Le emozioni sono contagiose

Cosa s’intende per contagio emotivo? Qual è la differenza con l’empatia?

4 SET 2017 · Tempo di lettura: min.

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Le emozioni sono contagiose

«Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che obbediamo a loro senza saperlo», (Vincent Van Gogh).

Non sempre è facile capire i sentimenti e le sensazioni degli altri. Eppure spesso, quando siamo in compagnia di altre persone, possiamo essere "contagiati" dalle loro emozioni. Rispondere a un sorriso, trasmettere il proprio entusiasmo agli altri, intristirsi vicino a una persona che non sta vivendo un buon momento…durante tutta la giornata possiamo essere influenzati dalle emozioni altrui. Questo fenomeno è conosciuto come "contagio emotivo" e, anche se non ce ne rendiamo conto, può avere un grande peso sul nostro umore.

Si tratta di una reazione innata che può presentarsi in maggiore o minore misura a seconda della sensibilità di ciascuna persona. Avviene attraverso un'imitazione spontanea, che avviene al di fuori della nostra razionalità, e che ci porta ad assumere emozioni simili a quelle degli altri.

Per questo, non bisogna confondere il contagio emotivo con l'empatia. Se quest'ultima ci porta coscientemente a prendere parte alle emozioni altrui, facendo uno sforzo per comprenderle, nel caso del contagio emotivo le emozioni altrui si "attaccano" addosso senza rendercene conto. L'empatia, invece, ha bisogno di auto-consapevolezza che ci permette di distinguere i nostri sentimenti da quelli dell'altra persona. In molti casi, si può essere in presenza di entrambi i fenomeni che ci aiutano a immedesimarci nei sentimenti altrui.

Come avviene il contagio emotivo?

Si tratta di un fenomeno interessante da studiare in quanto può creare reazioni inaspettate, provocando la diffusione sia di emozioni positive che di emozioni negative. Secondo gli studi di M. L. Hoffman anche i bambini, subito dopo la nascita, quando non sono ancora in grado di riconoscere in maniera netta gli altri e le proprie emozioni, vivono il contagio emotivo, non distinguendo le reazioni esterne da quelle interne. Ciò dimostra che il contagio emotivo non è una risposta di tipo sociale. Gli antropologi, infatti, affermano che si tratta di una reazione istintiva, presente anche in alcuni animali, che serve ad adattarsi all'ambiente circostante e a reagire in maniera corretta agli stimoli esterni.

David Goleman, nel suo libro "Intelligenza Sociale", studia il fenomeno del contagio sociale e spiega che, secondo gli ultimi studi neuroscientifici sulle interazioni fra le persone, esistono i cosiddetti "neuroni specchio" che ci connettono alle emozioni altrui e ai loro movimenti e li "riflettono" nel nostro cervello contagiandoci, pur non trovandoci nella stessa situazione dell'altra persona.

Il contagio emozionale, dunque, ha una grande importanza a livello evolutivo e a livello sociale, in quanto ci permette di entrare in una sorta di connessione involontaria con gli altri. Questo fenomeno può essere utile all'interno della comunicazione, ad esempio nel marketing, ma anche nella psicologia per poter capire meglio le emozioni dei pazienti. Esserne consapevoli è importante perché ci aiuta a comprendere i rapporti con gli altri e come possiamo influire su di essi in maniera positiva o negativa.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in relazioni sociali.

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