L'adolescenza ai tempi del Covid19

Diventare adulti è difficile, oggi ancora di più, il mondo appare caotico e instabile. La pandemia da Covid19 costringe gli adolescenti a restare isolati, le esperienze sociali sono limitate

6 MAG 2020 · Tempo di lettura: min.
L'adolescenza ai tempi del Covid19

Diventare adulti è difficile, oggi ancora di più: l'adolescente si ritrova solo nella propria camera, nello spazio personale limitato e isolato; in quarantena obbligata. L'attuale pandemia globale da Covid19 costringe diversi adolescenti a rallentare quantomeno la propria vita sociale. L'adolescente è in procinto di affrontare compiti evolutivi importanti: la separazione simbolica dalle figure genitoriali, l'abbandono dell'infanzia e della fanciullezza, sperimenta cambiamenti importanti nel corpo e nella mente. Si appresta ad entrare nel mondo adulto, poco rassicurante e stabile in questo momento storico. La crisi degli adolescenti appartenenti al mondo occidentale sembra speculare alla crisi degli adulti, entrambi ricercano se stessi in un mondo di ansie, preoccupazioni e frustrazioni. I ragazzi non riconoscono più gli adulti come portatori di regole, limiti, e capacità d'ascolto. Non si sentono affatto compresi e considerati dai genitori, l'indifferenza oppure all'opposto un'eccessiva conflittualità, sembra regnare sovrana in famiglia.

Racconta un adolescente

"Gli adulti sono spaventati da questa adolescenza, si certo sento anch'io dei cambiamenti ad esempio nel corpo, poi esco un po' di più con gli amici, il rapporto con i miei genitori è cambiato, me ne rendo conto, ascoltano di più il mio parere, anche se fanno poi sempre di testa loro. Bella fregatura! E poi dicono che l'adolescenza è il periodo più bello della vita...ma dove?" (M.18 anni)

In questa fase di vita emergono una quantità infinita di discussioni e litigi, l'adolescente ricerca il conflitto, lo scontro, la polemica per crescere e vivere il senso del limite. Il conflitto, pero' non è sempre negativo, è possibile avere punti di vista diversi ed andare comunque in accordo o disaccordo mantenendo il reciproco affetto. I rapporti si modificano, diventano paritari e reciproci, il genitore deve rinunciare al controllo e al potere sul figlio che aveva durante l'infanzia.

D'altra parte gli adulti vengono messi duramente alla prova, continuamente in discussione; spesso coesistono resistenze dei genitori ad accettare l'indipendenza dei figli. I genitori vivono i cambiamenti come una minaccia o un allontanamento definitivo dell'adolescente. Gli adulti temono di perdere la relazione affettiva; del resto l'adolescente abbandona l'opinione infantile che i genitori siano perfetti e infallibili e inizia a metterli in discussione, perde fiducia in modo severo e marcato quando gli adulti presentano incoerenze e mancanze.

Racconta una ragazza

"Ormai mi sono rassegnata, i miei sono fatti cosi e non li posso cambiare, certe volte per andare d'accordo, per evitare discussioni, gli dico quello che vogliono sentirsi dire, così sono tranquilli ed io ottengo quello che voglio. Devo pur sopravvivere all'ansia dei miei genitori..." (S. 16 anni).

Gli adolescenti vivono comunque i genitori come un importante punto di riferimento, soprattutto in questo periodo di disorientamento. Il genitore svolge un compito importante nell'aiutare l'adolescente a gestire le ansie e le angosce di morte. La funzione del padre è altresì importante per dare regole definite e certe e per assumersi la responsabilità della vita anche difronte alla morte incombente e drammatica.

Di certo occorre aspettarsi molteplici cambiamenti, soprattutto nella relazione, di conseguenza la presenza dell'adulto come base sicura è fondamentale.

Scritto da

Dr.ssa Donatella Costa Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 03/4277

Psicologa clinica specializzata in counseling, svolge la professione con impegno e serietà mediante continui aggiornamenti e supervisioni da diversi anni. Utilizzando frequentemente la tecnica del counseling, scarica emozioni negative, ridimensiona il problema, individua strategie. Ha inoltre una formazione specifica in psicosessuologia con master in strategica breve.

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