Malattie cardiovascolari e depressione: spiegato il collegamento

Due nuovi studi sottolineano l’impatto negativo della depressione sulla salute e sulla qualità della vita relativa alla salute delle persone affette da malattie cardiovascolari.

28 OTT 2019 · Tempo di lettura: min.

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Malattie cardiovascolari e depressione: spiegato il collegamento

Sono sempre più numerosi gli studi che mostrano come la depressione e il rischio di malattie cardiovascolari siano strettamente connessi.

Secondo uno di questi, la depressione aumenta il rischio di battito cardiaco anomalo di quasi un terzo. Un'altra ricerca, invece, è stata in grado di mostrare che soffrire sia di depressione che di malattie cardiache può aumentare il rischio di morte prematura del doppio.

Questa connessione tra la depressione e la salute cardiaca si dimostra anche tanto forte quanto complessa dal momento che la causalità tra le due resta ancora sconosciuta. Ma, benchè non sappiamo quale dei due sorga in primo luogo, la depressione o le malattie cardiovascolari, la comunità scientifica è d'accordo nel dire che la depressione costituisce un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Ciò significa che se una persona soffre di malattie cardiovascolari, presenta una possibilità maggiore di soffrire di depressione rispetto ad una persona che appartiene alla popolazione generale.

L'importanza della diagnosi di depressione nel trattamento delle malattie cardiovascolari

Da alcuni recenti studi è risultato che la depressione non diagnosticata è la più dannosa.

I ricercatori hanno esaminato le esperienze a livello di servizio sanitario, di costi e di utilizzo delle risorse da parte delle persone affette da malattie cardiache e diagnosticate con una depressione, e le messe a confronto con i dati di persone che non avevano ricevuto questa diagnosi.

Il gruppo che non aveva ricevuto la diagnosi è stato diviso ulteriormente in persone ad alto rischio e persone a basso rischio di depressione rispettivamente, utilizzando le risposte date dai partecipanti allo studio ad un questionario di salute mentale.

Dai risultati è emerso che le persone non depresse eppure portatrici di un alto rischio di depressione presentavano delle peggiori esperienze con il sistema sanitario, un aumento del numero dei ricoveri al pronto soccorso, una scarsa percezione del loro stato di salute e una qualità della vita inferiore rispetto alla salute, nei confronti di quanti avevano ricevuto una vera diagnosi di depressione. Questo potrebbe essere semplicemente dovuto al fatto che le persone ad alto rischio di depressione non hanno ancora ricevuto una diagnosi né un trattamento per questa malattia.

Questo paragone ha, inoltre, rivelato che le persone affette da malattie cardiache predisposte alla depressione hanno speso, in linea generale, più denaro nei servizi e nei prodotti relativi alla salute rispetto agli individui a basso rischio.

Le persone ad alto rischio di depressione presentavano un rischio doppio di essere ricoverate in ospedale e di arrivare al pronto soccorso, nonché un rischio quintuplo di percepire se stesse in cattiva salute rispetto a quelle del gruppo a basso rischio.

Inoltre, le persone ad alto rischio di depressione presentavano una qualità della vita relativa alla salute inferiore ed erano più inclini ad essere insoddisfatte della loro esperienza con il sistema sanitario.

È necessario uno screening per la depressione

Il secondo studio si è concentrato sull'utilizzo delle risorse messe a disposizione dal sistema sanitario e sui loro costi. I ricercatori hanno scoperto che le persone che avevano subito un attacco cardiaco e che soffrivano di depressione presentavano più del doppio (54%) del rischio di essere ricoverate in ospedale, ed avevano il 43% delle possibilità di essere ricoverate in pronto soccorso.

In media, questi pazienti avevano speso quasi 4300 dollari in più all'anno nel sistema sanitario rispetto a quanti non soffrivano di depressione.

I ricercatori enfatizzano l'importanza di queste scoperte per le persone affette da malattie cardiovascolari: la depressione e l'attacco cardiaco spesso coesistono, il che è stato associato a peggiori esperienze di salute per questi pazienti.

In qualità di misura per migliorare l'efficienza del sistema sanitario, si raccomanda uno screening della depressione "più aggressivo" in occasione delle visite di follow-up dei pazienti che hanno subito un attacco cardiaco.

 

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Scritto da

Dott Federico Baranzini

Bibliografia

  • Lichtman JH, Froelicher ES, Blumenthal JA, Carney RM, Doering LV, Frasure-Smith N, Freedland KE, Jaffe AS, Leifheit-Limson EC, Sheps DS, Vaccarino V, Wulsin L; "Depression as a risk factor for poor prognosis among patients with acute coronary syndrome: systematic review and recommendations: a scientific statement from the American Heart Association.", American Heart Association Statistics Committee of the Council on Epidemiology and Prevention and the Council on Cardiovascular and Stroke Nursing, 2014 Mar 25;129(12):1350-69. doi: 10.1161/CIR.0000000000000019. Epub 2014 Feb 24.
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