La sindrome del nido vuoto

Quando i figli lasciano la famiglia di origine per andare studiare spesso la coppia genitoriale entra in crisi.

23 GIU 2015 · Tempo di lettura: min.

PUBBLICITÀ

La sindrome del nido vuoto

In genere verso i 18 /20 i ragazzi o scelgono di studiare all'università o si buttano nella vita attraverso una esperienza di lavoro, magari all'estero e gli equilibri cambiano.

Così la coppia genitoriale si trova prima di tutto a fare i conti con una famiglia diversa e spesso moglie e marito si devono guardare in faccia senza più occuparsi a tempo pieno della cura dei figli che per molti versi sono diventati autonomi.

In genere le madri, anche se lavorano, vivono il disagio di non sentirsi più utili, perché abituate da tanti anni ad accudire i figli. Questo cambiamento può innescare una serie di malesseri, compreso uno stato depressivo che se non capito ed elaborato può causare una crisi nella coppia coniugale. I mariti/padri fanno di solito meno fatica ad accettare questo processo di autonomia dei figli, ma anche un marito può avere difficoltà a recuperare una vita di coppia soddisfacente.

Iniziare una fase diversa

In effetti la coppia quando i figli sono maggiorenni ha circa 45/50 anni, cioè ancora giovani ma non più con l'entusiasmo dei 30enni. Naturalmente dipende dalle risorse di ognuno di noi la possibilità di vivere ancora in pieno l'intimità sessuale e psicologica riuscire a ricostruire su basi diverse la famiglia.

È molti importante ricordarsi che la persona che ci siamo scelti in questi lunghi anni è cambiata, come noi siamo cambiati e che è una fatica, ma ne vale sempre la pena di provare a riconoscere l'affetto che ci lega e cominciare a pensare a come invecchiare bene insieme. Comincia così un'altra fase della vita.

PUBBLICITÀ

Scritto da

Dott.ssa Angela Bertoldi

Lascia un commento

PUBBLICITÀ

ultimi articoli su psicologia sociale e legale