, è soltanto una faccenda di bambini? Oppure è anche faccenda da adulti?

Il gioco non è soltanto per i più piccoli, è anche faccenda da grandi, sopratutto, ma non solo, se sono genitori interessati allo sviluppo psicofisico del proprio figlio, in un'ottica di benessere ed equilibrio.

I benefici del gioco in età adulta

Il gioco può essere, anche in età adulta, un modo per risvegliare la creatività, i sensi, abbandonare la logica comune per dare voce a molteplici, infinite, uniche ed originali interpretazioni. E' un modo per non ripetersi, ma per dare voce ad un cambiamento. Si esplorano le possibilità, le alternative alle consuetudini, in maniera libera, senza vincoli. Ma il gioco è anche un modo per connettersi al mondo dell'infanzia, per comunicare, per capire come stanno i bambini, un modo per fare relazione.

Nel gioco non valgono le regole e i limiti della ragione, tutto è concesso; oggetti, forme e colori assumono un significato diverso da soggetto a soggetto, ognuno può sperimentare la propria creatività senza il bisogno di aderire ad un compito o ad indicazioni dettate dall'esterno. E' nell'unicità del gioco che ognuno può esprimere se stesso, conoscere e farsi conoscere dal mondo.Vale per i grandi e per i piccini...

Fra genitori e figli

Esistono infiniti modi di giocare, ma un gioco molto importante, è quello tra genitori e figli, quella connessione carica di significati che s'instaura già dai primi giorni di vita, in cui non vengono trasmesse e apprese solo le regole o i modi con cui giocare, ma modi/espressioni dell'esistenza.

Sempre più spesso, però, accade che ritmi, impegni e responsabilità quotidiane portano gli adulti a non avere più il tempo e l'energia necessaria per giocare con il proprio bambino. Nei momenti in cui ciò accade, il gioco spesso non parla il linguaggio della creatività e della fantasia, ma diventa l'ennesima occasione in cui dire come e cosa fare, in un tempo e in uno spazio stabilito.

Per entrare nel mondo dei bambini e accompagnarli nella loro crescita, cercando di sostenerli nello sviluppo della propria individualità e unicità, è necessario "sedersi per terra non disturbare il bambino nelle sue occupazioni e lasciare che si accorga della vostra presenza".......lasciare che il momento del gioco sia fuori dalle consuete abitudini, non abbia un tempo o uno spazio, ma un'esperienza totalizzante dove è possibile perdersi un po'.

"Modalità fuori uso: anche i grandi imparano giocando"
Scritto da

Dott.ssa Raffaella Celi

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