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La paura e le fobie

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

La paura è un sentimento adattivo. Aver paura di qualcosa significa porre l'organismo in stato di allarme per prepararsi a reagire al pericolo adottando le opportune precauzioni.

14 MAR 2016 · Tempo di lettura: min.
La paura e le fobie

Come ho fatto con gli argomenti precedenti, affrontandoli da punti di vista un po' particolari, rispetto al modo usuale con i quali vengono trattati nei testi di psicologia, così farò con un altro sentimento: la paura.

Questo perché intendo limitarmi semplicemente ad indicare alcune situazioni che affrontiamo, nostro malgrado, nella vita piuttosto comunemente. La paura è un sentimento adattivo. Aver paura di qualcosa significa porre l'organismo in stato di allarme per prepararsi a reagire al pericolo adottando le opportune precauzioni.

Tutte le specie viventi sopravvissute alle varie catastrofi naturali hanno avuto paura in tempo utile per prepararsi ad adottare le necessarie contromisure. Così anche l'uomo è la specie vivente più attrezzata in questo senso. La paura deve avere però un oggetto concreto e reale davanti al quale porsi in stato di allarme.

Quando invece, e succede in tantissimi casi, la paura è irrazionale ed appare priva di un riferimento concreto, preciso, o peggio ancora irreale, succede che ci si angustia per cose che non esistono nella realtà. La paura diventa una crisi fobica, che può essere generalizzata o avere un oggetto preciso (i cani, i ragni, i serpenti, gli spazi aperti o chiusi) e in questo caso si parla di fobia semplice.

La ragione per cui può prendere vita questo sentimento risiede nell'inconscio, spesso deriva da esperienze infantili che abbiamo rimosso o dimenticato o comunque di cui non abbiamo coscienza attuale.

Come curare la paura?

Esistono varie tecniche di cura: una di queste è la desensibilizzazione sistematica, ovvero l'esposizione in vivo, graduale, in una atmosfera rilassata e priva di pericolo allo stimolo fobico, magari associata a qualcosa di gradevole, e col tempo questo sentimento così disturbante si estingue. Quello che conta è riuscire a diventare coscienti dell'irrazionalità di questo sentimento e saperlo differenziare dai casi in cui la paura è invece reale e oggettiva e lo stimolo fobico è effettivamente fonte di pericolo.

Purtroppo la realtà odierna non è per niente facile e anche queste elementari nozioni di psicologia non è che aiutino molto a farci strada per avviarci verso un equilibrio sicuro e razionale nella nostra mente. Il traffico caotico, la gente violenta, le forze dell'ordine non sempre affidabili, il lavoro precario, sono tutti elementi che contribuiscono a creare uno stato di tensione interiore non sempre facile da sopportare.

Il fatto è che con la paura bisogna imparare a convivere e riflettere continuamente su se stessi e sugli altri. Cercare di capire se i pericoli che noi sentiamo sono immaginari o reali. È un esercizio che facciamo continuamente anche se non ce ne rendiamo conto. Questo ci fa sentire spesso stanchi, ma credo che le soluzioni siano poche. Io continuo a fare appello alla solidarietà umana perché solo essa può ridurre le fonti di tensione tanto disturbanti, quanto distruttive. Uscire per la strada ed essere sicuri che non ti accadrà niente di male.

Ci arriveremo? Io spero di si. Non posso perdere questa speranza.

Scritto da

Dott. Sergio Rossi

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