La Sindrome di Medea: la tendenza da parte di un genitore ad allontanare i figli dall'ex partner

La Sindrome di Medea si caratterizza per la tendenza da parte di un genitore a isolare l'ex partner allontanando i figli da quest'ultimo

15 GIU 2021 · Tempo di lettura: min.

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La Sindrome di Medea: la tendenza da parte di un genitore ad allontanare i figli dall'ex partner

La sindrome di Medea prende il nome da una delle tragedie greche di Euripide, configurandosi sicuramente come una tra le più potenti e cariche di emotività.

Medea è figlia della Maga Circe ed è profondamente innamorata di Giasone, tanto che per lui è pronta a tradire la sua famiglia. Giasone, però, ripudia Medea dopo essersi innamorato di un'altra donna. Medea, disperata, finge una riconciliazione la quale diventa un pretesto per attuare la sua vendetta, infatti successivamente creerà un vestito per la futura moglie di Giasone, intriso di veleni mortali, portando la giovane donna a morte, ma presa dall'onda della vendetta ucciderà anche i figli che ha avuto con l'uomo estinguendo totalmente ciò che la lega a lui.

A questo punto è possibile accostare la sindrome di Medea a quanto accade ai giorni nostri: le madri, talvolta, dopo una separazione, mettono in atto comportamenti volti a sciogliere in maniera netta e permanente il rapporto che lega padre e figli, per cui alla distruzione del rapporto tra marito e moglie segue la distruzione del rapporto tra padre e figlio che altro non è che il risultato di una vendetta, la quale non è proficua per nessun membro della famiglia.

La violenza in questo caso non è fisica, l'annichilimento si verifica nell'anima del bambino il quale si sente costretto a prendere le parti di un genitore e a sentirsi profondamente scisso e combattuto all'idea di far soffrire inevitabilmente uno dei due genitori. In questo caso sarebbe opportuno parlare di complesso e non di sindrome di Medea in quanto, appunto, l'uccisione della prole non è fisica, ma psicologica.

Questo complesso, in realtà, si verifica non solo nelle madri, ma anche nei padri e la natura della motivazione sottostante risiede in una cattiva elaborazione della separazione da parte di uno dei due ex coniugi o, peggio ancora, di entrambi. Si verifica più di frequente nelle madri poiché generalmente sono loro la figura a cui il figlio viene affidato. Queste passano larga parte delle giornate con loro rispetto al padre, e proprio questo tempo diviene terreno fertile per mettere in atto questo tentativo di sfruttare il proprio ruolo di potere di genitore per annientare l'altro.

È di fondamentale importanza sapere dell'esistenza di questa serie di trucchi psicologici che vengono utilizzati, forse anche inconsapevolmente, poiché in media al giorno d'oggi un matrimonio su due giunge al termine e questa condizione potrebbe essere più frequente di quanto si pensi con conseguenze gravi sui bambini.

Tra le cause più frequenti della fine di un matrimonio vi può essere la presenza di un terzo individuo, l'amante, e spesso chi viene tradito non riesce ad elaborare il tradimento e scarica tutta la sua ira e frustrazione sull'ex partner e sulla "nuova fiamma", e per farlo usa l'ultima arma a sua disposizione, i figli, ignorando l'intelligenza emotiva dei bambini e generando malessere in tutta la cerchia familiare.

In termini concreti, l'uccisione del legame tra genitore e figlio avviene quando uno dei due genitori parla male dell'altro davanti al figlio (o ai figli), mettendo in atto una vera e propria manipolazione. È un comportamento indiretto e succube, ma i piccoli sono delle spugne e assorbono tutto ciò che vedono e sentono. Di conseguenza possono verificarsi problematiche relazionali ed affettive, fino poi allo sviluppo di una psicopatologia, a maggior ragione se la stessa tendenza alla malattia mentale è presente nei genitori.

Il complesso di Medea si associa al concetto di "Alienazione Parentale", rivolto a specificare tutta quella serie di comportamenti che il genitore il quale possiede la custodia dei figli mette in atto per impedire il ricongiungimento della prole con il genitore non-collocatario.

In questi casi non è difficile che si suggerisca davanti ai giudici il rifiuto stesso dei figli nel ricongiungersi con l'altro genitore, configurandosi come un vero e proprio atto manipolatorio, anche quando non corrisponde alla realtà dei fatti.

La Sindrome di Münchausen per Procura

È possibile anche che il dolore causato ai figli possa essere fisico, oltre che psicologico, ad esempio in concomitanza dei primi mesi del bambino in cui la madre manifesta la depressione post-parto e si sente profondamente insicura, incapace e distaccata rispetto al figlio e agli eventi e può avvertire il compagno come lontano da sé, o può sentirsi incompresa tanto da rivolgere il suo malessere fisicamente sul bambino danneggiandolo, e, in alcuni casi, portandolo a morte.

In quest'ultimo caso si parla di "Sindrome di Münchausen per Procura". È una malattia psichiatrica in cui un genitore in genere riferisce sintomi o causa disagi fisici al figlio. È una condizione molto difficile da individuare in quanto il genitore stesso ricerca cure per il bambino andando in diversi ospedali e ricercando numerose visite specialistiche. In questo modo riesce ad assicurarsi le cure e le attenzioni che desidera da parte di terzi in quanto genitore amorevole. In quest'ultimo caso raramente si porta il figlio a morte, però i danni che possono seguire potrebbero essere gravi, infatti si somministrano lassativi, o altri farmaci, oppure si può ridurre il nutrimento per far perdere peso al bambino, oppure ancora si possono somministrare sostanze infette.

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Scritto da

Dott.ssa Bassan Marcella

Bibliografia

  • La Sindrome di Medea- Agata Gallo (2011). Alienazione Genitoriale.
  • La Sindrome di Medea e la depressione post-parto . Caterina Valletti (2019). Nostro Figlio.
  • La Sindrome ed il complesso di Medea- Riccardo Coco (2020). Ortica Web.
  • La Coppia che Scoppia- Maria Cristina Strocchi (2009). Edizioni il punto di incontro.
  • Sindrome di Alienazione Genitoriale. Cos'è e perché negarla è sbagliato. Guglielmo Gullotta (2020). AIBC cooperativa Sociale.
  • Sindrome di Münchhausenper Procura (Münchhausenby proxy)nel bambino. Maria Rosaria Marchili (2021). Ospedale Perdiatrico Bambino Gesù.

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