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La melanconia all'interno della struttura categoriale psicotica

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

La strutturazione psicotica si caratterizza dalle precoci frustrazioni che traggono primariamente origine dal polo materno. Un Io che ha subito gravi fissazioni e rimane bloccato.

16 FEB 2015 · Tempo di lettura: min.
La melanconia all'interno della struttura categoriale psicotica

La strutturazione psicotica si caratterizza dalle precoci frustrazioni che traggono primariamente origine dal polo materno. Un Io che ha subito gravi fissazioni e rimane bloccato di colpo, o che regredisce, si preorganizza seguendo una linea di strutturazione psicotica.

Ciò non può che prodursi nel corso della prima fase orale, o al più tardi, durante la prima parte della fase anale o di evacuazione. I lavori di K.Abraham sulla pregenitalità hanno sicuramente gettato le basi su quanto appena detto precedentemente. Abraham evidenziò la così chiamata "divided-line" o linea di separazione intesa come confine tra le fissazioni e regressioni psicotiche, da una parte, e le fissazioni e regressioni nevrotiche dall'altra. Questa linea situerebbe tutte le fissazioni e regressioni dal punto di vista dello sviluppo pulsionale, tra il primo sottostadio anale di evacuazione e il secondo sottostadio anale di ritenzione.

Schizofrenia

Tutte le regressioni e fissazioni formatesi a monte della linea corrisponderebbero a strutturazioni psicotiche. La struttura psicotica più arcaica risulta essere quella schizofrenica, seguita da quella melanconica, per poi situare in terza posizione, a ribasso della linea limite, la struttura paranoica. Tutto ciò che al contrario viene a crearsi a valle della "divided line" di K.Abraham corrisponderebbe alle strutturazioni di tipo nevrotico. La struttura psicotica corrisponde ad un decadimento o ad una mal strutturazione dell'organizzazione narcisistica primaria nei primi mesi di vita. Abraham colloca il punto di fissazione della melanconia nella seconda fase orale e nella prima fase anale, quando l'oggetto è divorato, distrutto ed espulso. Coinciderebbe per il bambino nell'impossibilità di formare un proprio Io distinto dalla madre, essa stessa personalità incompleta che non riesce a concepire una separazione dal proprio bambino, invece fondamentale al mantenimento dell'equilibrio psichico. Questa relazione, più o meno funzionale con la madre, si ritroverà incessantemente ripetuta in seguito sul piano personale. A complicare il già precario equilibrio troviamo la figura più o meno attiva del padre, il quale non ricopre il ruolo di mediatore che giustamente dovrebbe impersonificare (triangolazione). Il super-Io non si è assolutamente sviluppato in modo adeguato.

L'Io non è mai completo: di colpo si trova frammentato. L'angoscia profonda in cui il soggetto cade non è centrata né sulla castrazione genitale né sulla perdita oggettuale, ma sulla frammentazione. Il conflitto sottostante è causato dalla realtà di fronte ai bisogni pulsionali elementari che non vengono soddisfatti in maniera adeguata, portando di conseguenza ad un diniego di tutte le parti di questa realtà divenute tra di loro conflittuali, provocando episodi deliranti. Delirio inteso come unica via di uscita per il mantenimento della vita stessa. I principali meccanismi di difesa psicotica sono: la proiezione, la scissione dell'Io e il diniego della realtà. La proiezione fa si che il soggetto attribuisca in modo errato i propri sentimenti, impulsi o pensieri inconsci ad altri. La scissione dell'io è un meccanismo di difesa per cui il soggetto vive come se all'interno dello stesso spazio psichico coesistono sia le pulsione più tempestose dell'es sia l'io del soggetto per cui è inevitabile che possa presentarsi l'esperienza delirante.

Depersonalizzazione/sdoppiamento della personalità

È diversa dalla scissione delle imago mentali caratteristica degli stati limiti, meno grave, in cui il soggetto vede se stesso o gli altri come interamente buoni o cattivi, non riuscendo ad integrare gli aspetti positivi o negativi di sé e degli altri in immagini coerenti. Infine il diniego provoca nel soggetto un rifiuto nel riconoscere le esperienze dolorose, gli impulsi, i dati di realtà o gli aspetti del sé. Tutti questi meccanismi arcaici concorrono alla nascita di fenomeni di depersonalizzazione, sdoppiamento della personalità, o ancora di semplice derealizzazione. La struttura "melanconica" occupa un posto intermedio tra la struttura "schizofrenica" e la struttura "paranoica", questo per quanto riguarda il grado di evoluzione raggiunto dalla libido, ma non è sicuramente esatta per quel che riguarda lo stato di elaborazione dell'Io. L'Io melanconico, per quanto molto regredito, ha raggiunto il livello di maturazione e di adattamento di base di molto superiore a quello delle organizzazioni paranoiche. Benché la struttura melanconica rientri perfettamente nel quadro psicotico, essa si distingue dalle altre due strutture per quanto riguarda l'eziologia.

Scritto da

Prof. Dott. Capponi Alessandro

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