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La Pica

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La pica si caratterizza per la continuativa ingestione di una o più sostanze di contenuto non alimentare e non commestibili per almeno 1 mese.

4 DIC 2017 · Tempo di lettura: min.
La Pica

Si caratterizza per la continuativa ingestione di una o più sostanze di contenuto non alimentare e non commestibili per almeno 1 mese. Esempi possono essere carta, sapone, stoffa, capelli, lana, terra, gesso, vernice, gomma, metallo, cenere, terra, ciottoli, ghiaccio...

La pica è anche denominata picacismo o allotriofagia.

Rientra tra i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione del DSM-5 (uscito nel maggio 2013), il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali dell'Associazione Americana di Psichiatria. Nella versione precedente era inserita nel paragrafo "Disturbi della nutrizione e dell'alimentazione dell'infanzia o della prima fanciullezza", del capitolo "Disturbi solitamente diagnosticati per la prima volta nell'infanzia, nella fanciullezza o nell'adolescenza".

Si caratterizza per la continuativa ingestione di una o più sostanze di contenuto non alimentare e non commestibili per almeno 1 mese. Esempi possono essere carta, sapone, stoffa, capelli, lana, terra, gesso, vernice, gomma, metallo, cenere, terra, ciottoli, ghiaccio………

Vanno escluse le pratiche di ingestione all'interno di contesti culturali e sociali particolari, quali rituali di popolazioni lontane o immigrate.

Abitualmente non si manifesta avversione per il cibo.

L'esordio è più frequente in età infantile, comunque superiore ai 2 anni (fino ad allora fa parte dei gesti abituali degli bambini piccoli), anche in presenza di uno sviluppo normale; negli adulti, invece, spesso, si associa a disabilità intellettiva grave o altri disturbi mentali, in questo caso viene apposta la diagnosi di pica solamente in presenza di un quadro clinico importante. Il decorso del disturbo, soprattutto negli adulti, con comorbilità è duraturo.

Può comparire nelle donne in gravidanza come desiderio incontrollato, si pone però solo diagnosi di pica quando c'è un rischio medico legato all'ingestione.

Conseguenze mediche di questo comportamento sono ostruzioni intestinali, avvelenamenti, infezioni e deficit nutrizionali.

Scritto da

Dr.ssa Lorena Ferrero

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