La dipendenza da lavoro: iniziamo a riconoscerla

La dipendenza da lavoro rappresenta uno dei temi più delicati ed importanti dei nostri tempi. Riconoscerne i sintomi rappresenta il primo passo verso il ritorno del benessere.

19 OTT 2021 · Tempo di lettura: min.

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La dipendenza da lavoro: iniziamo a riconoscerla

La dipendenza da lavoro rappresenta uno dei temi più delicati ed importanti dei nostri tempi. I dati confermano una tendenza in crescita e ciò non rappresenta un conforto per le prossime generazioni e per quelle attuali. Purtroppo, spesso, ricorriamo ai ripari, rivolgendoci ad un professionista, quando il decorso della dinamica ha già raggiunto livelli significati e prodotto effetti importanti nella nostra vita.

Questo non deve però scoraggiarci, perché sia in stato primordiale che in quello avanzato, esistono tecniche per intervenire su questo tipo di dipendenza.

Il primo passo riguarda il riconoscerne i sintomi, sia fisici che mentali. La dipendenza da lavoro è un processo che si innesca in modo subdolo, dove inizialmente non si avverte una precisa sintomatologia, ma solamente disturbi che spesso e genericamente tendiamo a giustificare con picchi di stress dipendenti, per esempio, da una settimana più impegnativa delle altre oppure con una scadenza particolare, e che al termine di tali periodi tutto ciò tornerà alla normalità. Ecco, questo è proprio il punto.

Ma cosa intendiamo per normalità? Quali caratteristiche possiede questa normalità?

È sicuramente vero che siamo predisposti nella gestione di picchi stressanti nella attività lavorativa e non solo, ma il tema cambia quando questa attività e la sua modalità diventano costanti nel tempo, con il risultato di produrre lunghi periodi nei quali siamo soggetti a stress continuo.

Lo stress rappresenta una risposta adattiva del nostro organismo ad una situazione che richiede utilizzo di risorse particolari, è una funzione molto importante per il nostro organismo e ricopre un ruolo fondamentale nella nostra evoluzione. Oggi è diventato sinonimo di evento negativo in quanto siamo portati a sperimentarlo costantemente, compromettendo il nostro benessere quotidiano.

Esistono infatti due tipologie di stress in letteratura, il distress che identifichiamo nella connotazione negativa dei suoi effetti e l'eustress, associato allo stress legato, per esempio, al raggiungimento di un obiettivo e comunque ancorato ad una situazione per noi positiva nella quale impegnarci.

Lo stress è composto da tre fondamentali fasi: la reazione di allarme, la resistenza o adattamento ed infine l'esaurimento. Spesso nella fase di resistenza, tendiamo a sottovalutare la sintomatologia che si presenta, e solamente quando stiamo passando dallo stadio di resistenza a quello di esaurimento, corriamo ai ripari. Per questo è importante non sottovalutare e riconoscere i sintomi fin da subito. La sintomatologia fisica e psicologica, nella dipendenza da lavoro, la quale vede un impegno notevolmente superiore in termini di ore e di intensità, prevede, in una elencazione parziale, l'insorgenza di problematiche legate al sonno, al tono dell'umore, alla costante riduzione di qualità nelle nostre relazioni oltre che al tempo materiale, diminuzione della soglia di tolleranza ed aumento dell'irritabilità e sintomatologie psico-somatiche.

In questo articolo si vuole mettere il focus sui campanelli di allarme che dovremmo ascoltare, mentre nel prossimo analizzeremo gli aspetti psicologici che innescano tale dinamica di dipendenza.

I sintomi della dipendenza da lavoro

In realtà possiamo interrogarci da subito su tale quesito, anche in questo preciso momento, ponendoci domande specifiche e cercando di attenuare il possibile meccanismo di negazione che potrebbe innescarsi nella salvaguardia dello status quo disfunzionale:

  • Percepisco di lavorare molte ore in più rispetto allo standard?
  • Finisco sempre nel tardo pomeriggio oppure in prossimità della cena?
  • Ho dovuto interrompere alcune attività extra lavorative perché il lavoro mi ha occupato anche quegli spazi?
  • Dopo cena controllo l'e-mail? (warning significativo)
  • Sono costantemente oppure frequentemente accompagnano da percezione di ansia da risultato?
  • Sento di dover lavorare molte ore con intensità per raggiungere i risultati ottimali?
  • Mi sento in colpa se staccassi ad un orario precedente al mio attuale standard di lavoro?
  • Fotografando l'attuale periodo di lavoro, ricordo un periodo in precedenza con significative differenze di intensità e benessere? Se si, è trascorso molto tempo?

Queste domande chiaramente hanno lo scopo di sensibilizzare in noi la consapevolezza del nostro senso di realtà, stimolando l'esigenza di una ristrutturazione del nostro concetto di equilibrio vita-lavoro.

Liberarsi da tale dipendenza è possibile attraverso un percorso mirato e specifico del caso, dove il professionista, in funzione del grado di intensità di tale dipendenza, affronterà un percorso di ristrutturazione e di ri-equilibrio non solo del quotidiano, ma anche del sistema di credenze della persona.

Nel prossimo articolo approfondiremo le cause psicologiche che determinano l'insorgenza di tale dipendenza.

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Scritto da

Dott. Fabio Romanelli Linkedin

Psicologo
Nº iscrizione: 21979

Si abilita alla professione di Psicologo del Lavoro specializzandosi in tematiche riguardanti l'equilibrio Vita – Lavoro, la Gestione dello Stress e del Cambiamento e la cura della propria Autostima. Si occupa inoltre di Orientamento Lavorativo e Didattico. Psicologo Giuridico, effettua perizie e valutazioni.

Bibliografia

  • Hans Selye, Stress without distress, Philadelphia, J.B. Lippincott Company, 1974

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