La gelosia fraterna spiegata con un film "Storia di due uomini e otto pecore"

Cosa succede quando nasce un fratello? Perché scatta la gelosia fraterna? Cosa è lo shock del trauma del fratello

7 SET 2020 · Tempo di lettura: min.

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La gelosia fraterna spiegata con un film "Storia di due uomini e otto pecore"

Regista: Grímur Hákonarson

Anno: 2015

Un film nudo, crudo, quasi privo di conversazioni. Eppure al contempo ricco di poesia, di spietata meraviglia ed essenzialità. La linearità della storia, ambientata in un Islanda rurale, rispecchia uno stile di vita che il regista è riuscito a fotografare e descrivere minimalmente, senza mai esagerare o falsificare. Racconta di due vite, di due uomini, di due fratelli la cui vita, o meglio sopravvivenza, è strettamente vincolata a quelle dei loro greggi di pecore. L'avvento di una epidemia mortale sarà dunque la modalità utilizzata dal regista per aprirci una finestra sulle vicende di questi due uomini; fratelli eppure capaci di odiarsi, di non risentire del cumulo di solitudine che accompagna le loro vite, le mura delle loro case - vicine solo dieci metri per guardarsi ma troppe lontane per cercare un confronto. I silenzi e gli sguardi che si scambiano da casa a casa si mischiano, da una parte, di ferocia, rabbia, angustia ma pure di una forma di dolore che non conosce adattamenti terminologici in grado di descriverne la misura, la quantità. Il dolore c'è come anche le note di solitudine - così come ogni altra forma di emozione - ma tutto sotto l'abile descrizione dei paesaggi, delle carte da parato, dei vestiari, dei venti, dei gesti minimali eppure essenziali, accorti.

Il loro, è un silenzio che dura da quarant'anni. Un silenzio che li porta a farsi torti e dispetti proprio come succede tipicamente tra fratelli e proprio come succede a uno dei due protagonisti - Gummi - il quale, scoprendo che uno dei montoni del fratello Kiddi è affetto da una malattia incurabile e contagiosa, denuncia tempestivamente il fatto alle autorità sanitarie che ordinano di abbattere entrambi i greggi e di conseguenza inasprendo ancora di più l'astio che corre tra loro.

Suddetta epidemia costringe i due a privarsi non solo dei rispettivi greggi ma anche di quella che è l'unica fonte di nutrimento e sopravvivenza. Sembra quasi che rivivano una situazione non dissimile da quella che sperimentano normalmente tutti i figli quando ad un certo punto, per dar spazio al nuovo arrivato, devono rinunciare a qualcosa - penso alla relazione primaria con la madre - che fino ad allora era stato ad uso esclusivo. Per i bambini infatti è comune sentirsi turbati quando, alla nascita di un/una fratellino/sorellina, devono rinunciare, fantasmaticamente, alle gratificazioni materne e a tutte le attenzioni. L'arrivo di un/una fratellino/sorellina è infatti la conclamata causa di come nulla sarà più come prima. Il bambino, che fino ad allora è stato robusto e sano, può diventare magro e pallido. Può contrarre enuresi, collera, nausea e stitichezza in un lasso di tempo che può anche protrarsi più del normale. Da un punto di vista psicologico invece può succedere che i sentimenti disforici lo portino a vedere le cose, gli eventi e le persone staticamente con la conseguenza di non riuscire più a capire dove o chi sia.

In questi casi, da una parte, il fratello maggiore sente di perdere la madre come precedente l'aveva conosciuta - quella che onnipotentemente riusciva a soddisfare i suoi bisogni d'affetto, fiducia, gratificazione ecc. Dall'altra però - ancora più pericolosamente - rischia di perdere pezzi del suo Sè, della sua identità, diventando quasi un'ombra del fratello che sta per arrivare. Lo shock del trauma del fratello può anche ripetersi nel corso degli anni, anche quando questi oramai sono adulti, proprio come succede tra i due fratelli del film che, privati di un bene comune, riattivano dinamiche arrugginite del tempo ma mai dimenticate. Deve così essere elaborato di nuovo l'ennesimo evento traumatico che sposta e disloca il bambino, ormai adulto, dal chi e dal dove aveva pensato di essere.

Se dunque la relazione che questi due fratelli sembrano avere è basata sulla negazione dell'esistenza dell'altro come risultato finale di fantasie di aggressive, omicide e di vendetta che non si son potute arginare o scaricare, diversamente esistono altri reazioni alla nascita di un/una fratello/ sorella:

  • accettazione del/la fratello/sorella con superamento delle ostilità
  • compiacenza come difesa contro le proprie angosce ma anche contro le temute azioni aggressioni del fratello/sorella
  • regressione alla situazione neonatale in competizione col neonato.

Infine, come ricorda lo psicoanalista Luis Kancyper, l'importanza delle relazioni fraterne è tale anche nel quadro dello sviluppo del sé sociale. Il fratello rappresenta al contempo un oggetto straordinariamente somigliante, una sorta di "doppio" e la prima odiosa comparsa dell'estraneo, dell'altro e del diverso-da-me. Nell'Islanda tetra, inaccessibile, pericolosa descritta in questo film lo sviluppo di questo Sé sociale sembra atrofizzato in entrambi i protagonisti. Il fratello però come descrive Kancyper può assolvere

  • (a) una funzione sostitutiva laddove ci sia un ruolo parentale deficitario;
  • (b) una funzione difensiva rispetto ad una qualunque difficolta personale;
  • (c) una funzione strutturante capace di sviluppare le abilità relazionali e sociali;
  • (d) una funzione elaborativa in grado di sbrogliare dinamiche genitoriali conflittuali e narcisistiche.

Bibliografia

Kancyper L. (1999) Il confronto generazionale. Uno studio psicoanalitico trad. it., Angeli, 2000.

Freud S. (1922) Alcuni meccanismi nevrotici nella gelosia, la paranoia e l'omosessualità in OSF, Boringhieri, 1989.

Nicolò A. (1996) (a cura di) Curare la relazione: saggi sulla psicoanalisi e la coppia Angeli, Milano.

Galimberti U. (2007) Psicologia, Garzanti, Milano

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Scritto da

Dott. Aldo Monaco

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