Meditazione e Psicoterpia

La meditazione è presenza mentale: essa ci consente di gestire nel miglior modo possibile i nostri pensieri e le nostre emozioni, con importanti benefici sia a livello psichico che fisico.

12 SET 2017 · Tempo di lettura: min.
Meditazione e Psicoterpia

Provate a immaginare la vostra coscienza come una prateria, uno spazio aperto che vive nella vostra mente. In questo luogo pascolano pensieri, emozioni, sentimenti, sensazioni corporee e altro ancora: sono gli abitanti della vostra psiche, che affollano in ogni istante la vostra coscienza. Questi contenuti sono spesso fuori controllo e si influenzano vicendevolmente. Un pensiero negativo può far insorgere una brutta emozione, che a sua volta può far emergere una sensazione corporea sgradevole, come ad esempio un mal di pancia, oppure un dolore al petto. Questo avviene perché noi diventiamo ciò che entra nella "prateria": se ci lasciamo prendere da un sentimento rabbioso diventiamo rabbia; se ci facciamo trasportare da un sentimento negativo la nostra mente diventerà preda di quel tipo di tonalità psichica.

Per questo motivo, imparare a gestire i contenuti psichici che invadono la nostra prateria-coscienza è di fondamentale importanza. Per frenare i condizionamenti che scaturiscono dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni è necessario trasformare la prateria in uno spazio privato, dove sia possibile ottenere una sorta di controllo sui contenuti della nostra psiche.

Ma come può avvenire questa trasformazione? Come si può convertire uno spazio aperto in una zona meno accessibile, su cui poter avere una certa forma di controllo? La risposta in una parola: meditazione.

Spesso la meditazione viene associata al rilassamento, ma in realtà questa disciplina mira a qualcosa di molto più profondo – anche se questo pensiero ha un fondo di verità, poiché il rilassamento rappresenta il necessario punto di partenza per riuscire a ottenere una buona meditazione.

Cosa si intende quando si parla di meditazione?

La meditazione è innanzitutto presenza mentale, ed essere presente mentalmente significa non essere in balia di pensieri, emozioni o sensazioni che irrompono senza permesso nella prateria della nostra coscienza. Il primo passo da compiere, per preparare la nostra mente ad accogliere la pratica meditativa, consiste nell'apprendere alcune semplici tecniche di respirazione. Una buona respirazione, oltre a favorire il rilassamento, porta numerosi vantaggi anche a livello fisico: tonifica i polmoni; rinforza e rivitalizza gli organi del corpo; nutre il cervello, donandogli la giusta quantità di ossigeno di cui abbisogna.

Una volta apprese queste tecniche di respirazione saremo pronti per ancorare la nostra presenza al "qui e ora", favorendo così la presenza mentale: lo scopo della meditazione. Attraverso il respiro focalizziamo l'attenzione nel presente: a occhi chiusi ascoltiamo l'aria che entra nelle narici e fuoriesce riscaldata, l'addome che si gonfia a ogni inspirazione e si sgonfia durante l'espirazione. Per aiutare la concentrazione e fissarla al ritmo del respiro potrebbe essere utile ripetere mentalmente una frase significativa, dal contenuto positivo – ad esempio immaginare che a ogni inspirazioni immettiamo in noi energia vitale, e che a ogni espirazione espelliamo dal nostro corpo l'ansia e le tensioni. Ogni volta che vi accorgerete di un pensiero che ha invaso il vostro campo di coscienza, e che ha ottenuto l'effetto di distogliere la vostra attenzione dal ritmo della respirazione, con pazienza vi riporterete di nuovo sul respiro e poi, con dolcezza, spingerete fuori dalla prateria il contenuto psichico indesiderato. Il pensiero ha il potere di strapparci al presente, per condurci nel passato – attraverso i ricordi – oppure nel futuro – alle incombenze che ci attendono – mentre la presenza mentale ci libera da questa forma di dispersione, donando quiete e respiro alla nostra mente.

TECNICHE DI MEDITAZIONE IN PSICOTERAPIA

Per prendere in mano le redini della nostra esistenza dobbiamo imparare a osservare quello che accade dentro di noi: riconoscere la vera natura di ogni pensiero, emozione o sensazione che si verifica nel nostro intimo, che emerge nella nostra mente e si rivela attraverso il corpo.

La presenza mentale induce uno stato di quiete e rilassatezza, ma è dissimile da quello del dormiveglia, poiché la mente rimane vigile. La meditazione non ci fa evadere dalla realtà, bensì ci consente di andarle incontro con una maggiore consapevolezza. Questo è uno dei motivi che rende la meditazione uno strumento integrabile al percorso psicoterapeutico, poiché capacità di osservazione e consapevolezza dei nostri contenuti interni stanno alla base di una buona terapia. Inoltre, questo allenamento alla consapevolezza interna porta a un miglioramento della stabilità emotiva: se diventiamo più abili a riconoscere il tipo di emozione che emerge in noi, saremo anche più capaci di esprimerle in modo adeguato. Questo migliora i livelli di empatia e di conseguenza anche le relazioni umane.

La meditazione può essere integrata in diversi modi nel processo psicoterapico. Può essere usata a scopo analitico, ad esempio per esplorare un sentimento, un'emozione, un pensiero. Può servire per sviluppare o rinforzare una qualità che in noi sentiamo carente – ad esempio la forza di volontà, la sicurezza o qualsiasi altra qualità che pensiamo sia utile fortificare. Oppure per promuovere un'immagine di noi più funzionale e fissarla nella nostra mente, una sorta di modello ideale di noi stessi.

Esistono differenti tipologie di meditazione, che possono risultare utili al processo terapeutico:

  • Ricettiva: è una meditazione di ascolto, l'obiettivo è quello di perseguire il vuoto interiore, per donare respiro alla mente e favorire le intuizioni
  • Riflessiva: serve ad affinare lo strumento del pensiero, ad addestrare la concentrazione, consiste nell'approfondire un concetto
  • Creativa: consiste nel creare un'immagine ideale di noi stessi e fissarla nella nostra mente

I BENEFICI DELLA MEDITAZIONE

La meditazione agisce in maniera positiva sia a livello fisico che psicologico.

Le neuro-scienze hanno dimostrato che lascia tracce evidenti sulla densità della materia grigia nell'ippocampo (una zona del cervello deputata all'apprendimento e alla memoria) e agisce in modo favorevole sull'amigdala (una parte del cervello che gestisce le emozioni), affievolendo i livelli di ansia e di stress.

Le ricerche hanno inoltre dimostrato che la meditazione risulta essere efficace nella cura di malattie quali il disturbo d'ansia, gli attacchi di panico, il disturbo ossessivo compulsivo, il disturbo post traumatico da stress e la depressione.

Aumenta il livello di lucidità del pensiero e la capacità di concentrazione. Migliora le attività cognitive, dell'apprendimento, della creatività e dell'intuizione.

Riduce la carica del sistema nervoso simpatico e migliora l'azione del sistema nervoso parasimpatico (il quale ha una funzione legata al rilassamento), poiché fa diminuire la frequenza del respiro, l'ipertensione sanguigna e il battito del cuore, prevenendo o migliorando lo stato delle malattie cardiache in generale.

Infine, la meditazione riduce lo stress, facilitando l'aumento degli ormoni del benessere, quali l'endorfina, la serotonina, la dopamina, l'ossitocina: tutti ormoni che producono nell'essere umano delle sensazioni fisiche piacevoli e rilassanti, che ottengono il risultato di migliorare il livello dell'umore.

Scritto da

Dottor Alessio Focardi

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