L'ABC dell'ansia: conoscerla per combatterla

Sono molte le persone che soffrono di ansia, eppure non tutte ne sono consapevoli e ne riconoscono le molteplici manifestazioni. In questo articolo propongo una chiara guida per riconoscerla

23 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.
L'ABC dell'ansia: conoscerla per combatterla

Molte persone, in questo momento, si trovano a vivere in uno stato di oggettiva difficoltà e fatica. L'incertezza del futuro, le preoccupazioni economiche e familiari possono facilmente procurare una sensazione di impotenza e paura rispetto ad un domani inconoscibile e minaccioso. Proprio l'impossibilità di potersi prefigurare il futuro, in tanti suoi aspetti salienti, è una situazione a cui non siamo molto abituati e che non costituisce una condizione di norma: per questo siamo destabilizzati e lasciati in uno stato di confusione e angoscia.

È quindi frequente sperimentare in modo intenso e pervasivo, anche per la prima volta, profondi stati di ansia.

Innanzitutto: che cos'è di preciso l'ansia?

Uno stato di ansia è una percezione psico-fisica che nasce in risposta ad uno o più eventi avvertiti come minacciosi. Il nostro organismo, proprio per sopravvivere ai pericoli, attiva infatti un sistema di allarme interno che genera uno stato di stress percepibile tanto nella mente quanto nel corpo. Lo stress non è sempre una risposta negativa, poiché esso è fondamentale per adattarci nel modo migliore all'ambiente e procura in noi una serie di vantaggi utili, come ad esempio: un maggiore stato di allerta, una più efficace attenzione focalizzata agli stimoli, una migliore predisposizione ad attuare risposte rapide. La capacità dell'organismo di attivarsi in risposta all'ambiente, per riuscire a farvi fronte, è una condizione indispensabile per la sopravvivenza: l'uomo non avrebbe potuto vivere nella savana, in mancanza di un sistema d'allarme (lo stress) capace di mantenerlo pronto a rispondere a qualsiasi pericolo. Questo sistema è infatti responsabile della nostra risposta di attacco e fuga. L'ansia è quindi una condizione psico-fisiologica (diversa dalla paura) che può insorgere come risposta ad uno stress e che procura una serie di cambiamenti nel nostro organismo, sia a livello fisico che emotivo. Sperimentare certi livelli di ansia è dunque una risposta naturale all'ambiente e non sempre costituisce un elemento negativo; tuttavia, se i livelli d'ansia sono troppo pervasivi richiedono la nostra attenzione.

A causa della situazione presente, che costituisce un'indubbia fonte di grande stress, la maggior parte degli individui possono sperimentale elevati livelli di ansia che non sono tuttavia patologici.

Risulta quindi normale ed anche atteso che il nostro sistema corpo-mente reagisca a questa situazione facendoci sperimentare stati di ansia, più o meno elevati.

È possibile che molte persone, tuttavia, facciano fatica a riconoscerli e a comprendere che cosa gli stia succedendo, per questo è importante fare chiarezza.

Qui di seguito spiegherò come l'ansia si manifesta nei suoi sintomi più tipici, perché il primo passo per contrastarla è indubbiamente riconoscerla. Se riusciamo a dare un nome a ciò che ci crea disagio, infatti, lo rendiamo pensabile e, di conseguenza, possiamo intervenire ed attivarci per farvi fronte. Risulta infatti difficile tenere sotto controllo qualcosa che non si conosce.

I tre livelli di manifestazione

Innanzitutto, l'ansia si manifesta su tre livelli tra loro interdipendenti, ossia nei pensieri, nelle emozioni e nel corpo. Questi livelli non sono scindibili tra loro, poiché si influenzano reciprocamente in modalità che esulano dal nostro controllo cosciente. Vediamoli insieme nel dettaglio. Cosa avviene a livello emotivo?

Cambia la qualità di emozioni che sperimentiamo e, in particolare, divengono preponderanti le emozioni negative che riguardano la paura e l'allarme, spesso connesse a pensieri pessimistici, ed in contemporanea possiamo denotare un aumento dello sconforto e della rabbia. Può accadere che durante la giornata ci sentiamo costantemente preoccupati, anche per fatti che normalmente non ci generano preoccupazione: questo ci può dare la sensazione di avere continuamente i nervi a fior di pelle. In certi momenti, specialmente con l'arrivo della sera e delle ore notturne, può succedere che ci sentiamo travolgere dall'ansia, anche senza un motivo, e che le emozioni negative prendano il sopravvento, impedendoci di rilassarci e prepararci per dormire. Accanto a questo, è frequente accorgersi di essere più suscettibili e irritabili del solito: ci potremmo infastidire più facilmente, anche per stimoli minimi, reagendo ad essi con un eccesso di aggressività o di apprensione. Cosa avviene a livello di pensiero?

L'ansia riesce ad alterare la nostra capacità di pensare in maniera fluida, lucida ed efficiente. È infatti molto comune essere facilmente distraibili ed accorgerci di non riuscire a mantenere la concentrazione a lungo; talvolta possiamo avere dei veri e propri vuoti di memoria. Una sensazione che in molti sperimentano è quella di essere in un cortocircuito, come "incastrati" in quell'insieme di pensieri che ci fanno tornare continuamente al problema: diviene difficile togliersi alcuni pensieri fissi e poter pensare con chiarezza e lucidità. Talvolta può succedere che la nostra mente ci sembra accelerata, fuori controllo, sommersa in un loop di pensieri negativi e catastrofici che si autoalimentano. Quando diviene eccessiva, è comune sperimentare una sorta di paralisi del pensiero, che blocca la persona nel rimuginio, lasciandola in una condizione di congelamento cognitivo e togliendo spesso le capacità creative e di risoluzione dei problemi. Cosa può succedere nel corpo o nell'equilibrio psicosomatico?

Accanto ai sintomi sul fronte emotivo e del pensiero, cambia la fisiologia del nostro corpo in modo percepibile e l'intero equilibrio corpo-mente ne risulta compromesso. Innanzitutto possiamo sentirci tesi e ipervigili, in uno stato di continua allerta: la conseguente tensione muscolare può provocare rigidità, tremori e dolori accentuati in certi punti del corpo (tipicamente mal di collo, mal di schiena, mal di testa). A livello cardiaco e respiratorio potremmo accorgerci di avere un'accelerazione del battito e del respiro (che può divenire affannoso), di avere tachicardia, palpitazioni ed il fiato corto. A causa degli elevati livelli di allerta costante, anche il delicato equilibrio del sonno può risultare alterato: in particolare possiamo metterci più tempo e più fatica per addormentarci, oppure il sonno può essere disturbato e irrequieto, con il risultato che non godiamo di un sufficiente riposo. Una delle conseguenze principali di questo sta nella sensazione di essere costantemente stanchi e affaticati di giorno. Accanto alle alterazioni del sonno, possono esserci anche delle variazioni nel nostro appetito.

In considerazione della pandemia in atto, l'ansia è un vissuto molto comune. Se dovessimo accorgere di avere alcuni di questi sintomi, non significa che c'è qualcosa che non va in noi, tutt'altro: questi sintomi ci dicono che siamo delle persone normali che reagiscono in modo naturale ad una situazione che è obiettivamente critica. Dobbiamo infatti ricordarci che l'ansia nasce come una reazione di adattamento al pericolo, perché ci consente di attuare delle risposte di difesa. Questi sintomi ci indicano, dunque, che corpo e mente stanno rispondendo alla crisi, si mobilitano per farvi fronte. Quando dobbiamo preoccuparci, allora? Quando gli stati di ansia diventano così pervasivi, invadenti e acuti da non lasciare spazio ad altro nella nostra mente, da compromettere il nostro lavoro, la nostra sfera relazionale e più in generale la nostra vita e la possibilità di sperimentare emozioni positive. Se l'ansia si manifesta nella maggior parte della nostra giornata, quasi tutti i giorni, questo è un importante campanello di allarme che deve invitarci ad intervenire. Vista la straordinarietà del momento, questo può succedere con frequenza elevata e può capitare a chiunque. Cosa fare in questi casi?

1. Risulta importante non mettere in atto dei meccanismi di negazione rispetto a quanto ci sta succedendo, poiché sperimentare degli stati di ansia è una reazione normale e comune in questo periodo. Nasconderla sotto il tappeto non potrà che aumentarne la portata ed il potere che ha su di noi.

2. Parliamone: diamo parola e voce questo "mostro" che ha preso il sopravvento, affinché divenga più affrontabile e non navighi più nelle parti nascoste della nostra mente. Tradurre le nostre emozioni ed i nostri pensieri in parole è cruciale per riuscire a dominarli.

3. Prendiamo contatti con un professionista della salute e chiediamo aiuto. Gli stati di ansia che non vengono trattati per lungo tempo rischiano di portare gravi conseguenze sulla nostra salute psico-fisica: attuare un intervento tempestivo è quindi importante anche per prevenire un peggioramento della nostra condizione.

4. Con la guida di un esperto del settore adeguatamente formato, è possibile avvicinarci pian piano alle tecniche di rilassamento, tra cui gli esercizi di respirazione, la mindfulness o il training autogeno. Il professionista saprà valutare quale di queste tecniche possono esserci più utili e guidarci in un percorso che ci aiuti a gestire meglio di stati di ansia e ad acquisire una maggiore consapevolezza dei nostri stati mentali.

5. Accanto a questo può essere opportuno adottare delle abitudini sane che possano aiutarci nella regolazione degli stati di agitazione psico-somatici, nelle oscillazioni e alterazioni del tono dell'umore. Tra di essi primariamente l'attività fisica regolare, le camminate all'aria aperta e, possibilmente, il contatto con la natura (viali alberati, parchi, giardini condominiali o qualsiasi luogo che ci sia accessibile in questo periodo). Aggiungere delle abitudini sane e regolari può essere uno strumento di regolazione psico-fisiologico dallo straordinario impatto, specialmente se associato ad altri tipi di intervento come quello di un professionista.

Il primo e più importante passo che possiamo fare per prenderci cura di noi stessi è quindi riconoscere ciò che ci succede: comprendere e gettare luce sulle nostre sensazioni è infatti una premessa indispensabile per riuscire a dominarle, anche grazie al giusto supporto.

Scritto da

Cristina Paschina

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