Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

La psicoterapia e il potenziale effettivo della personalità

<strong>Articolo rivisto</strong> dal

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Considerazioni sulle necessità di un lavoro sul sé. L'arrivo asintomatico del paziente per un processo di scoperta di se stesso/a.

3 NOV 2016 · Tempo di lettura: min.
La psicoterapia e il potenziale effettivo della personalità

Carl Gustav Jung una volta si domandò se davvero psicoterapia fosse il termine corretto per indicare la propria modalità di cura della persona.

Disse: “è terapia quando un gatto si comporta come un gatto?". In queste parole c'è tutto un programma di indicazioni. La psicoterapia dovrebbe infatti essere tesa principalmente al favorire lo sviluppo del potenziale effettivo di una personalità.

Chiaramente nei nostri studi arrivano persone che si ritrovano, per così dire, su una secca esistenziale: bloccate dal punto di vista intrapsichico e relazionale. Il dolore svela un nodo, lo scioglimento del quale può riportare la personalità al suo naturale fluire. Ho sempre trovato preziosa quella domanda di Jung, in quanto l'intervento di analisi psicologica potrebbe essere applicato a prescindere da qualsiasi sintomatologia, ma con l'intento di presentare una persona a se stessa. In altre parole, attraverso l'analisi dei propri contenuti psichici (immagini, sensazioni, pensieri, emozioni) una persona potrebbe cercare la propria unicità e metterla al mondo.

Ogni sintomo inverso non è altro che il segnale che qualcosa sta andando storto nell'ambito di quello che Jung chiamava processo di individuazione. Dunque il sintomo è un servizio, paradossalmente, reso al possibile dispiegamento del potenziale effettivo della personalità. È il segnale di pericolo che può restituire l'intraprendere una strada diversa.

Se una persona capisce l'importanza della propria unicità, non ha altri termini di paragone per la propria felicità. Non vorrà “essere come x o y", ma cercherà di mettere al mondo se stessa (a questo proposito si ricordi l'ilare battuta dello stesso psicologo zurighese che ebbe a dire ai suoi allievi che l'unico junghiano era lui!).

Il punto è ora: come mettere al mondo se stessi?

Scritto da

Dott. Eliseo Ghisu

Lascia un commento

ultimi articoli su psicoterapia