Miti e mandati familiari nella coppia

​Un mito familiare è un insieme di credenze condivise da tutti gli elementi della famiglia, e serve a creare e mantenere numerosi modelli interazionali tra cui i rapporti di coppia.

7 NOV 2016 · Ultima modifica: 31 OTT 2016 · Tempo di lettura: min.

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Miti e mandati familiari nella coppia

Un mito familiare si definisce come un insieme di credenze condivise per tutti gli elementi della famiglia e che serve a creare, mantenere e giustificare numerosi modelli interazionali.

Quando il mito familiare prevale sui bisogni individuali, la spinta a realizzarlo, nel caso venga mantenuto un rapporto di dipendenza dalla famiglia nucleare, è tale da sostenere la convinzione che esso esprima il tipo di legame più idoneo a soddisfare le esigenze personali. Viene prestata più attenzione alle caratteristiche esteriori, al ruolo, alla posizione sociale, ai comportamenti del potenziale partner, corrispondenti alle aspettative presenti nel mandato familiare, sia implicite che esplicite. Le qualità affettive vengono ritenute conseguenti a queste caratteristiche. Se poi il legame possiede effettivamente quella qualità di sicurezza di cui si va in cerca, diventa secondario anche se spesso ad esso viene attribuita una funzione compensatoria rispetto ai vuoti e alle carenze sperimentate in passato.

Nei casi in cui si verifica una ribellione più o meno cosciente al mandato familiare assistiamo alla scelta di partner con caratteristiche opposte a quelle da esso previste; ciò dovrebbe avere una funzione liberatoria rispetto ad una serie di vincoli affettivi e relazionali sentiti come limitanti per la libertà personale, anche se spesso le aspettative sul piano affettivo rimangono comunque insoddisfatte.

Nelle situazioni in cui vi è stata una storia familiare particolarmente tormentata o infelice con un carico notevole di aspettative compensatorie, vi è una pressione particolare a sviluppare un'attenzione selettiva rispetto ad una serie di comportamenti, di atteggiamenti, di manifestazioni affettive che acquistano un valore negativo o positivo a seconda delle circostanze e della storia relazionale e familiare.

Si può ritenere che l'unione di due partner sia espressione di un gioco estremamente sottile e sofisticato in cui l'attenzione indotta dalla storia familiare e dall'ambiente esterno, diretta a cogliere specifici elementi di interesse nell'aspetto e nel comportamento di una particolare persona, si accompagna ad una "disattenzione" altrettanto selettiva per tutti gli elementi del suo carattere e del rapporto con essa che potrebbero rendere problematica la relazione a contrastare con il mandato familiare.

La costituzione di una coppia si basa quindi su un gioco di "vuoti" e di "pieni" che proprio attraverso la loro interazione dinamica permettono che il rapporto prosegua ed evolva o, viceversa, si interrompa. In questo caso, a volte, è proprio il trauma legato a tale conclusione che diventa la premessa indispensabile per una continua ricerca di ricostruzione del rapporto interrotto, sotto forma di aspirazione al raggiungimento di un "paradiso perduto" idealizzato in cui trovare la sicurezza e l'appagamento desiderato.

Il tentativo costante di raggiungere questi contenuti ideali e il dispiacere o la "nostalgia" derivante dalla sensazione di distanza o separazione da essi, fanno capire il rilievo che in questo tentativo rivestono gli aspetti storici della vita personale della persona coinvolta, sotto forma di valori e di funzioni trasmessi attraverso il mito e la storia della famiglia d'origine. Un'importanza centrale sembra assumere il modo in cui sono stati affrontati all'interno di quest'ultima i processi di unione e di separazione tra i vari membri e le qualità di sicurezza o di insicurezza dei legami.

Il tipo di influenza espressa dal mito familiare dipende dalla forza e dalla ricchezza di quest'ultimo; ciò dipende anche dal grado di differenziazione raggiunto dalla persona interessata e dalle sue capacità di elaborazione nei confronti del mito, cioè dal suo grado di autonomia e di individuazione e dal modo ha strutturato e risolto i propri legami con le figure familiari più significative.

D'altra parte il contesto e il tempo in cui si svolge l'incontro e in cui si sviluppa il rapporto possono indirizzare verso un tipo di scelta piuttosto che un altro, all'interno di una serie di opzioni offerte dall'intreccio mitico o addirittura orientare verso decisioni che entrano in conflitto con esso. Ciascun partner diventa, nelle fasi iniziali di costruzione del legame, il mezzo principale di trasmissione e di elaborazione del mito e della storia familiare. Quanto più le relazioni nella famiglia d'origine sono prive di elementi conflittuali irrisolti, tanto più la scelta del "partner" è libera nel senso che i vincoli, le preclusioni, la necessità di legarsi a un "particolare" tipo di partner sono molto meno pressanti.

Per lungo tempo i terapeuti familiari hanno insistito sul concetto di "mandato familiare" proposto da Stierlin per descrivere l'assegnazione di ruolo e di compiti fatta dai genitori ai figli; esso, in qualche modo rappresenta l'anello di congiunzione tra il mito familiare e il modo in cui questo si esprime attraverso le aspettative dei singoli membri della famiglia ed in particolare dei genitori.

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Scritto da

Dott.ssa Carmen Capria

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