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Lutto perinatale, come affrontarlo?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Quel figlio tanto atteso che improvvisamente non è più con noi: il dolore di chi ha visto interrompersi bruscamente il processo di genitorialità.

2 FEB 2016 · Tempo di lettura: min.
Lutto perinatale, come affrontarlo?

Si definisce morte perinatale l'insieme delle reazioni psicofisiche legate alla perdita di un figlio, quando questa avviene tra la 27a settimana di gestazione e i 7 giorni dopo il parto.

Attualmente c'è ancora chi crede che il dolore provato di fronte a tale perdita sia minore rispetto ad altri tipi di lutto, in quanto si ritiene che tale evento abbia un impatto psicologico minore nei genitori e nei parenti. Il dolore, secondo la cultura popolare, sarebbe direttamente proporzionale all'epoca gestazionale: di fronte ad un aborto c'è infatti la tendenza a minimizzare l'accaduto, incoraggiando la coppia a "tentare di nuovo".

Ma anche nel caso del lutto perinatale, piangendo un bambino che non è stato conosciuto dal mondo esterno e verso il quale nessuno, se non i genitori, i fratelli e talvolta i nonni, ha maturato un legame di attaccamento, si tende a minimizzare il dolore.

Lutto perinatale

Niente di più sbagliato. Il lutto perinatale è un lutto composito in quanto si perde una persona unica, nata prima a livello immaginario e poi percepita come realmente presente. Viene a mancare improvvisamente nostro figlio e conseguentemente si interrompe anche il processo di genitorialità e il legame di attaccamento. E' uno shock emotivo così importante che il lutto può durare dai sei mesi ai due anni. Occorrono circa tre anni perché i genitori riacquistino un livello di serenità paragonabile a quello precedente la perdita.

La perdita di un bambino è un evento doloroso che colpisce tutti i membri della famiglia, non solo quindi per i genitori ma anche per eventuali fratelli e nonni. Ogni persona reagirà in maniera differente di fronte al lutto: alcuni piangeranno, altri staranno in silenzio altri ancora ne parleranno.

Capiterà infatti che il padre e la madre reagiranno in modi diversi al lutto, cercando di affrontare questa situazione nel modo più funzionale per loro stessi.

Ripercussioni sulla madre

La madre si ritrova improvvisamente sola e senza più nessuno da accudire (Sindrome della culla vuota). E' probabile che manifesti difficoltà ad incontrare e frequentare donne in attesa o con bambini piccoli ed è altrettanto probabile che accetti con rabbia e difficoltà quanto successo. In questo periodo possono emergere pensieri di inadeguatezza e di incapacità di affrontare il lutto, sentimenti di colpa ("è colpa mia se è successo, potevo stare più attenta, se solo.."), sensazioni di vuoto e smarrimento, apatia, angoscia e disperazione.

Ripercussioni sul padre

Il padre al pari della madre subisce un lutto e pertanto uno shock emotivo di uguale importanza. Diverse possono essere invece le modalità di reazione emotiva: il padre può chiudersi in se stesso, negando tale sofferenza, o può invece dedicarsi ad altre attività che lo tengono impegnato e lo "distraggono" da quanto successo.

Non dobbiamo dimenticare che spesso è proprio al padre che viene affidato il compito di informare la madre che il figlio è morto o che spetta a lui prendere decisioni improvvise ed importanti che chiaramente avranno delle conseguenze su tutta la sua famiglia. E'per tali motivi che anche il padre ha bisogno di essere supportato adeguatamente.

Nonostante queste diversità, la coppia dovrebbe trovare insieme i punti di forza delle proprie strategie e con tanta complicità e amore cercare di elaborare questo lutto.

Nel caso in cui ci siano altri figli è importante spiegare quanto successo con parole semplici, spiegando nel modo più chiaro possibile quale è l'emozione che proviamo in quel momento. È più efficace essere sinceri anche perché i bambini, anche i piccoli, capiscono quando diciamo una bugia o siamo tristi. Nel caso del fratello maggiore questo potrebbe avere sensi di colpa per la morte del fratellino, potrebbe pensare che la causa sia stata la sua gelosia quindi dovete ascoltare le sue parole, capire la sue emotività e rassicurarlo.

Scritto da

Dott.ssa Ilaria Zambrini

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