La mappa non è il territorio

La mappa non è il territorio. Non esiste un'unica realtà, ma più modi di interpretarla. Ognuno di noi costruisce le proprie mappa, sulla base dell'esperienza vissuta.

15 OTT 2018 · Tempo di lettura: min.

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La mappa non è il territorio

Partiamo dal concetto di realtà e riflettiamo insieme su quante realtà esistano.

Qualcuno avrà già iniziato a pensare che io mi stia riferendo a realtà sovrannaturali, universi paralleli e esseri extraterrestri.

No no, restiamo con i piedi per terra.

Conoscete la differenza mappa e territorio? Si tratta di una differenza fondamentale, che può chiarire le idee su ciò che intendo quando parlo di realtà e di quante realtà esistano.

La mappa non è il territorio. Alfred Korzybski voleva dire che quando si ha a che fare con la percezione e il pensiero, non può esserci univocità e oggettività.

E noi esseri umani, persone, siamo fatti di percezione e pensiero. Produciamo pensieri e viviamo di percezioni. Di conseguenza, nella nostra realtà, nella nostra esistenza, non può esserci oggettività (ad esclusione per i principi matematici e le leggi della fisica!!!). Ogni mappa è fatta dal modo in cui percepiamo e pensiamo il territorio. Con questa metafora voglio proprio arrivare al nocciolo della questione e cioè che esistono tante realtà, tanti modi di vedere le cose, tante modalità diverse di percepire e vivere il territorio che abitiamo.

Tante realtà e non una sola. Come la verità. Proviamo a pensare cosa succede quando discutiamo con qualcuno e non siamo d'accordo su quale sia la verità o su come siano andate realmente le cose.

A volte finiamo in un vortice di escalation che non ci porta ad alcuna conclusione. Questo accade, a volte, non perché non ci stiamo spiegando abbastanza bene o perché l'altro è confuso. Accade perché il nostro modo di vedere e giudicare l'accaduto può essere diverso dall'altro. E nessuno dei due ha torto. E nessuno dei due ha ragione. Semplicemente, ognuno ha costruito una mappa del proprio territorio, cioè un'interpretazione diversa di come sono andate le cose.

L'esercizio che si può fare, per trovare un compromesso, è quello di sforzarsi nel dire:

"io penso che"

e non "la verità è che".

Ricordiamo che c'è una grossa differenza tra il mondo e l'esperienza che ne abbiamo.

Ciascuno di noi crea una rappresentazione del mondo in cui vive. Creiamo cioè una mappa, un modello, che utilizziamo per regolare il nostro comportamento. La nostra rappresentazione del mondo, finisce poi per determinare l'esperienza che avremo del mondo stesso e le scelte che ci sembreranno disponibili e realizzabili.

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Scritto da

Dott.ssa Valentina Moneta

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