La paura di avere successo

Ti è mai capitato di avere paura del successo? L’eccitazione per il successo può essere una sensazione simile all’ansia per alcune persone.

6 AGO 2020 · Tempo di lettura: min.
La paura di avere successo

Ti è mai capitato di avere paura del successo ?

L'eccitazione per il successo può essere una sensazione simile all'ansia per alcune persone

Ognuno di noi ha le sue complessità e il modo in cui reagiamo alle situazioni e anticipiamo i risultati è basato su fattori fisiologici e psicologici. Questi fattori sono molteplici a tal punto che risulta difficile generalizzare perché personalità diverse possono gestire il successo come il fallimento in modi particolarmente drastici. Per esempio, in pazienti con disturbo post traumatico da stress (dpts) l'eccitazione per il successo richiama allo stesso tipo di "arousal" vissuto durante l'esperienza traumatica. In alcuni casi questo tipo di eccitazione è collegata alla sessualità quando l'esperienza traumatica riguarda quella sfera stessa.

In poche parole, questi soggetti evitano quelle situazioni che portano all'eccitazione, che li porta a provare di conseguenza ansia circa il successo.

L'altro aspetto da considerare circa la paura del successo riguarda la questione delle "aspettative elevate". Molti di noi sono portati a pensare che la strada verso il successo implichi dei rischi come appunto "avere aspettative elevate" che costituisce una sorta di minaccia implicita come la delusione nel caso in cui quelle aspettative non fossero raggiunte.

Altro fattore è la possibilità di essere stati sottoposti ad una continua violenza verbale, fatta di svalutazioni costanti per buona parte della nostra vita "Sei un fallito", " Non ci riuscirai mai! " "Sei davvero capace ?

Tutti questi vissuti vengono internalizzati a tal punto da indurre in noi la credenza che non siamo meritevoli di successo. Anche chi non ha subito violenza verbale o qualche forma di trauma potrebbe associare il successo a cose spiacevoli come la competizione e l'invidia.

Per avere una relazione sana con il successo e anche la sua parte opposta, ossia il fallimento o la delusione, il primo passo è cominciare a differenziare tra la sensazione di eccitazione e la "reazione traumatica".

Di seguito verrà illustrato un esercizio.

  1. Prova a ricordare un evento in cui hai avuto successo o eri particolarmente entusiasta quando eri più giovane, e fai caso a cosa provi e senti rispetto a quel ricordo. Resta in quell'emozione per cinque minuti.
  2. Prova a ricordare un evento in cui hai avuto successo e ti sentivi molto entusiasta più recente. Fai caso a cosa senti e provi. Resta in quell'emozione per cinque minuti.è
  3. Ora prova ad immergerti nel vissuto emotivo di un ricordo collegato ad una situazione "stressante". È importante non iniziare con un evento traumatico, soprattutto senza il supporto di un terapeuta. Inizia con qualcosa di non particolare "pesante" per te.
  4. Ora, torna a rivisitare la tua relazione rispetto al successo. Noti una differenza?

Dopo tutto quando esperiamo la paura, il nostro corpo reagisce con un'accelerazione del respiro, del battito cardiaco, aumento della sudorazione e siamo anche più portati ad agire sulla base dell'istinto. Quando siamo entusiasti o eccitati, il corpo non reagisce esattamente allo stesso modo?

Le reazioni fisiologiche allo stress e all'eccitazione sono in realtà molto simili. Di conseguenza, quando viviamo un'esperienza traumatica, come un incidente in auto o l'essere bullizzati a scuola, il nostro corpo associa la paura provata con le sensazioni fisiologiche che sentiamo quando siamo eccitati.

Se abbiamo vissuto esperienze traumatiche, finiamo per evitare tutte quelle situazioni che attivano in noi i ricordi di quelle esperienze di forte terrore. Per questa ragione le vittime del trauma hanno la tendenza ad evitare le emozioni forti e di conseguenza tendono ad evitare il successo stesso.

Scritto da

Dott.ssa Maria Teresa Caputo Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5836

La dott.ssa è Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale, iscritta all'ordine degli Psicologi della Regione Campania. Svolge la professione privatamente occupandosi di disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo compulsivo, lutto nell’ età evolutiva e nell’età adulta.

Lascia un commento

ultimi articoli su ansia