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L’alimentazione nel bambino: mangiare è un processo naturale come fare a mantenerlo tale

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'alimentazione del bambino ha sempre creato preoccupazione nei genitori, soprattutto quando non segue un andamento lineare. Nell'articolo vengono dati alcuni suggerimenti utili.

1 LUG 2019 · Tempo di lettura: min.
L’alimentazione nel bambino: mangiare è un processo naturale come fare a mantenerlo tale

L'alimentazione nel bambino: mangiare è un processo naturale come fare a mantenerlo tale

Mangiare un atto così semplice e quotidiano, indispensabile per la vita, non soddisfa solo un bisogno fisiologico, ma soddisfa insieme infiniti altri bisogni che hanno un'uguale importanza, come il contatto fisico.

Nelle prime ore di vita il bambino può sperimentare sicurezza, amore, calore e cibo, nella relazione che nasce con le figure di attaccamento, tutto ciò favorisce l'instaurarsi di quel rapporto speciale di fiducia reciproca che porta spesso la madre a fidarsi dei messaggi che egli invia, e delle sue capacità di autoregolarsi come accade nell'allattamento a richiesta.

Può capitare però che questa fiducia, ad un certo punto della crescita del bambino, venga a mancare, egli non è più padrone di decidere quando e quanto vuole nutrirsi, in quanto anticipato dall'intervento degli adulti presenti attorno a lui. Per tutti i bambini i cambiamenti rappresentano un momento critico: es. imparare ad allungare gli intervalli delle poppate per esigenze familiari, o stare solo nel suo lettino per imparare ad addormentarsi ecc. tutte situazioni stressanti che hanno una caratteristica comune: gli sono state imposte. La stessa cosa può accadere per l'alimentazione, con l'introduzione dei cibi e le richieste dell'adulto di seguire orari e dosi precise.

I genitori possono avvertire la pressione dell'ambiente che li circonda: diviene allora facile preoccuparsi quando il bambino non mangia come mangia il bambino della nostra amica, o non gradisce il menù del pediatra.

Questo articolo è dedicato a tutte le mamme e a tutti i papà che vivono il momento dei pasti con ansia, se non con una vera e propria paura, e che sognano che il loro bambino mangi tutto quanto, ma anche ai bambini che sognano di passare piacevolmente e curiosamente le ore dei pasti, come hanno potuto fare nei primi giorni di vita.

L'obiettivo è rassicurare i genitori sul loro operato e allo stesso tempo informare su com'è possibile prevenire un vero e proprio disagio.

Nel mondo occidentale ci si trova dinnanzi ad una abbondante quantità di cibo che si accompagna all'emergere di importanti malattie legate al modo di alimentarsi, come l'obesità da un lato e i disturbi alimentari dall'altro. Possiamo vivere qs condizioni come lontane dalla nostra esperienza da un lato, dall'altro è indispensabile sapere che esse sono il risultato di condizionamenti o carenze dell'ambiente in cui viviamo, quindi delle relazioni che in primis instauriamo coi nostri cari. Detto ciò, è possibile fare qualcosa di utile per i nostri figli insegnando loro ad avere fiducia nelle loro sensazioni di fame e sazietà, come anche nei loro gusti, ed imparare noi per primi a capire e rispettare i segnali che in questo senso ci vengono inviati. Mettere in pratica questo significa crescere figli felici e fiduciosi in se stessi e negli altri. Attraverso quest'occasione con loro possiamo migliorare noi stessi: imparando ad ascoltare e ad accettare i loro bisogni, così come dovremmo fare con i nostri. Gli studi sottolineano che ciò che regola l'ingestione di cibo è l'appetito; questo ci porta a ritenere che almeno i bambini mangiano in modo adeguato ai loro bisogni. Ogni specie animale ha delle preferenze alimentari determinate geneticamente. L'uomo non è un'eccezione a meno che non intervengono fattori sociali e culturali; nei bambini non sono presenti idee preconcette di quanto e quando mangiare. Loro non conoscono le raccomandazioni del pediatra, e non sanno neppure quello che mangia la bimba della nostra vicina di casa che magari è senza fondo, per questo per loro è difficile accettare le regole rigide che vogliamo loro imporre.

1°) Il bambino non cresce perché sta mangiando, ma mangia perché è in crescita. La taglia finale che raggiunge una persona adulta dipende principalmente dai suoi geni e solo in parte dalla sua alimentazione. I genitori alti tendono ad avere figli alti. Ma la velocità di crescita dipende dall'età e solo per un po' dai geni. Ad es. durante l'adolescenza si cresce di più che nella prima infanzia, tuttavia il nostro periodo di crescita più veloce lo abbiamo vissuto nel ventre materno.

2°) Spesso i problemi e le preoccupazioni hanno inizio quando il peso del bambino è troppo basso. Sembra che se per strada incontriamo delle persone che pesano 55Kg e altre che ne pesano 100 kg, non è per noi un problema, quando invece il nostro bambino a pochi mesi o qualche anno deve per forza pesare quel tanto che è previsto dalle curve ponderali. Perché è così duro accettare la differenza di peso e altezza nei nostri figli?

Dovrebbe rassicurarci il sapere che non tutti i bambini crescono allo stesso ritmo. Ecco allora qualche suggerimento utile da adottare nell'ora dei pasti e qualche informazione su cosa è importante evitare:

COSA FARE:

* mangiate assieme: in un clima piacevole e sereno, senza affrontare le preoccupazioni per evitare di far associare i momenti dei pasti con situazioni di tensione.

* Coinvolgetelo, nella preparazione della tavola, nel cucinare e nello sparecchiare. In questo modo si crea un clima d'appartenenza, e lo si aiuta a divenire responsabile attraverso il rispetto delle regole.

* Prendete sul serio le sue richieste e rispettatele. Non costringetelo per es. a finire il piatto. Anche quando un gusto non gli piace non bisognerebbe fare delle pressioni. Ognuno ha i suoi gusti, col tempo imparerà ad apprezzare nuovi cibi.

La fame e la sazietà variano da persona a persona e bisognerebbe prenderne atto.

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* Dategli la possibilità di riconoscere qs segnali e quindi di conoscere se stesso.

* Trasmettetegli il piacere di fare sport e movimento, organizzando attività per il tempo libero. Il movimento fa bene alla salute e dovrebbe essere promosso già da piccoli.

* A molti bambini piacciono i dolci o i cibi dei fast food, i divieti assoluti non servono e al contrario promuovono un'alimentazione fatta di nascosto. È utile invece stabilire quando e quanto può mangiare questi cibi.

* Siate vari nell'alimentazione, sostenendo sempre i gusti personali. La maggior parte dei bambini ha delle fasi in cui predilige un alimento specifico, per cui tenendo conto dell'importanza di un'alimentazione equilibrata, una certa elasticità è assolutamente permessa. Ricordate che funzionate soprattutto come un MODELLO:

Può esservi utile pensare a:

- Che significato ha per voi mangiare?

- È un piacere o serve a calmare la fame?

- Usate il cibo come premio o dimostrazione d'affetto?

- Questo ultimo comportamento può portare in età adulta ad usare il cibo come consolazione determinando un'alimentazione disfunzionale.

COSA EVITARE:

Da evitare le distrazioni (aerei e pupazzi), le preghiere (ti prego fallo per me), le minacce (se non mangi tutto non vai a giocare), i paragoni (guarda tua sorella come mangia), le promesse (se finisci tutto ti porto al parco), i commenti sull'aspetto fisico (guarda come sei magra sembri uno scheletro).

A COSA FARE ATTENZIONE:

- se il peso e la crescita in altezza subiscono un arresto significativo e duraturo nel tempo.

- se il bambino diventa introverso e si ritira in se stesso

- se ha difficoltà ad addormentarsi, o ad eseguire attività che richiedono concentrazione - se rifiuta il cibo per un periodo di tempo prolungato

- se non vuole più giocare o eseguire attività che richiedono un impegno fisico.

- se mangia di continuo, anche appena ha terminato un pasto e si rileva un progressivo aumento di peso.

In questi casi è meglio parlarne con uno specialista.

Scritto da

Dott.ssa Melis Lorella

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