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La terapia ad orientamento sistemico relazionale

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Esistono molteplici e differenti approcci psicoterapeutici: uno di questi è l’orientamento sistemico relazionale

1 DIC 2016 · Tempo di lettura: min.
La terapia ad orientamento sistemico relazionale

La terapia sistemico relazionale: origini e teoria

La terapia sistemica, definita anche "sistemico-relazionale" o "sistemica familiare", nasce da un vasto movimento di teorie i cui riferimenti teorici principali sono stati sviluppati da Gregory Bateson e da un gruppo di ricercatori del Mental Research Institute di Palo Alto, in California, a partire dagli anni '50. In Italia l'approccio sistemico ha avuto origine e diffusione intorno agli anni '80 e si è sviluppata una delle più importanti tradizioni di ricerca sistemica, di notorietà e diffusione internazionale: il cosiddetto "Modello della Scuola Milanese", di Selvini-Palazzoli, Boscolo, Cecchin e Prata.

Il modello sistemico consente al terapeuta di ampliare molto il proprio orizzonte di osservazione, non fermandosi alla dimensione individuale del sintomo, ma offrendo all'interlocutore nuove opportunità.

Nella terapia sistemico-relazionale l'attenzione viene perciò portata, oltre che sull'individuo, anche sulle sue interazioni, sulle relazioni tra individui e sui processi di comunicazione.

In questa prospettiva la famiglia viene vista come un sistema, ossia come un'entità che possiede caratteristiche, regole e norme proprie; diviene così possibile comprendere le dinamiche e i meccanismi di tale sistema nel momento in cui si analizzano e rendono chiari i criteri alla base del suo funzionamento. Questo è lo stesso principio che sta alla base della società organizzata all'interno della quale ogni persona possiede un suo posto, un suo ruolo e interagisce con gli altri. La famiglia, che a sua volta è inserita in un contesto più ampio che è quello della società, possiede dunque una sua struttura di meccanismi che la portano ad evolvere in un certo modo e ogni suo membro contribuisce al suo sviluppo.

Il sistema famiglia ha un grande potenziale: quello di essere in grado di aiutare ogni suo membro a gestire e risolvere il suo malessere, rendendo la sua vita più funzionale. In particolar modo nei casi che riguardano i bambini o gli adolescenti è spesso fondamentale il lavoro con l'intera famiglia.


La terapia sistemico relazionale: la pratica

Secondo quest'approccio per la soluzione dei problemi è fondamentale porre l'individuo nella condizione di considerare nuovi punti di vista, aprendo nuove prospettive nel mondo concettuale ed emozionale del soggetto.

Nella terapia sistemico relazionale è centrale l'analisi del sistema. In una catena di comunicazione è difficile stabilire cosa avviene prima e cosa dopo. Il tradizionale concetto di causalità di tipo lineare viene sostituito dal principio di causalità circolare: il comportamento del membro A influenza il comportamento di B e il comportamento di tutti gli altri membri, ma a sua volta il comportamento di B influenza quello di A e di tutti gli altri membri. In una sequenza circolare diviene arbitrario fissare un punto di origine (basta pensare alle liti e all'impossibilità di decidere chi sia stato a cominciare).

Per la terapia sistemico relazionale il malessere del singolo è espressione di un disagio dell'intero sistema: un soggetto esprime, segnala e si fa carico del cattivo funzionamento del sistema, accentrando su di sé tutte le preoccupazioni.

Il lavoro terapeutico può comunque essere svolto anche alla presenza di un unico paziente. L'individuo è pur sempre un sistema, dotato di caratteristiche strutturali ed organizzative leggibili ancora con un paradigma sistemico.

Data la possibilità di operare utilizzando varie forme di psicoterapia (individuale, di coppia e familiare), il terapeuta valuta di volta in volta la scelta più idonea per ogni paziente.La psicoterapia sistemico-relazionale non cambia i fatti concreti, ma il significato che il soggetto attribuisce alla situazione.

-PsicoStudio To-

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PsicoStudio To

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