Metodi di rilassamento: sono "l'olio nel motore" della psicoterapia?

Quest'articolo passa in rassegna i principali metodi di rilassamento utilizzati in psicoterapia ieri e oggi. La loro utilità li ha fatti definire "l'olio nel motore" della psicoterapia.

11 MAR 2019 · Tempo di lettura: min.
Metodi di rilassamento: sono "l'olio nel motore" della psicoterapia?

In questi giorni, leggendo un articolo sull'ansia qui su FB, mi è tornata in mente una frase che c'è in un libro letto da giovane (fine anni '80): "il rilassamento è l'olio nel motore di qualunque psicoterapia."

Il libro è di Bernard Auriol, grande terapista francese; il titolo è: "tutti i metodi di rilassamento" per le edizioni RED. La frase mi colpì molto, e penso che contenga una grande verità. Con quella espressione, l'Autore intendeva dire che in ogni terapia psicologica ed in ogni disagio psichico bisogna fare i conti con l'ansia.

L'ansia è presente non solo legata ad un determinato problema, come una fobia specifica (per esempio paura degli esami o di volare) ma anche per problemi più generici, come l'ansia in situazioni sociali, per terminare con l'ansia che noi chiamiamo "libera" cioè di fondo.

Inoltre, essa è costituente basilare di numerosi disturbi psicologici, non solo semplici come abbiamo appena visto, ma anche complessi come il disturbo di personalità detto "borderline". Quest'ansia di fondo è stata definita "nevrotica", o con espressione più moderna disfunzionale, perché non è utile in alcun modo.

In queste definizioni c'è però un giudizio che non mi sembra molto utile. Troppo spesso noi psicologi "dimentichiamo" alcune conoscenze mediche importanti. Oggi sappiamo che l'ansia ha anche delle cause organiche e psicofisiologiche, come l'ipertiroidismo o la carenza dei minerali, a causa di una dieta scadente, ma per il momento non approfondiamo questa tematica.

Quella che vorrei invece ribadire è che ogni terapia deve fare i conti con l'ansia del soggetto.

Si potrebbe anche sostenere che è la radice di ogni disturbo psicologico. Molto spesso, per esempio, l'ansia è presente nella depressione, che a tutta prima sembrerebbe il contrario di essa. Nella mia esperienza le persone che soffrono di depressione con una sensibile componente ansiosa hanno un disagio particolarmente marcato, perché hanno una grossa inquietudine, ma non le forze fisiche e mentali per sfuggire ad essa!

Il rilassamento è, dunque, lo strumento fondamentale di intervento. Sì, perché permette un sollievo immediato, prima di avviare un lavoro più approfondito sulle dinamiche, o addirittura sulle cause della problematica.

Già, ma quale rilassamento?

Non di rado siamo così sotto pressione che non ci concediamo neppure 5 minuti di relax in poltrona!

È allora importante suggerire di ritagliarsi un momento della giornata, sempre alla stessa ora, per concedersi un piccola pausa. Troppo ovvio? Forse, ma spesso è disatteso...

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Ad ogni modo per chi ha sviluppato un'ansia eccessiva, cioè oltre la normale variabilità, è opportuno insegnare qualche tecnica più complessa e strutturata. Vediamo allora l'elenco del nostro autore, posto nell'indice del libro. Ho riunito le voci in gruppi che a mio parere hanno elementi in comune:

  • ipnosi e training autogeno;
  • sogno da svegli guidato;
  • il metodo Vittoz;
  • la sofrologia, una coscienza in armonia;
  • l'eutonia, una regolazione attiva del tono muscolare;
  • il rolfing: una integrazione strutturale;
  • il metodo Mezieres: un'integrazione paziente;
  • meditazione trascendentale e tecnica di Benson;
  • hatha yoga, tai chi, aikido;
  • il rebirth (oggi rebirthing) e altre tecniche respiratorie;
  • vita intrauterina, suoni e rilassamento;
  • le teorie comportamentali;
  • seroionizzazione ed elettroterapia;
  • agopuntura ed auricoloterapia;
  • la terapia farmacologica.

Mi sono limitato a riportare i capoversi in neretto dell'indice del libro, oggi, forse, di difficile reperibilità. L'edizione francese è del '79, tradotta in italiano nell''82-'84.

Cari lettori, sono anch'io stupito dalla varietà di questi metodi: per molti di essi vorrei avere il tempo di rileggere il libro! Ho solo qualche nozione su alcune di essi; vediamo allora di fornirvi un orientamento generale.

I metodi "suggestivi"

Le prime 4 voci dell'elenco (da ipnosi a sofrologia) sono metodiche che credo abbiano oggi un po' perso di popolarità, almeno nel nostro Paese. Si tratta di metodi "suggestivi". In parole semplici il terapeuta cerca di indurre nel soggetto delle sensazioni, per esempio nel training autogeno si suggerisce di percepire la propria fronte "fresca" od il proprio braccio "pesante". Si tratta di metodi piuttosto efficaci. Tuttavia oggi si preferiscono metodi meno direttivi ed induttivi, suggerendo ai soggetti di lasciar emergere le loro sensazioni, di ascoltarsi, di "stare in quello che c'è" piuttosto che "provocare" o di "visualizzare" quello che non era al momento presente. Esempi fondamentali di queste nuove istanze sono la meditazione in generale, ed in particolare la cosiddetta "mindfulness", che non è altro che un tipo di meditazione "laica" e scientifica, libera da qualunque componente spiritualizzante. Oggi essa sta avendo una notevolissima diffusione, ed è ormai presente, come tecnica fondamentale, nelle cosiddette psicoterapie cognitivo-comportamentali "di terza generazione".

Il metodo Vittoz e la sofrologia

Del metodo Vittoz e della sofrologia non si parla più molto oggi. La seconda si diffuse più in Paesi di lingua spagnola. Avrebbero peculiarità interessanti, ma per motivi di spazio non posso approfondirle.

Eutonia, rolfing e metodo Mezieres

Eutonia, rolfing e metodo Mezieres: si tratta di metodiche a mediazione corporea, talvolta praticate in gruppo, in locali ampi. Gli ultimi due hanno avuto larga diffusione e sono tuttora praticati. Si cerca di "raggiungere" la psiche lavorando sulle tensioni muscolari e fasciali, cosa sempre di grande interesse. Il rischio è che si trascuri una opportuna psicoterapia, quindi io li vedo più come integrazioni della medesima, da praticare separatamente e da altro/ terapista.

La meditazione e lo yoga

Abbiamo già accennato alla meditazione in tutte le sue forme, che è, e probabilmente resterà sempre, uno strumento insostituibile. Le altre tecniche del terzo gruppo sono anch'esse poco psicoterapiche e più "corporee" come lo yoga, anch'esso di grandissimo valore.

Vita intrauterina, suoni e rilassamento

Con questa espressione l'autore si riferisce al Metodo Tomatis o audio-psico-fonologia, che è uno dei miei principali campi di lavoro! Avendo un personale "conflitto d'interessi" rimando gli interessati al mio precedente articolo, ed a quelli che seguiranno! Mi sento solo di informarvi che uno psichiatra italiano, il prof. Spaggiari, in un suo studio con qualche decina di pazienti lo considera una tecnica anti-ansia molto efficace, con buoni risultati nel 75-80% dei casi. La metodica ha numerosissime altre applicazioni, ad esempio i disturbi di comportamento e apprendimento in età evolutiva.

Le teorie comportamentali

Ci si riferisce al metodo di Jacobson e soprattutto al bio-feedback, metodica di alto contenuto tecnologico, talvolta praticata in psicoterapia. Il bio-feedback è una terapia di tipo psicofisiologico che mira a rendere visualizzabili, e dunque più controllabili, alcuni parametri fisiologici alterati in presenza di ansia, come il battito cardiaco.

Le voci finali dell'elenco sono terapie praticate in ambito naturopatico, oppure dalla medicina olistica e naturale.

La diffusione di ioni negativi, oggi resa più popolare che in passato dalla facile disponibilità di piccoli apparecchi a basso costo, risulta spesso efficace non solo per ridurre l'ansia, ma anche per aumentare il benessere psico-fisico, particolarmente in chi vive in città o a coloro che sono meteoropatici, cioè particolarmente sensibili alle perturbazioni atmosferiche. In questo senso penso che noi psicologi faremmo bene a consigliarne maggiormente l'uso. Non mancano numerosi studi scientifici a comprovarne l'efficacia.

La terapia farmacologica

Direi che è conosciuta da tutti, quindi non c'è molto da dire. Oggi anche la medicina "ufficiale" riconosce che essa dovrebbe essere usata per brevi periodi, pena l'instaurazione di una dipendenza ed una perdita di efficacia della stessa. Purtroppo ciò che si fa è, spesso, esattamente il contrario. Può avere senso da parte del Medico offrire un sollievo immediato mediante un ansiolitico, ma tale intervento dovrebbe essere integrato, dopo un mese o due al massimo, con una terapia di ben altro respiro! Abbiamo appena visto su quale varietà di metodiche anti-ansia possiamo oggi contare, molte rigorosamente comprovate dalle ricerche. Ad esse mi sento di aggiungere tutti gli strumenti della naturopatia, che pratico da tempo con risultati interessanti per vari tipi di disturbi di disturbi psicologici, in unione ai "ferri del mestiere" più classici. Molti di noi sono carenti di minerali ad azione ansiolitica come il Magnesio, e di vitamine del gruppo B, spesso perché seguono una dieta frettolosa ed inadeguata, ma anche per aumentate necessità del nostro organismo in situazioni di stress. Sono carenze estremamente negative per l'equilibrio nervoso. Mi riprometto di riprendere l'argomento in un prossimo articolo.

Concludo ricordando che per ogni persona alcuni di questi metodi sono più adatti di altri, quindi rimane insostituibile la responsabilità del terapeuta di consigliare quelli più adatti al caso.

Articolo scritto dal Dott. Leopoldo Tacchini, iscritto all'Ordine degli Psicologi della Toscana.

Scritto da

Dott. Leopoldo Tacchini

Psicologo Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5322

Psicologo clinico, ad orientamento cognitivo - comportamentale. È perfezionato in neuropsicologia, naturopatia, metodo Tomatis, tecniche psico-corporee. Tratta ansia, insonnia, disturbi psicosomatici, depressione, benessere psicofisico. Bambini: disturbi DSA e del comportamento, ritardo cognitivo, ADHD, disturbi del linguaggio e comunicazione, bambini in adozione ed affido.

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2 Commenti
  • Gino Sallustrio

    Mi permetto di non condividere un aspetto.La Mindfulness mira ad altri obiettivi e non certamente al rilassamento. Dire che la Mindfulness è una tecnica di rilassamento vuol dire andare in contraddizione con il senso della tecnica stessa.

  • Gianluigi Pignatelli

    Io ormai mi sono arreso ci convivo con la bestia e la mia ansia la gestisco con diverse tipologie di medicinali in modo da non abituarmi a niente. Molti miei “colleghi” mi dicono che con la meditazione trascendentale riescono ad avere risultati importanti. Lei cosa ne pensa?

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