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L'esperienza del gruppo

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

La terapia di gruppo: quando stare con gli altri diventa una cura

16 MAG 2014 · Tempo di lettura: min.
L'esperienza del gruppo
L’uomo passa molto del suo tempo alla ricerca dell’altro. Se ci pensate, la maggior parte della giornata lo passiamo in presenza di qualcuno, che sia un collega, un amico, un famigliare ecc… e anche quando siamo da soli, ci sentiamo comunque in relazione con noi stessi e la nostra necessità di comunicare si risolve attraverso i nostri dialoghi interni. Come mai, nella vita di una persona, le relazioni prendono così tanto spazio e tempo?

Quello che fin da subito impariamo è stare in relazione, attraverso il rapporto con la propria madre noi impariamo a distinguere chi sono io e chi è l’altro e, crescendo impariamo a rispettare questa diversità. Impariamo a stare nel gruppo famigliare, nel gruppo scuola, nel gruppo scout, nel gruppo di basket, nel gruppo cinema ecc… e in tutte queste occasioni ci nutriamo di relazioni e ci definiamo sempre più come persone con delle passioni ed interessi propri.

Il gruppo, nella vita di ciascuno di noi, è un’esperienza preponderante, e come ho anticipato prima, da quando noi nasciamo ci ritroviamo inseriti un una famiglia, poi quando andiamo a scuola ci ritroviamo in una classe di altri 20 bambini, poi ci ritroviamo nei relativi gruppi legati allo sport e più cresciamo decidiamo di far parte di gruppi che rispondono alle nostre esigenze e ai nostri interessi.

Il gruppo a cui scegliamo di aderire, diventa una parte importante su cui si riflette la nostra persona.

Quando decidiamo di far parte di un gruppo, ci ritroviamo vicino a persone che ben o male hanno già qualcosa in comune con noi e, a seconda del senso di appartenenza che si crea, il gruppo prende forma e valore diverso.

Se mettiamo a confronto il gruppo della tombola della domenica pomeriggio e il gruppo di una squadra di calcio, possiamo già immaginare un affiatamento tra i membri diverso. Questo affiatamento dipende dalla natura del gruppo, dai suoi obbiettivi, dallo statuto, dalla modalità con cui si entra a farne parte ecc…

Il gruppo nella psicologia clinica

Immaginiamo che cosa avviene quando invece parliamo di gruppo nella clinica. Solitamente è formato da massimo 8 persone che hanno comunque una situazione, un disagio o un’esperienza comune. La risorsa principale del gruppo è il confronto con altre situazioni simili, con altri pensieri, con altri vissuti che permettono a chi partecipa, di ridurre quel senso di solitudine. Con l’auto di un terapeuta, si possono ascoltare le esperienze degli altri e trovare spunti interessanti da poter mettere a confronto e decidere di renderli propri. Si possono esprimere i propri vissuti, le angosce, le emozioni che la persona sperimenta.

Il gruppo si riunisce per scambiarsi esperienze ed emozioni e per aiutarsi reciprocamente ad affrontare il proprio disagio. Non è semplice parlare di se stessi, spesso il timore di non essere capiti ed ascoltati frena, ma i risultati delle ricerche condotte sui gruppi terapeutici, dimostrano che chi vi partecipa lo ritiene utile e sperimenta una riduzione della frustrazione dovuta alla sua situazione.

Le persone interagendo, creano dei legami attraverso il confronto e l’ascolto reciproco. Le relazioni che si instaurano nel gruppo favoriscono la vita del gruppo stesso e dall’altra parte ogni persona ne ricava una parte preziosa.

Il gruppo, quindi, offre contemporaneamente, sia un contenitore che un’esperienza. All’interno del gruppo si mette dentro la propria sofferenza, i vissuti e le emozioni, come se fosse un contenitore che da struttura all’esperienza raccontata dalle persone, allo stesso tempo si vive il “qui ed ora” creando nuove connessioni e nuove esperienze.

Ne consegue che i gruppi possiedono capacità curative che vanno ben oltre il superamento del senso di alienazione, dell’isolamento sociale e della possibilità di condividere il proprio disagio con altre persone.

Ogni partecipante si sente coautore di un processo terapeutico articolato, un perno importante che contribuisce alla crescita del gruppo e delle persone che vi fanno parte. Il gruppo non è la semplice somma degli individui che lo compongono, ma è l’insieme di storie, di emozioni e di significati a cui viene data una nuova forma.

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Scritto da

Dott.ssa Alice Fusaro

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