L'ansia che stringe i denti: il bruxismo

Il bruxismo può avere cause fisiche o psicologiche. In particolare, situazioni di tensione emotiva, ansia e stress possono innescare un digrignamento dei denti: cosa fare?

12 DIC 2014 · Tempo di lettura: min.
L'ansia che stringe i denti: il bruxismo

La parola bruxismo deriva dal greco "brùko"= mordere, divorare, digrignare. Il bruxismo è definito come parafunzione, non essendo una funzione propria della bocca come deglutire, masticare o parlare. I muscoli masticatori si contraggono involontariamente, provocando un digrignamento non necessario dei denti.

Gli episodi si verificano sia di giorno che di notte, con una maggiore frequenza durante il sonno.

Quali conseguenza comporta?

Le ricadute fisiche del bruxismo non vanno affatto sottovalutate.

Con il passare del tempo i denti si usurano, rischiando di spaccarsi. La muscolatura masticatoria, notevolmente affaticata, produce indolenzimenti che possono ripercuotersi su collo, spalle e schiena, innescando ad esempio mal di testa e cervicalgia. Sul lungo termine possono verificarsi problemi posturali, dal momento che il corpo tende ad assumere posizioni in cui sente meno dolore possibile.

Da non trascurare inoltre il peggioramento della qualità del sonno: il dolore può essere tale da rendere difficile l'addormentamento o indurre frequenti risvegli. Un pessimo sonno peggiora la qualità della vita, aumentando irritabilità, stanchezza o sonnolenza durante l'arco della giornata.

Cause fisiche e psicologiche

Le cause del bruxismo possono essere di tipo fisico, come malocclusione o mantenimento di posizioni mandibolari scorrette.

I principali fattori sembrano però essere quelli di origine psicologica: il bruxismo aumenta notevolmente quando la persona vive condizioni di tensione emotiva, affaticamento, ansia e stress. Possiamo perciò affermare che si tratta di una modalità con cui il corpo esprime un disagio psichico, un modo per scaricare le tensioni.

Quale cura?

Per un intervento efficace sul bruxismo bisogna tenere conto dei livelli fisico e psichico di questo problema.

Per una diagnosi corretta è importante consultarsi con il dentista, che valuterà per prima cosa la presenza di cause fisiche. A seconda dell'entità del problema può suggerire l'impiego notturno di un "bite" (una placchetta protettiva che evita lo sfregamento tra i denti e aiuta la mandibola a posizionarsi in maniera adeguata).

Il dentista stesso può aiutare il suo paziente a capire quanto il suo problema possa avere un'origine psicologica, per esempio facendolo riflettere sulle circostanze in cui si ritrova a stringere i denti.

In alcuni casi può essere sufficiente allentare un po' i ritmi di una vita troppo frenetica: apprendere qualche tecnica di rilassamento può rivelarsi molto utile.

In altre situazioni può esistere un disagio più profondo da trattare, come ad esempio in disturbo d'ansia. Consultarsi con uno psicologo può essere utile per identificare le cause del problema e a trattarlo in maniera specifica a seconda delle situazioni.

Scritto da

Dott.ssa Caterina Laria, Psicoterapeuta

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