La Persona

La Persona è per Jung la "maschera sociale" che permette di entrare nella collettività. Considerazioni e problemi

20 FEB 2014 · Tempo di lettura: min.

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La Persona

“…un tal uomo non ha in fondo alcun vero carattere, cioè egli non è individuale, ma collettivo, che cioè egli è in consonanza con le circostanze e le aspettative generali. Se fosse individuale avrebbe, nonostante ogni varietà di atteggiamento, sempre il medesimo carattere. Egli non sarebbe identico con l’atteggiamento assunto di volta in volta e non potrebbe né vorrebbe impedire alla sua individualità di esprimersi in qualche modo nell’una come nell’altra situazione. Di fatto egli è individuale come ogni essere; ma inconsciamente. Attraverso la sua identificazione più o meno completa con l’atteggiamento del momento egli inganna per lo meno gli altri, sovente anche sé stesso, circa il suo vero carattere; assume una maschera, conscio che essa corrisponde da un lato alle sue intenzioni, dall’altro alle esigenze e alle opinioni del suo ambiente: e in ciò prevale ora l’uno, ora l’altro fattore. Questa maschera, cioè questo atteggiamento assunto ad hoc, io l’ho chiamata Persona, dal nome della maschera che mettevano gli attori dell’antichità… La Persona è perciò un complesso di funzioni che, costituitosi per ragioni di adattamento o per bisogno di comodità, non è tuttavia identico all’individualità. Il complesso funzionale della Persona si riferisce esclusivamente al rapporto con gli oggetti.” Dalle Opere di C.G.Jung – Tomo 6 “Tipi Psicologici”

Cerchiamo di capire meglio… Il termine Persona prende origine dal termine latino Persona, la maschera utilizzata dagli attori durante le rappresentazioni teatrali, che caratterizzava ruoli e personalità del personaggio.

Per Jung il concetto di Persona è fondamentale e fa parte del collettivo. Si tratta della, o delle, maschere che l'individuo porta per rispondere alle esigenze delle convenzioni sociali a seconda delle situazioni e che spesso nasconde la vera natura dell'individuo, proteggendone anche l’intimità. La Persona è funzionale all'adattamento dell'uomo, in quanto gli permette di modularsi e presentarsi in base alle richieste dell'esterno: incarnare un ruolo, soprattutto se questo è socialmente condiviso, aiuta a semplificare le relazioni.

Un problema potrebbe sorgere nel momento in cui questa maschera si identifichi con l’Io, mettendolo completamente “a tacere”. Il rischio che si corre è di un completo appiattimento del proprio essere, in funzione dell’unicità di un ruolo sociale. La Persona può annichilire l'animo umano privando l'individuo di tutta quella ricchezza, poliedricità, di tutto lo spettro affettivo, emozionale, cognitivo che lo caratterizza. Incarnare un ruolo che non appartiene mette in ombra la vera essenza individuale, togliendo forza al vero essere e privandolo dell'energia necessaria per esistere. Quando questo accade, l'uomo, secondo Jung, ha preso la strada per cadere e ingabbiarsi nella nevrosi.

Le conseguenze possibili sono che l’individuo, nel momento in cui si renda conto di aver soffocato l’Io a favore della Persona, si senta frustrato per non aver vissuto a pieno la sua vita e le sue possibilità.

Questo può accadere, ad esempio, quando un individuo cresce e concentra la sua vita e i suoi sforzi su una professione che è socialmente e, magari, famigliarmente riconosciuta, e sulla base di questa assume un ruolo che non è proprio della sua vera personalità e che non gli consente di lasciare spazio ad alcune sue caratteristiche fondamentali, togliendogli così la possibilità di viverle. Nel momento in cui, per vari motivi, si troverà a fare i conti con questa posizione, dovrà potersi permettere di rivivere quelle parti del suo Io che erano state accantonate.

Per concludere si può dire che la Persona ha un ruolo necessario e fondamentale nella vita di ognuno di noi, perché permette di entrare in relazione con gli altri senza essere completamente “nudi” e da la capacità di affrontare le molteplici situazioni diverse che la vita pone. È necessario, però, porre attenzione ad essa e imparare a riconoscerla per evitare di esserne sopraffatti.

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Scritto da

Besana Claudia

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