La tecnica dell'EMDR

Che cos'è l'EMDR? A che cosa serve? Questo approccio terapeutico introdotto nel panorama della psicologia da Shapiro alla fine degli anni '80 è utilizzato principalmente per la rielaborazion

23 OTT 2013 · Ultima modifica: 28 OTT 2014 · Tempo di lettura: min.

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La tecnica dell'EMDR
EMDR è l’acronimo di “eye movement desensitization and reprocessing” (desensibilizzazione e rielaborazione tramite movimenti oculari), è una tecnica complessa, che si integra al lavoro terapeutico e si utilizza soltanto successivamente ad una fase di assessment nel quale il terapeuta formula una diagnosi.

E' ampiamente provata la sua efficacia soprattutto nella rielaborazione di traumi e microtraumi vissuti nell'età dello sviluppo, ma anche nella risoluzione/elaborazione di eventi stressanti della vita quotidiana (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti) ed eventi stressanti meno comuni (terremoti, inondazioni, violenze, abusi, torture, incidenti).

Breve escursus storico:

La tecnica EMDR è stata introdotta nel 1989 da Shapiro con la pubblicazione di uno studio randomizzato controllato che valutava l'effetto del trattamento psicoterapico con persone traumatizzate. Inizialmente fù concepito come utile a persone con disturbo post-traumatico da stress.

Si pensava infatti che i movimenti oculari riuscissero a provocare una desensibilizzazione efficace nei confronti delle memorie traumatiche, in termini di riduzioni di paura e ansia derivanti dal trauma (per es. reduci di guerra, abusi sessuali, ecc). Negli anni successivi, si è scoperto che altre forme di stimolazione bilaterale (sia tattili che uditive), risultavano altrettanto efficaci. In più, ci si rese conto che i cambiamenti nella percezione dell’ansia iniziale erano il risultato dell’intera rielaborazione dell’esperienza dell’individuo.

Insomma quel che si osservò accadere fù che il trattamento di desensibilizzazione provocava dei cambiamenti profondi nell’intero senso di Sé, portando l’individuo a trasformare le esperienze negative in una risoluzione adattiva. Si aggiunse quindi all'acronimo la parola “reprocessing” per indicare tali cambiamenti globali.

Quando e come viene utilizzata?

La tecnica dell'EMDR viene utilizzata nei casi di DPTS - disturbo post traumatico da stress (disturbo d’ansia che provoca sintomi quali ricordi continui e intrusivi dell’evento traumatico, con immagini e incubi, conseguente evitamento delle varie situazioni e stato di allerta costante), in casi di traumi e microtraumi subiti durante lo sviluppo individuale, eventi stressanti sia nell'ambito dell'esperienza comune - lutto, malattia, perdite economiche, conflitti coniugali, cambiamenti, traslochi - o non comuni - disastri naturali, incidenti, torture, violenza. 

La tecnica considera gli aspetti emotivi, cognitivi, comportamentali e fisiologici presenti nell'evento stressante. Questo è possibile attraverso l'utilizzo di un protocollo standardizzato che permette l’elaborazione del trauma e la conseguente remissione sintomatica.

Il terapeuta mette il paziente a contatto con il ricordo dell’evento traumatico visualizzandone l’immagine avvalendosi, contemporaneamente, della stimolazione ritmica (x es. tramite i movimenti oculari) in modo da mettere in contatto tramite il corpo calloso i due emisferi celebrali, passando alternativamente dalla memoria semantica a quella episodica.

Questa tecnica parte dal presupposto che, in ogni vissuto relativo ad un evento traumatico, l’informazione viene immagazzinata in modo disfunzionale, in quanto di fronte a situazioni traumatiche si ha una reazione di freezering che provoca il blocco del sistema dell’elaborazione dell’informazione.

Per questo motivo le informazioni relative al trauma rimangono non elaborate e permangono per l'individuo le stesse convinzioni e sensazioni fisiche che esistevano nel momento dell‘evento.

Queste informazioni restano intrappolate nella rete neurale, non integrandosi al sistema di auto guarigione che il nostro cervello solitamente utilizza per elaborare situazioni molto pericolose o dolorose;

L’obiettivo principale del metodo comprende la modificazione di queste esperienze, immagazzinate in modo disfunzionale, in una risoluzione integrata che favorisca la salute psichica. Durante le sedute il paziente può provare emozioni intense, ma al termine la maggior parte delle persone riferisce una notevole riduzione del livello di disturbo associato al trauma.

Viene utilizzato anche in età evolutiva sia nella cura di alcuni disturbi che in presenza di stress importanti (es. casi di separazioni, depressioni, iperattività e disturbi attenzionali). Per una terapia efficace si consigliano sedute della durata media di un’ora con cadenza settimanale.

La durata del trattamento è legata al tipo di disturbo presente ma le ricerche dimostrano che i risultati si ottengono in tempi brevi, con risoluzioni adattive complete.

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Scritto da

Dott.ssa Silvia Moreddu

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Commenti 1
  • CARLA

    Buongiorno...fra qualche giorno inizierò il trattamento emdr,ma non so esattamente quale sia il trauma che mi fa stare male, sicuramente è più di uno...la mia psicologa riuscirà a capire quali eventi sono che mi portano questa sofferenza? poi mi chiedevo se il fatto di vedere solo dall’occhio destro potesse avere risultati negativi sull’esito del trattamento...grazie

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