La vergogna nei giovani adulti

Il senso di vergogna nei giovani adulti: una emozione complessa, una sfida per i giovani che si affacciano al mondo universitario e di lavoro

30 GEN 2018 · Tempo di lettura: min.
La vergogna nei giovani adulti

La vergogna

La vergogna è una emozione che riguarda la valutazione del raggiungimento – fallimento delle proprie azioni rispetto a modelli e criteri socio determinati.

E' così detta "una emozione complessa" in quanto ha a che fare con la percezione del sè e della relazione con l'altro, in primis il genitore accudente.

Tutti proviamo vergogna, fin da bambini: per quello che si fa o on si fa, per quello che si è o non si è, per quello che si ha o non si ha,

Si può provare vergogna inoltre per qualcosa del passato, del presente e del futuro: essa ha sempre a che fare con un altro, altro da sé, persona, pensiero o immagine.

Quando si prova vergogna, ci si imbarazza, si distoglie lo sguardo, gli occhi si abbassano, la postura diventa. La sensazione è quella di essere trasparenti: tutti vedono, giudicano, male.

Un senso di vergogna può diventare un problema relazionale se associato, per esempio, a una bassa stima di sé: le relazioni con le altre persone possono diventare faticose da sostenere. L'altro è sempre più bravo, più capace, più sul pezzo: l'altro è più adeguato. Di contro chi si vergogna si vive e si sente inadeguato e abbraccia senza senso critico il punto di vista dell'altro. Vi si immedesima. Non lo mette in discussione. Ci dipende.

Ci sono giovani ventenni che si affacciano alla vita universitaria – lavorativa con questo tipico sguardo sull'altro che è sempre a posto, perfetto, giusto: da adolescenti si è vissuto, provato e nella maggior parte superato il senso di vergogna nei confronti del gruppo dei pari. È stata per molti "una iniziazione alla gestione delle vergogna". Il mondo accademico e lavorativo può spesso rappresentare un altro scoglio alla sperimentazione delle vergogna: davanti a un docente, un collega, un capo ci si riconfronta con l'aspetto valutativo del raggiungimento o fallimento della propria azione.

E qui che si gioca la partita vera alla gestione della vergogna: è possibile sostenere lo sguardo altro? Esso è pericoloso oppure provoca solo? È affrontabile? Da dove ha origine?

Queste le domande che interrogano molti percorsi di aiuto ai giovani adulti che molto spesso chiedono aiuto a dei professionisti per problemi legati alla stima di sé, a un fortee invalidante senso di vergogna associato a problemi di apprendimento e concentrazione allo studio universitario.

Scritto da

Dott.ssa Cristina Fumi

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