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L’effetto Dunning-Kruger: meno sappiamo di un argomento, più pensiamo di saperne

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Più siamo incompetenti su un argomento, più pensiamo di saperne: l’effetto Dunning-Kruger.

17 GIU 2019 · Tempo di lettura: min.
L’effetto Dunning-Kruger: meno sappiamo di un argomento, più pensiamo di saperne

Più siamo incompetenti su un argomento, più pensiamo di saperne: l'effetto Dunning-Kruger. Ne avete mai sentito parlare? Vi consigliamo di approfondire l'argomento leggendo quest'articolo!

L'effetto Dunning-Kruger è un tipo di bias cognitivo secondo il quale le persone credono di essere più intelligenti di quanto siano realmente. Di base, le persone con scarse capacità cognitive non hanno le competenze necessarie per riconoscere la loro stessa incompetenza. La combinazione di scarsa consapevolezza di sé con il basso livello cognitivo porta a sovrastimare le proprie capacità. Si tratta di un fenomeno che almeno una volta nella vita abbiamo provato tutti, magari a cena con familiari.

Durante il corso della serata ci siamo imbattuti in un familiare che si pavoneggia rispetto alla conoscenza di un argomento, affermando di avere ragione, mentre tutti gli altri hanno torto perché disinformati. Tuttavia, appare evidente a tutti che sta parlando di una cosa di cui non ha la benché minima idea. L'effetto di cui parliamo prende il nome di due psicologi sociali che lo hanno descritto, David Dunning e Justin Kruger. Attraverso uno studio, i ricercatori avrebbero trovato che soggetti che prendevano punteggi bassi a test di grammatica, logica e humor, tendevano a sovrastimare significativamente la loro prestazione.

Gli esiti reali dei loro test cadevano intorno al 12 percentile, mentre i soggetti si erano attribuiti un punteggio intorno al 62esimo percentile. Allo stesso tempo le persone che mostravano punteggi alti nella prestazione dei test, avevano una visione più realistica delle proprie capacità e conoscenze. Tuttavia, mostravano una tendenza a sottostimare le proprie competenze rispetto agli altri.

In un altro esperimento, Dunning e Kruger avevano chiesto ai a 65 partecipanti di valutare quanto divertenti fossero delle battute. Alcuni soggetti trovavano difficoltà a determinare cosa gli altri trovassero divertente, mentre altri si definivano dei veri e propri giudici di battute. Soggetti incompetenti non riportano solamente punteggi bassi, sono anche incapaci di valutare e riconoscere la qualità del loro lavoro. Non sono in grado di valutare il livello di competenza delle altre persone, che è parte della ragione per la quale si vedono come più capaci e preparati degli altri.

"Nella maggior parte dei casi l'incompetenza non porta nelle persone perplessità, disorientamento o cautela" dice David Dunning nell'articolo Pacific Standard. "Al contrario , gli incompetenti sono spesso pervasi da un senso di sicurezza".

Tale effetto ha un'influenza significativa sulle credenze, sulle decisioni e sulle azioni delle persone. In uno studio, Dunning e Ehrlinger hanno trovato che nonostante le donne avessero effettuato una performance ai quiz sulla scienza uguale a quella degli uomini, sottostimassero gli esiti della loro prestazione, ritenendo che avessero capacità di ragionamento scientifico inferiore agli uomini.

Queste donne avevano inoltre maggiore probabilità di rifiutarsi a prendere parte ad una gara scientifica. Quindi riassumendo le persone incompetenti tendono:

  • a sovrastimare il loro livello di competenze;
  • a fallire nel riconoscimento delle capacità effettive e competenze degli altri;
  • a fallire nel riconoscimento dei loro errori e della loro mancanza di capacità.

Articolo della dottoressa Maria Teresa Caputo, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Campania.

Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5836

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

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