Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

L'ospite nemico

Pensieri e deliri ossessivi pervadono e si riservano in un labile campo mentale. Frustazione, disorganizzazione e frammentazione di pensieri si dissolvono nel nostro mondo interno...

27 APR 2020 · Tempo di lettura: min.
L'ospite nemico

L'ansia è uno stato psicologico di paura caratterizzato da diversi sintomi sia psichici che fisici come: sudorazione, tachicardia, tremolio, dispnea, crisi di pianto, paura di morire e paura di perdere il controllo.

Si manifesta all'improvviso, in maniera imprevedibile e ingestibile tanto da compromettere la sana funzionalità del quotidiano: la sfera lavorativa, scolastica, familiare e relazionale a volte induce ad una sorta di isolamento, di traguardo buio in cui non si vede la via d'uscita.

Chi ne soffre si sente confuso, disorientato, frammentato e disorganizzato, perde i punti di riferimento, ipilastri fondamentali, vive una situazione di notevole disagio, una: "Catastrofe interiore" tanto da perdere di vista elementi concreti e razionali.

Il soggetto ha paura di morire – ha paura della paura - tanto da innescare un meccanismo di autorinforzo, una sorta di meccanismo avvolgente, un vortice che ne ostacola ed impedisce la risoluzione.

Si vive un pericolo minaccioso, una continua minaccia che tende a far rimanere paralizzati difronte alla paura del nemico e alla capacità di affrontarlo.

Fuggire, naturalmente, né è la tipica risposta comportamentale; l'individuo tende a sopravvalutare il pericolo, tende ad sminuire e a screditare le proprie risorse, le proprie capacità di adattamento e di problem/solving, di risoluzione del problema; insicurezza, instabilità, inadeguatezza e senso di inferiorità prendono il sopravvento; il nemico è dietro l'angolo e si è notevolmente disarmati o scarsamente equipaggiati.

È difficile identificare i pensieri che inducono all'attivazione dell'ansia, in quanto spesso si presentano con modalità automatica, involontaria in cui la possibilità di provare a superare l'ostacolo spesso è limitata.

Si ha la tendenza ad acuire e ad rafforzare:

  • pensieri malsani;
  • punti deboli;
  • generalizzazione;
  • senso di allarme;
  • senso di vuoto mentale e fisico.

Quando l'ansia diventa incontrollabile necessita un intervento professionale che possa fungere da ausilio nella gestione dei sintomi disturbanti ed invalidanti.

Per questo è importante scoprirne le cause, solitamente inconsce.

Riconoscere e valutarne i sintomi sia fisici che psicologici più o meno gravi, la loro periodicità e la loro frequenza.

Un' attenta analisi consente la trasformazione e la ristrutturazione del:

  • pensiero/nemico al pensiero amico;
  • l'ansia come alleato;
  • la riformazione e riformulazione dei propri pensieri in stati mentali equilibrati;
  • il raggiungimento di un'aderenza su un piano concreto e reale della percezione del pericolo;
  • l'attivazione di un pensiero razionale;
  • l'abbandono di fantasmi che occupano e danneggiano il campo mentale con marcate note di invasione.

È bene riconoscere in tempo, allo stato d'esordio la sintomatologia in quanto spesso la paura di sottoporsi ad un trattamento analitico, la paura di conoscere e di scoprire se stessi è un limite che purtroppo rischia di far lievitare uno stato di malessere interiore, di ammalare il mondo interno mettendo in atto delle dinamiche malsane e prettamente disfunzionali.

Mentre la cura dell'ansi aspesso richiede un sano percorso interiore, la cura degli attacchi di panico spesso va affiancata ad una terapia farmacologica oltre che psicoterapeutica.

Una chiara diagnosi eseguita in tempo da uno specialista eviterebbe la situazione patologica ..una sana relazione terapeuta /paziente, l'offerta di strumenti adeguati permetterebbe una equilibrata e funzionale ripresa delle dinamiche interiori.

Scritto da

Dott.ssa Ketty La Piana

Lascia un commento

ultimi articoli su ansia