Mindfulness: una strada per il benessere

La mindfulness va nel profondo delle persone, le porta a conoscersi e soprattutto ad annullare le maschere che ci si è costruiti nell’arco della vita.

3 NOV 2021 · Tempo di lettura: min.

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Mindfulness: una strada per il benessere

Tutto il nostro progresso, la nostra tecnologia non hanno fatto altro che allontanarci da noi stessi, ci ha fatto dimenticare la nostra umanità. Non siamo più felici ma solo più insoddisfatti, desiderosi sempre di qualcosa in più senza mai trarre giovamento e soddisfazione in ciò che si raggiunge. L'uomo ha cercato di cambiare il mondo fuori di lui per poter essere più felice senza rendersi conto che la felicità è dentro di lui; ha permesso che la sua felicità dipendesse da qualcosa fuori di lui senza rendersi conto che è l'uomo stesso artefice della propria felicità.

Nell'arco della vita siamo così presi ad incolpare gli altri o la società per quello che ci succede oppure a fare le vittime e non ci rendiamo conto che basta cambiare il nostro modo di pensare e di vedere le cose che in automatico tutto attorno a noi muta o meglio siamo noi in realtà che cambiamo.

Attraverso la meditazione s'impara la capacità di lasciar scivolare le cose, guardare ogni cosa dall'esterno; il mio maestro diceva che cambiando il punto di vista si poteva vedere ciò che al momento rappresentava un problema come invece qualcosa di diverso, come un altro tipo di esperienza, seppur dolorosa, necessaria perché il cambiamento si attuasse e più ci si opponeva al cambiamento e più era faticoso il cammino.

È stato un cammino lungo e faticoso, fatto in solitudine ma ne è valsa la pena. Non credo di essere arrivata ma sono felice di poter ora comprendere, non tanto con la mente ma con tutto il mio essere, poiché li sento dentro di me, concetti come ' pensiero ruminativo', ' vivere in tempo presente', 'assenza di giudizio', 'attenzione', 'focalizzarsi sul respiro', concetti che mi permettono di migliorarmi e poter aiutare gli altri a vedere le cose in maniera diversa, aiutare le persone ad alleggerire il loro dolore.

Ritengo che nel passato ci siano le risposte per il futuro e che ogni risposta è dentro di noi, in ogni nostra singola cellula, ecco perché è importante che si continuino gli studi in merito.

Dalla saggezza orientale e dal loro senso di comunità, il mondo occidentale, chiuso nel suo individualismo, può imparare molto. Tutto questo progresso non ha portato al benessere ma a nuove forme di disagio che si sono trasformate nelle nuove generazioni in una fragilità emotiva e in una carica aggressiva fuori controllo.

La mindfulness va nel profondo delle persone , le porta a conoscersi e soprattutto ad annullare le maschere che ci si è costruiti nell'arco della vita.

"È stupefacente quanto sia liberatorio l'essere capaci di vedere che i tuoi pensieri sono solo pensieri e che non sono 'te stesso' o 'la realtà'...il semplice atto di riconoscere i tuoi pensieri come pensieri, può renderti libero dalla realtà distorta che essi spesso creano e genera un maggior senso di chiarezza e di padronanza sulla tua vita". [1]

La Mindfulness è uno stato mentale non concettuale, non-discorsivo, non-linguistico, e che soprattutto "apre" a degli insight che portano alla comprensione profonda del funzionamento della mente stessa; tale stato può essere coltivato e stabilizzato attraverso particolari tecniche.

Non è facile rendere a parole ciò che si riferisce innanzitutto ad un'esperienza vissuta, a uno stato mentale, ad uno stato di coscienza ed è proprio per tale motivo che spesso si sceglie di non tradurre il termine inglese mindfulness (a sua volta derivato dall'originario termine sati in lingua pali). Le traduzioni più immediate, ossia "consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita, presenza mentale, piena presenza", rischiano infatti di dare il via ad una serie di associazioni semantiche erronee e non esaustive.

Cosa la mindfulness non è?

Anche se, il tradurre tale termine, potrebbe sminuirlo e ridurlo, creando dei fraintendimenti, tuttavia può essere utile dire cosa la mindfulness non è:

  • una fuga dalla realtà;
  • una forma di trance;
  • una condizione "mistica";
  • una modalità di rilassamento.

In ogni cultura esistono delle pratiche che aiutano la persona a coltivare la consapevolezza del momento che si sta vivendo, che focalizzano l'attenzione dalla meditazione alla preghiera; ognuna ha il suo approccio specifico ma ciò che le accomuna è il desiderio comune di trasformare la vita delle persone. La mindfulness si propone proprio questo: trasformare la vita delle persone attraverso la meditazione.

"Ciò che siete adesso è il risultato di ciò che eravate. Ciò che sarete domani, sarà il risultato di ciò che siete adesso. Le conseguenze di una mente malvagia vi seguiranno allo stesso modo in cui il carro segue il bue che lo tira. Le conseguenze di una mente purificata vi seguiranno come la vostra stessa ombra. Nessuno può fare più per voi della vostra stessa mente purificata, nessun genitore, nessun parente, nessun amico, nessuno. Una mente ben addestrata reca felicità." [2]

Mentre l'uomo esteriormente viene cambiato dalla civiltà, la meditazione lo ammorbidisce dall'interno attraverso la comprensione, quanto è maggiore e tanto più si riesce ad essere flessibili e tolleranti; la mente diventa silenziosa e calma, la vita si appiana e si verifica una trasformazione personale. La vita invece di essere un conflitto continuo, diventa qualcosa che scorre e tutto ciò avviene attraverso la comprensione.

"La meditazione non è qualcosa che potete imparare ricorrendo a termini astratti, non è qualcosa di cui parlare, ma è qualcosa di cui bisogna fare esperienza. " [3]

La meditazione si propone di purificare la mente, di liberarla da quei sentimenti come l'odio, la gelosia, l'invidia che creano una schiavitù emotiva; essa conduce la mente ad uno stato di tranquillità, migliora la capacità logica, la concentrazione, la capacità d'intuizione, si arriva ad una conoscenza delle cose così come sono senza pregiudizio né inganno. Meditazione dunque come pratica di autoconoscenza, investigazione continua della realtà interiore ed esteriore per arrivare ad eliminare la sofferenza attraverso un cammino di liberazione.

"Impieghiamo il nostro tempo assorbiti dalle attività, presi dall'eterna ricerca del piacere e della gratificazione, presi dall'eterna lotta contro il dolore e le cose spiacevoli. Noi impieghiamo tutte le nostre energie nel tentativo di sentirci meglio, cercando di seppellire le nostre paure…..". [4]

La meditazione Vipassana

I cardini della meditazione Vipassana sono descritti dal Buddha nel "Mahasatipatthanasuttanta - Grande discorso della Presenza Mentale"- che indica come oggetti di investigazione diretta, avendo rimosso la cupidigia e l'angoscia nei riguardi del mondo, i cinque aggregati (che sono, secondo il buddismo, i costituenti psico-fisici della persona umana) e cioè il corpo, le sensazioni, la percezione, i fenomeni mentali e la coscienza. Meditare è un'attività pratica, basata sull'esperienza e quindi non può essere insegnata come una materia teorica ma va vissuta; richiede tempo ed energia pertanto fermezza, determinazione, disciplina e molte altre qualità personali considerate impegnative. Non si possono fare cambiamenti radicali nel proprio modo di vivere fino a che non ci vedremo veramente per quello che siamo e quando ciò accadrà allora il cambiamento accadrà naturalmente.

"Non importa cosa mi è stato insegnato, voglio dimenticarmi teorie, pregiudizi, stereotipi. Voglio comprendere la vera natura della vita, voglio capire realmente cosa sia l'esperienza di essere vivi. Voglio imparare a conoscere le qualità della vita più vere e profonde, e non voglio accettare le spiegazioni di qualcun altro. Voglio scoprire io stesso tutto ciò." [5]

Esistono diversi tipi di meditazione e le principali tradizioni religiose hanno delle pratiche meditative ma, parlando di mindfulness, ci si rifà alla meditazione vipassana che è uno dei due stili meditativi presenti nel buddhismo; essa si rivolge all'intuizione, alla consapevolezza di ciò che sta accadendo ora, mentre la meditazione samatha riguarda la concentrazione e la quiete. La meditazione vipassana ci permette di osservare con un certo distacco la realtà che ci circonda, impariamo a guardare e percepire in modo diverso: con calma e chiarezza. Si tratta di un'osservazione partecipe poiché ciò che si sta guardando reagisce all'azione del guardare e questo ce lo insegna anche la fisica quantistica in merito alla natura di un elettrone che apparirà a seconda di come viene osservato per cui nell'ultimo secolo la scienza occidentale ha fatto una scoperta che quella orientale già conosceva: noi siamo parte integrante del mondo che vediamo.

Il meditante al pari dello scienziato deve osservare senza preconcetti per poter vedere l'oggetto com'è; non si aggrappa ad opinioni o idee: semplicemente guarda. E' consapevolezza del momento presente, del qui ed ora poiché riflette solo ciò che sta avvenendo nel momento presente, pertanto solo tramite l'esperienza possiamo comprenderla.

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Scritto da

Dott.ssa Rosella D'Avola

Bibliografia

  • [1] Jon Kabat-Zinn, Vivere momento per momento, p.58
  • [2] Henepola Gunaratana, La pratica delal consapevolezza,p.20
  • [3] H.G, p.26
  • [4] H.G,p.39
  • [5] H.G.,p.38

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