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L'ascolto psicologico

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'ascolto psicologico è un tipo di ascolto in cui possiamo essere liberi di dire di noi stessi, esplorando la storia che non abbiamo ancora detto.

5 NOV 2019 · Tempo di lettura: min.
L'ascolto psicologico

Nello studio dello psicologo si va per parlare. Perché proprio dallo psicologo? Sicuramente ci sono molte occasioni in cui parliamo delle nostre difficoltà. Lo facciamo con i familiari, con il partner, con gli amici. Sono momenti importantissimi e arricchiscono la nostra vita affettiva e relazionale. Tuttavia, spesso cerchiamo un dialogo diverso, una situazione diversa.

Lo studio dello psicologo offre sicuramente un contesto differente. Non tanto e non solo per quello che diciamo, ma soprattutto per come veniamo ascoltati.

Nello studio dello psicologo si crea la possibilità non solo di parlare, ma soprattutto di "dire". L'ascolto che riceviamo è libero dai preconcetti e dai pregiudizi che inevitabilmente si hanno nelle diverse relazioni. Possiamo non solo parlare di noi e delle difficoltà che ci affliggono, ma possiamo dire di noi, di ciò che è stata la nostra storia interna, di come abbiamo vissuto il nostro percorso di vita, spesso difficoltoso. Dire di noi significa recuperare le emozioni e i sentimenti che per qualche motivo rimangono chiusi e non detti. Significa mettere in parole quello che non abbiamo detto, talvolta neanche a noi stessi.

Per questi vissuti, per queste storie mai raccontate, serve un ascolto particolare. Serve un contesto di libertà emotiva in cui ogni vissuto ha la sua dignità di esistere e viene accolto come fondamentale. Questo è possibile se viene meno quel giudizio che spesso ci ostacola nell'espressione di noi stessi, facendo sentire "brutti" o "cattivi" o "inappropriati" certi vissuti.

L'ascolto psicologico si caratterizza proprio per l'assenza di tali giudizi.

Non c'è il "brutto" o il "bello": c'è la vita mentale di una persona che soffre e che non ha libertà di esprimersi. Ascoltare diventa allora un gesto di libertà, un accogliere tutto ciò che arriva e che vuole farsi sentire, magari da una vita intera. La mente prende delle "strade" diverse, mai percorse, fatte di ricordi, sogni, emozioni, associazioni libere.

La mente esce dai percorsi ben conosciuti per avventurarsi in regioni poco esplorate, colorate, talvolta buie, ma sempre nuove. Regioni di cui si sono sempre viste le indicazioni, che non sono state seguite perché non presenti sulla "mappa dei pregiudizi".

Ecco che l'ascolto psicologico non è solo un ascoltare "il problema", ma è ascoltare una persona che porta anche un problema. Ascoltarla significa aprirsi insieme a un lavoro di esplorazione di ciò che porta sofferenza, nell'idea che quel problema segnala la necessità di comprendere anche "altro", ossia ciò che la persona ha vissuto e che ha contribuito a dar luogo al problema. La persona e lo psicologo possono così essere liberi di dire, di nominare ciò che non è stato nominato, di parlare (finalmente) di tutta quella vita che vuole essere ascoltata. Una vita che se ascoltata in libertà può iniziare a esprimersi al di fuori delle "strade" conosciute, sicure, ma anche limitanti.

Articolo del dottor Luca Ricci, iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi della Toscana

Scritto da

Dr. Luca Ricci

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