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Le reti sociali incoraggiano l'uso di fumo e alcool tra i giovani

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Gli adolescenti vivono bombardati da tanti impulsi e notizie, ma quelle che più li influenzano sono quelle che vengono dai coetanei, specialmente sui social media.

10 APR 2014 · Tempo di lettura: min.
Le reti sociali incoraggiano l'uso di fumo e alcool tra i giovani
Quanto influiscono i social media sui comportamenti degli adolescenti? Cosa si dicono e come si influenzano gli uni con gli altri su temi come tabacco o alcool?

Gli adolescenti continuamente esposti alle foto degli amici che fumano o bevono visualizzate su Facebook e Myspace sono più propensi a fumare e bere, questa è la conclusione a cui sono arrivati un gruppo di ricercatori della University of Southern California (USC) il cui report è stato pubblicato sul "Journal of Adolescent Health”.

La vita off-line e on-line si influenzano a vicenda

Per compiere lo studio i ricercatori hanno analizzato 1.563 studenti delle scuole superiori della California, di un'età media di 15 anni, mettendo in relazione e studiando le loro reti di amicizie online e offline, il loro uso dei social media, il consumo di alcol e sigarette.Sebbene non ci sia un’omogeneità evidente fra le frequentazioni che si hanno on-line e quelle che si hanno off-line; si nota un rapporto di causa-effetto fra l'esposizione a fotografie che mostrano gli amici alle feste che bevono e fumano e l’incoraggiamento a questi comportamenti.

Una campagna social contro il consumo di alcohol e tabacco?

"L'evidenza suggerisce che il comportamento di amici online costituisce una valida fonte d’influenza tra pari", ha detto il principale autore dell’articolo, Grace C.Huang. Questo è un dato importante da conoscere giacché quasi la totalità degli adolescenti occidentali, con un’età compresa fra 12 e 17 anni, hanno accesso a Internet ogni giorno e che l’80% di essi usa internet per comunicare.

In un altro articolo “Exposure to Tobacco on the Internet: Content Analysis of Adolescents' Internet Use” pubblicato sulla rivista dell’American Accademy of Pediatrics non solo si analizzano le pagine web visitate da adolescenti studiando la frequenza di parole chiave quali fumare o tabacco in testi ed immagini, ma si suggerisce alla fine dello studio di creare una contro-campagna. Se non è possibile censurare i profili degli adolescenti sicuramente tramite gli stessi mezzi una vasta campagna anti-tabacco potrebbe raggiungere la stessa vastità di pubblico.

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Scritto da

Manuela Pirrone

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