Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

La violenza nella coppia

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Un articolo tratto da una conferenza ce ho tenuto sulla violenza all'interno della coppia.

11 OTT 2018 · Tempo di lettura: min.
La violenza nella coppia

"Molti di noi temono più gli estremi del piacere, della gioia e dell'amore, molto più dell'odio, dell' angoscia e della disperazione" (Skynner, 1982).

Sembrerà strano infatti, ma le emozioni negative ci legano in modo sicuro al terreno, ci aiutano a sentirci chiaramente definiti perché sono familiari, ripetitive, conosciute, mentre le emozioni positive ci incoraggiano ad abbandonare noi stessi e minacciano il cambiamento e la crescita.Gli psicologi evolutivi hanno identificato due strategie secondarie organizzate per stabilire la vicinanza con il caregiver; ad esempio i genitori dei bambini con stile di attaccamento insicuro evitante tendono ad allontanare, negare o minimizzare il significato dell'attaccamento qualche volta anche in modo crudele e svalutante. Questo tipo di genitori solitamente rispondono al sistema di attivazione dell'attaccamento del bambino disattivandosi a livello comportamentale ed emotivo. Al contrario i genitori dei bambini con attaccamento insicuro ambivalente-ansioso rispondono al sistema di attaccamento del figlio producendo relazioni invischiate, ambiguità, ipercoinvolgimento emotivo. In questo caso l'attaccamento del bambino risulta essere confuso, arrabbiato e impaurito.Quando si parla di stili o di tipologie di attaccamento, bisogna anche pensare che possono essere "rinforzati"dalla cultura in cui si vive.

Le problematiche psicologiche dovrebbero essere viste infatti su vari livelli, non solo quello intrapsichico, ma anche familiare, sociale e culturale.Se prendiamo ad esempio il livello culturale, è necessario sapere che un tempo la violenza nel matrimonio era anche una questione politica e sociale. Apparteniamo ad una cultura che fino a poco tempo fa (ma anche adesso in maniera forse più subdola) ha anteposto gli interessi degli uomini su quelli delle donne, definendo le donne come proprietà degli uomini e giustificando tutte le forme di violenza maschile in casa. La violenza sulle donne di cui tanto si parla c'è sempre stata, non se ne parlava, perché erano "questioni private" della famiglia e tantissime donne, considerando questo tacito assenso, sono state abusate e persino uccise senza che nessuno facesse poi di fatto qualcosa; la differenza è che adesso se ne parla, fin troppo, si fanno fior fiore di trasmissioni televisive e di solito i partner assassini si mettono in galera.

Non succede questo in altre culture dove la violenza sulle donne è ampiamente accettata.Secondo alcune importanti ricerche la violenza è altamente correlata al tipo di attaccamento disorganizzato; brevemente spiego che il tipo di attaccamento disorganizzato è il più grave e corrisponde spesso a patologie psichiatriche quali la schizofrenia, la psicosi e a gravi disturbi di personalità come il disturbo narcisistico di personalità, la psicopatia, la sociopatia, il disturbo borderline di personalità.L'attaccamento di tipo disorganizzato rappresenta uno stato della mente del bambino che può essere ben illustrato dai bambini vittime di abusi (fisici, sessuali, psicologici) perpetuati da coloro che dovrebbero prendersi cura del figlio/a. Il sistema di attaccamento è innato in tutti noi e porta il bambino verso il genitore, tuttavia quando il genitore è anche l'abusante questa persona è anche temuta; questo dilemma fa andare il sistema di attaccamento del bambino in "tilt" ed è il fulcro dell'attaccamento disorganizzato, cioè un collasso di qualsiasi strategia coerente per affrontare l'ansia.Non è difficile trasferire questo dilemma interiore all'interno del contesto di un matrimonio e di un rapporto di coppia, quindi il legame tra stati mentali disorganizzati e il comportamento violento è molto forte. Un'importante capacità dell'essere umano è la MENTALIZZAZIONE.

Che cos'è la mentalizzazione? La mentalizzazione è la capacità di riflettere sul proprio stato mentale al fine di conoscere la natura dell'esperienza, in relazione agli altri, cioè saper riconoscere gli stati mentali degli altri e i propri, pur mantenendo il confine tra sé e gli altri per un sano sviluppo psicologico.L'associazione tra mentalizzazone, gli stati irrisolti e disorganizzati e la violenza segue tre stadi:1) il primo stadio valuta le tendenze per gli individui che hanno sperimentato un forte trauma, questo inibisce la loro capacità di mentalizzazione, ad esempio i bambini che sono stati maltrattati sono portati a giudicare sé stessi come colpevoli, non degni d'affetto e meritevoli di maltrattamenti e non solo, la cosa agghiacciante che per preservare un genitore come "buono" è necessario per il bambino adottare la veste di "cattivo"; tuttavia colui che ha effettuato l'abuso viene ancora amato e cercato dal bambino, in queste circostanze le opzioni possono essere limitate al ritirarsi in un mondo privato (fantasticare continuamente) o a perdersi nel mondo di colui che ha perpetrato l'abuso (diventare abusante).

Nessuna di queste due opzioni porta allo sviluppo di un sé autonomo e riflessivo (deficit del pensiero).2) Il secondo stadio connette un deficit nella mentalizzazione al comportamento violento; gli individui con un limitato senso della loro identità si possono sentire meno responsabili delle loro azioni, possono fallire nel considerare le conseguenze psicologiche di quelle azioni sugli altri, e in estremo possono ridurre gli altri ad oggetti attraverso la loro incapacità di tenere in mente le altre persone. Non c'è quasi limite a questo tipo di comportamento a causa dell'assenza d'identificazione con l'altro, tipico dei sociopatici, psicopatici, personalità narcisistiche gravi, antisociali, borderline.3) Il terzo stadio riguarda persone dove i ricordi traumatici,la paura dell'abbandono e abusi vari, possono causare una reazione dissociativa nella quale gli elementi che spaventano vengono espulsi fuori dal sé e proiettati e controllati negli altri.Molte persone che si vedono nei nostri studi, in analisi, piuttosto che considerare sé stessi come bambini abbandonati, maltrattati, abusati, credono fondamentalmente di essere stati difettosi, meritandosi totalmente il rifiuto che hanno vissuto nel passato e che adesso stanno riproponendo nel loro matrimonio. Sono scappati da un mondo che secondo loro li rifiutava giustamente per finire in un altro mondo, quello del matrimonio, dove vengono di nuovo "giustamente" rifiutati, maltrattati, abusati. Questi "giochi" di coppia permettono di trattarsi non come persone ma come "oggetti" perché sono la riproposizione di "oggetti interni". Questo accade sovente nella categoria della relazione oggettuale narcisistica dove il dramma sado-masochistico viene messo in scena nei ruoli dettati dal loro mondo interno condiviso.

Scritto da

Dott.ssa Tosi Claudia

Lascia un commento

ultimi articoli su violenza di genere