La testimonianza..un peso incombente nell'esperienza di coppia

Le emozioni negative spesso sono legate a determinati contesti interpersonali ma non è semplice riconoscerci in questa trappola. Questo articolo è uno spunto di riflessione per ognuno di noi

15 SET 2015 · Tempo di lettura: min.

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La testimonianza..un peso incombente nell'esperienza di coppia

Ognuno di noi è portatore della sua testimonianza. Il fatto di essere l'adulto che sono oggi, testimonia ciò che sono stato da bambino. Quello che avviene non è però così semplice e non è direttamente proporzionale!

Nella mia pratica clinica ho spesso notato come il primo atteggiamento del paziente fosse quello di chiusura rispetto alla propria infanzia, quasi come a non voler scoperchiare le pentole! Molte volte la richiesta è: " Ma non possiamo parlare di oggi? Perché rinvangare il passato? Se ho un problema di intimità con mia moglie/marito, che c'entrano mia madre e mio padre?"

Caso clínico:

Tina, 30 anni , sposata con Alberto , 33 anni.

Vivono una storia decennale, la loro convivenza è antecedente di qualche anno al matrimonio. Entrambi lamentano un'intimità poco gratificante; lei per la mancanza di spontaneità; lui per la scarsa frequenza. Durante il corso delle sedute emergono bisogni inesplorati e desideri non consapevolizzati in entrambi. " Ogni volta che facciamo l'amore ho il terrore che lei mi chieda di non usare il profilattico" ammette Alberto esasperato.

A queste parole Tina scoppia in un pianto liberatorio..

Negli incontri successivi Tina e Alberto mi dicono che durante la loro convivenza decisero di sposarsi per definire la loro relazione anche da un punto di vista legale.

Le divergenze fra i coniugi e le loro radici

Nella "definizione" del loro legame c'era un forte investimento da parte di Tina : finalmente poteva sentirsi libera di diventare mamma e di formare una famiglia. Per Tina il matrimonio rappresenta un contenitore importante, un recipiente all'interno del quale poter riporre ogni desiderio. Per Alberto il matrimonio non aveva lo stesso significato, quindi ammise di aver sposato Tina solo per accontentarla, a lui non sarebbe cambiato nulla! Perciò, mentre per Tina il matrimonio era desiderio di cambiamento, per Alberto era un "dono".

Alberto non si era mai reso conto di aver pensato al suo matrimonio come un regalo alla moglie.

Un dono è un dono! Che a me piaccia o meno; so che il destinatario del regalo ne sarebbe felice, perciò non ha a che fare con i miei gusti, ma è un modo per render contento l'altro.

Chiesi cosa stessero "testimoniando", quindi, attraverso la loro versione del matrimonio. Tina, figlia di cattolici praticanti, contrari alla sua convivenza prematrimoniale, ha narrato spesso nelle sedute aver ricevuto un'educazione rigida, talvolta fatta di ricatti: " se pulisci la tua camera e lavi i piatti, puoi uscire con le tue amiche"; ha ricordato una mamma poco affettuosa: la sua ultima immagine della mamma che le accarezza i capelli sembrava risalire a quando la ragazza andava alle scuole elementari, dopo il vuoto.

Alberto, d'altro canto, non ha avuto una famiglia unita, suo padre non c'era mai, sua madre si ammala di depressione e a suo fratello maggiore viene diagnosticata la schizofrenia.

Direi un bel quadro di "DE-FINIZIONI"!

Definizioni in quanto finzioni: " ti regalo il matrimonio".

Definizioni in quanto azioni : " ci dobbiamo sposare per fare una famiglia".

Definizioni in quanto fini : " io mi sposo per diventare mamma".

A questo punto, avendo finalmente scoperchiato le pentole, Alberto e Tina decidono di "fermarsi" un attimo! Entrambi hanno portato avanti la testimonianza di cui si sentivano responsabili: T. doveva testimoniare un credo, una fede, dei valori e dei principi fondamentali e imprescindibili . non si era resa conto di quanto avesse perso di vista se stessa , il SUO credo e la relazione con Alberto.

Tutto ciò per portare avanti la sua testimonianza familiare : sono testimone in quanto "ho assistito ad una famiglia" in cui erano sacri alcuni valori : " ma io dove sono in tutto ciò?"

A.ha agito la "ripetizione dello stile paterno " nell'assenza, nella non condivisibiltà e condivisione, nella non partecipazione al suo matrimonio!

Erano testimoni di qualcosa che avevano visto e di cui non riuscivano a liberarsi.

Gran bel fardello la testimonianza!

Oggi A. e T. hanno deciso di aspettare per avere un figlio, hanno pensato bene di non "definirsi", di stare dentro la loro relazione e di guardarla "attraverso il loro occhi rispettandone la sua autenticità ed unicità!"

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Scritto da

Dott.ssa Mariangela Guerra

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