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Lo psicologo: miti e credenze

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

I miti da sfatare sullo psicologo: dallo psicologo vanno i matti? Lo psicologo ascolta e basta? Lo psicologo legge nella mente? Proverò a rispondere ad alcune di queste domande.

3 MAR 2020 · Tempo di lettura: min.
Lo psicologo: miti e credenze

Dallo psicologo vanno i matti?

Uno dei primi miti da sfatare è la falsa credenza che dallo psicologo ci vanno i matti. Riconoscere di essere portatori di una sofferenza è il primo passo verso il cambiamento. Rivolgersi ad un esperto della salute psicologica è il secondo passo. Lo psicologo è il professionista del benessere psicologico, della relazione d'aiuto e l'obiettivo principale dello psicologo è quello di migliorare la qualità di vita degli individui. Purtroppo, questa falsa credenza molto diffusa impedisce a persone che hanno bisogno di aiuto di rivolgersi agli specialisti per paura di pettegolezzi e commenti vari.

In realtà i problemi psicologici e che creano malessere fanno parte della quotidianità e sono spesso sottovalutati. Si tratta di problemi di coppia, conflitti relazionali, paure di varia natura, genitori in difficoltà con i figli, stress, difficoltà scolastiche. È risaputo che la salute mentale ha lo stesso valore di quella fisica, dunque scegliere di rivolgersi ad uno psicologo è un grande atto di coraggio e vuol dire prendersi cura di sé, della propria salute e della relazione con le persone care.

Lo psicologo ascolta a basta?

Andare dallo psicologo implica una prima azione, cioè l'andare verso lui. Avere quindi la consapevolezza di dover ricevere aiuto. Dunque si tratta di ciò che rende le persone coscienti e produttive in tale processo.

Un'altra credenza da sfatare è che lo psicologo stia lì ad ascoltare e faccia "semplicemente" da contenitore emotivo. Lo psicologo non è colui che non comunica, anche perchè in riferimento agli assiomi della comunicazione, è impossibile non comunicare, anche nei momenti di silenzio stiamo comunicando qualcosa. Il colloquio psicologico si basa sulla costruzione di un'alleanza terapeutica che consente di poter alternare momenti di ascolto-comunicazione-costruzione. Dunque lo psicologo non si limita unicamente ad ascoltare o a dare consigli; è una relazione che si crea assieme, un percorso che si intraprende insieme, psicologo e paziente!

Lo psicologo legge nella mente?

Lo psicologo non è uno stregone, non mette in atto alcuna forma di telepatia. Anzi tutt'altro. Senza il prezioso contributo del paziente che si racconta, che parla di sé, della sua storia, è veramente difficile e quasi impossibile entrare nel suo mondo, scoprire quali sono i suoi sentimenti, le sue credenze, le sue paure…Il dialogo quindi è fondamentale, la relazione che si crea tra psicologo e paziente consente di raggiungere maggiori risultati e soprattutto efficaci. Il lavoro dello psicologo è fondato totalmente e unicamente sulla comunicazione, dunque no, lo psicologo non legge nella mente di nessuno!

Mi darà tantissimi farmaci?

È vero che il farmaco in alcune circostanze può essere considerato uno strumento molto utile e necessario per il benessere ma non può essere un'alternativa al trattamento psicologico. Un percorso da uno psicologo o da uno psicoterapeuta è caratterizzato dalla possibilità di cambiare il proprio modo di approcciarsi alle situazioni, al fine di renderle più sostenibili e meno invalidanti. Possiamo dire che i farmaci diventano utili nel momento in cui l'emotività è talmente elevata da non consentire il lavoro strutturale che un percorso terapeutico implica. Al percorso psicologico o psicoterapeutico può essere integrato il farmaco per raggiungere i propri obiettivi di salute, tenendo presente che quest'ultimo cura il sintomo e non la causa (ad esempio ansiolitici o antidepressivi), come il farmaco sedativo della tosse calma la tosse stessa ma non cura la causa.

Inoltre gli psicologi non possono prescrivere farmaci.

Starò in terapia per anni?

Altro mito da sfatare è quello della durata della terapia, che poi, spesso, è riferita anche ai costi di quest'ultima. Non sempre il percorso terapeutico dura anni. È difficile, se non quasi impossibile, definire inizialmente la durata del percorso, essa si comprende con il tempo poiché dipende da una serie di fattori come ad esempio il motivo della consultazione, dipende dal risultato che il paziente vuole ottenere a lungo termine e soprattutto dall'impegno che ci mette per raggiungere gli obiettivi, dipende tanto dall'alleanza terapeutica che si crea tra terapeuta e paziente e, non ultimo per importanza, dalla competenza professionale dello psicologo.

È, infine, importante fare una distinzione e ricordare che interventi terapeutici di lunga durata sono di competenza dello psicoterapeuta, che ha una formazione diversa dallo psicologo.

Scritto da

Ilenia Longo

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2 Commenti
  • Rita

    Ho avuto la fortuna di fare un percorso di psicoterapia con un'ottima professionista, durante il quale si è creata una bellissima e funzionale relazione terapeutica. Posso confermare tutto questo che ha scritto. Credo che è stato il regalo più bello che ho potuto fare a me stessa, la mia anima è guarita da tutta quella sofferenza e ho scoperto tutte le mie risorse per andare avanti, camminare sulle mie gambe. Sono grata alla mia dott.ssa.

  • Eli

    Grazie perché così ho potuto avere le idee più chiare. State gestendo molto bene questo social e date delle interessanti linee guida. Questo articolo in particolare, anche perché è fondamentale avere le idee chiare per chi intraprende un percorso. Buon lavoro

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