La “nuova” vita dei bambini all’epoca del coronavirus: tra prima e seconda fase

In questa “fase” così particolare e inedita per noi tutti occorre trovare il modo per spiegare anche ai bambini cosa sta accadendo.

27 APR 2020 · Tempo di lettura: min.

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La “nuova” vita dei bambini all’epoca del coronavirus: tra prima e seconda fase

Da oramai più di un mese le vite di noi tutti sono state sconvolte dall'arrivo del coronavirus: la nostra "vecchia" normalità si è trasformata in una nuova, tra le mura domestiche, alla quale, a malincuore ci stiamo quasi abituando. Se è difficile accettarla per noi adulti rischia di esserlo ancora di più per i bambini: con l'arrivo delle calde giornate primaverili, e i ricordi di un tempo di vita sempre più lontano trascorso tra impegni scolastici, attività sportive e passeggiate nei parchi ci pongono molte domande in merito.

Spesso sono proprio le domande dei più piccoli a lasciarci perplessi: ci troviamo impreparati dinanzi a candide domande su come e quando potranno avere di nuovo la vita di prima.

Viviamo nell'attesa che si possa ristabilire una "normalità" che sarà almeno per qualche tempo diversa da quella dei mesi scorsi e avvertiamo la difficoltà di spiegare ai nostri bambini cosa sta accadendo e soprattutto come sarà la loro "nuova" quotidianità quando comincerà la seconda fase di gestione del virus.

È necessario pertanto spiegare loro cosa sta accadendo. Forniamo poche, chiare e semplici informazioni scegliendo con cura le parole perché i bambini, soprattutto i più piccoli, prendono alla lettera quello che gli viene detto: non usiamo quindi metafore o esempi astratti che potrebbero essere incomprensibili.

Selezioniamo accuratamente le informazioni da trasmettere. L'abitudine di tenere sempre accesa la televisione perché abbiamo l'impressione ci faccia compagnia può essere negativa: dalla TV provengono informazioni spesso incomprensibili e allarmistiche e immagini inquietanti anche per noi adulti. Avranno un impatto emotivo ancora più forte sui bambini.

Rassicuriamo i nostri piccoli usando un linguaggio "neutro". L'uso di espressioni "negative" contribuisce soltanto ad incrementare l'ansia e la preoccupazione. Ricordiamo ai bambini che al momento non ci sono le condizioni per fare determinate cose che prima facevano parte della loro normalità come trascorrere del tempo con i parenti, fare passeggiate nei parchi, frequentare gli amici di scuola ma presto si ricreeranno. La fonte migliore di rassicurazione saranno i gesti d'affetto: abbracci, carezze e coccole sono più efficaci delle parole!

Rispondiamo serenamente alle domande e curiosità che i bambini ci pongono in modo da fugare dubbi e preoccupazioni: sentiranno la nostra disponibilità, le nostre attenzioni e il nostro affetto enoi potremo capire quali idee si sono fatti della situazione.

Aiutiamoli ad esprimere le loro emozioni, anche quelle apparentemente negative come la rabbia. Proviamo a comprendere le motivazioni per le quali i piccoli sono arrabbiati o tristi - anche se ai nostri occhi possono apparire banali - e rispettiamole. Non ci sono emozioni "buone" e "cattive": tutte hanno diritto di essere provate ed espresse. Parlare dei motivi che le scatenano e condividerli aiuta i bimbi a prenderne consapevolezza e capire come fronteggiarle.Ricordiamo sempre le norme igieniche e di distanziamento sociale da rispettare: non presentiamo gli altri come nemici o minacce ma sottolineiamo che mantenere le distanze è necessario per tutelare la salute, nostra e degli altri.

Manteniamo per quanto possibile una certa regolarità negli orari e nei ritmi di vita individuando dei momenti della giornata da destinare all'igiene personale, allo studio, all'attività fisica a casa e al gioco in modo da facilitare, quando sarà possibile, il ritorno alla normalità.

Stiamo affrontandouna situazione inedita che si sta protraendo più di quanto noi tutti pensassimo di poter tollerare. Sosteniamo i nostri bambini nel gestirla e prepariamoli ad affrontare serenamente il nostro nuovo e imminente futuro. In attesa che per questo nuovo "mostro" si possa trovare una soluzione definitiva aiutiamo i nostri amati in questo tempo di attesa, un tempo solo apparentemente "perso".

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Scritto da

Dott.ssa Anna Moscatelli

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